Delfino Sisto Legnani – Troppo freddo per te qui

Roma - 25/11/2017 : 26/01/2018

Il titolo della mostra, Troppo freddo per te qui, riprende il motto rivolto a Gheddafi dai Tuwwar, i ribelli insorti, durante la rivoluzione, con riferimento metaforico alle condizioni climatiche della Cirenaica. Il fotografo allestisce per l’occasione una installazione site specific che divide, attraverso una sequenza di immagini impresse su grandi tessuti, gli spazi della galleria.

Informazioni

  • Luogo: CAMPO
  • Indirizzo: via della Marrana 94 00181 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 25/11/2017 - al 26/01/2018
  • Vernissage: 25/11/2017 ore 18
  • Autori: Delfino Sisto Legnani
  • Curatori: Emilia Giorgi
  • Generi: fotografia, arte contemporanea, personale
  • Orari: Lun-Ven 10:00-18:00

Comunicato stampa

In 2013 – a year after the Libyan revolution of 2012 which lead to the destitution and death of Gheddafi – Delfino Sisto Legnani (Milan, 1985), undertakes a photographic campaign in Libya, together with the photographer Giovanna Silva, to document the state of architecture after the regime’s collapse. The journey follows the path of the revolution: starting from Benghazi in the Cyrenaica region and, passing through Misurata – scene of the most ferocious episodes of the conflict – arrives to Tripoli, capital of Libya and seat of all the administrative buildings

A small part of this extensive reportage is published on the magazine Domus in 2013.

Four years later CAMPO presents the work of the Milanese artist and photographer in a personal exhibition curated by Emilia Giorgi.
The title of the exhibition, Troppo freddo per te qui (Too cold for you here) comes from the motto used by the Tuwwar rebels against Gheddafi, which metaphorically refers to the specific meteorological conditions of the Cyrenaica region.

Delfino Sisto Legnani proposes a site specific installation, cutting up the space of the gallery with large format images impressed on fabric. The installation itself becomes an essential part of the exhibition, where the visitor accompanies the photographer in a journey through a sequence of large landscapes in which abandoned spaces and architectures take the form of surreal everyday apparitions.

In this Libyan journey we encounter sacked and destroyed governmental buildings becoming temporary housing for the population as well as ready but never used skyscrapers for American hotel chains. We run into the Italian colonial architecture of the 1920s and 1930s and in entirely new unfinished cities – outcome of an agreement between Gheddafi and the Chinese government – which occupy the landscape of Cyrenaica like ghosts, with their skeletons made of tons of concrete without end. The last stop of this trip is Gheddafi’s house, which offers some of the most suggestive shoots: a city within the city surrounded by the houses of all the colonel’s collaborators and by the sumptuous spaces where Presidents and Premiers from all over the world where received.

Thanks to his architectural formation and his experience with important architectural magazines, Delfino Sisto Legnani offers an unusual perspective on the war reportage, focusing on the effects on the architecture as the index of the consequences of war. The images are also accompanied by a series of objects found and collected along the journey, like a copy of the Green Book published by Gheddafi in 1975 and translated in 53 languages.

The exhibition is part of the program Passeggiate Fotografiche Romane, promoted by the photography department of the Ministry of Culture and Tourism directed by Lorenza Bravetta. The program organizes in Rome three days and five paths, real or metaphorical, to discover places and characters of the photography world through a series of exhibitions, debates, guided tours, opening of archives, workshops, performances and projections.

Biography
Delfino Sisto Legnani (1985) lives and works in Milan.
After graduating at the Polytechnic of Milan is introduced to photography by Ramak Fazel. Hereafter, becoming member of the Italian Journalists Associations, he begins to collaborate with some of the most important newspapers and magazines such as Domus, Abitare, Elle Decor, Vogue Italia, Apartamento, Mousse Magazine, Disegno, Pin-up Magazine, The New York Times, Repubblica and Corriere Della Sera.
Encompassing reportage, architecture and still life photography, his work has been awarded and exhibited in museums and institutions such as the Victoria and Albert Museum, the Triennale of Milan and in many galleries and exhibition spaces such as Pomo Gallery (Milan, 2014), Il Crepaccio (Milan, 2014), MIA Art Festival (Milan, 2001). In 2012 and 2014 he participated to the 13th and 14th Architecture Biennale of Venice. In 2015 he curated for the Prada Foundation of Milan the coral photographic project Fragements, developed in collaboration with the studio OMA, which explored Rem Koolhaas’ building, seat of the Foundation.
In 2017 he founded MEGA with Giovanna Silva and Davide Giannella, an independent space for underground artistic and cultural projects. His last project is an independent publisher to be opened in the next months.




Comunicato stampa – ITA

Delfino Sisto Legnani
Troppo freddo per te qui
A cura di Emilia Giorgi
25 Novembre 2017 – 26 Gennaio 2018
Vernissage: 25 Novembre 2017 ore 18:00
CAMPO
via della Marrana, 94
00181 Rome, Italy
Ph. +39.06.64400145
[email protected]
www.campo.space
Apertura: Lun-Ven 10:00-18:00

Nel 2013, un anno dopo la rivoluzione libica del 2012 che ha portato alla destituzione e morte di Gheddafi, Delfino Sisto Legnani (Milano 1985) parte per la Libia, con la fotografa Giovanna Silva, per realizzare una campagna fotografica che documentasse lo stato delle architetture del regime dopo il suo crollo. Segue il percorso della rivoluzione, partendo dalla Cirenaica (Bengazi) per arrivare alla capitale, Tripoli, sede di tutti gli edifici amministrativi e residenza del regime, passando per Misurata, dove hanno avuto luogo gli scontri più cruenti.
Una piccola parte di questo ampio reportage viene pubblicato sul numero della rivista “Domus” dell’aprile 2013. A 4 anni di distanza, la galleria Campo presenta il lavoro del fotografo e artista milanese in una esposizione personale curata da Emilia Giorgi.
Il titolo della mostra, Troppo freddo per te qui, riprende il motto rivolto a Gheddafi dai Tuwwar, i ribelli insorti, durante la rivoluzione, con riferimento metaforico alle condizioni climatiche della Cirenaica. Il fotografo allestisce per l’occasione una installazione site specific che divide, attraverso una sequenza di immagini impresse su grandi tessuti, gli spazi della galleria. Esplorare la mostra significa per il visitatore accompagnare il fotografo, tappa dopo tappa, nel viaggio condotto in Libia. L’allestimento stesso diventa parte essenziale di questa esperienza, un percorso lungo i paesaggi incontrati, che a Campo si manifestano come grandi apparizioni. Il viaggio prende forma attraverso una selezione di fotografie che mostrano gli ambienti e le architetture abbandonate nella loro surreale quotidianità. Percorrendo lo spazio, abbiamo l’occasione di vedere gli edifici governativi distrutti e saccheggiati, in alcuni casi divenuti dimore temporanee per la popolazione, così come i grattacieli di grandi catene alberghiere americane mai inaugurate. Il fotografo incontra le architetture coloniali italiane del ventennio e grandi città di nuova fondazione mai completate, frutto di accordi tra Gheddafi e il governo cinese, che occupano il paesaggio della Cirenaica come luoghi fantasma disegnati da esoscheletri che sono stati teatro degli scontri durante la rivoluzione e ora sono solo tonnellate di cemento senza scopo. L’ultima tappa è la residenza del Colonnello, dove l’autore realizza forse gli scatti più suggestivi. Una vera città nella città, circondata dalle abitazioni di tutti i suoi collaboratori, fino ai luoghi in cui venivano ospitati i capi di stato di tutto il mondo. L’obiettivo è quello di offrire un punto di vista inusuale sul reportage di guerra, prendendo in esame gli effetti sulle architetture, grazie a una chiave linguistica maturata durante la sua formazione di architetto e nella esperienza di fotografo per alcune delle più importanti riviste di settore internazionali.
Alle immagini si alternano alcuni oggetti, raccolti durante il viaggio, come una copia del celebre Libro Verde che Gheddafi ha pubblicato nel 1975, stampato poi in milioni di esemplari in 53 lingue diverse.
La mostra fa parte del programma Passeggiate Fotografiche Romane, promosso dalla Cabina di regia per la fotografia del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, diretta da Lorenza Bravetta. Un programma che costruisce a Roma, per 3 giornate, cinque percorsi reali o metaforici, per scoprire insieme a personalità di eccezione luoghi e personaggi della fotografia attraverso mostre, incontri, visite guidate, archivi aperti, laboratori, performance, proiezioni e
progetti inediti.


Biografia

Delfino Sisto Legnani nasce nel 1985 a Milano dove vive e lavora. Dopo la laurea in Architettura presso il Politecnico di Milano, l’incontro con Ramak Fazel lo introduce al mondo della fotografia. Dopo una prima esperienza nello studio di Fazel, diventa membro dell’Associazione dei Giornalisti Italiani e inizia a lavorare come fotografo con alcune delle principali testate internazionali e riviste indipendenti quali Domus, Abitare, Elle Decor, Vogue Italia, Apartamento, Mousse Magazine, Disegno, Pin-up Magazine, The New York Times, Repubblica e Corriere Della Sera. Spaziando tra la fotografia di reportage, quella di architettura e lo still life, il suo lavoro è stato premiato ed esposto in musei ed istituzioni quali il Victoria & Albert Museum di Londra, La Triennale di Milano e in numerose gallerie e spazi espositivi quali Pomo Gallery (Milano, 2014), Il Crepaccio (Milano, 2014), MIA Art Fair (Milano, 2011). Nel 2012 e nel 2014 partecipa alla 13esima e 14esima Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Architettura di Venezia. Nel 2015 cura per la Fondazione Prada di Milano il progetto fotografico corale Fragments, sviluppato con lo studio OMA, per esplorare l’edificio di Rem Koolhaas per la sede della Fondazione.
Nel 2017 fonda, con Giovanna Silva e Davide Giannella, MEGA, uno spazio indipendente dove trovano visibilità progetti artistici e culturali di difficile collocazione.
Il suo ultimo progetto è una casa editrice indipendente che vedrà la luce nei prossimi mesi.