Deimantas Narkevicius – Da Capo

Zagabria - 10/01/2015 : 20/02/2015

Il Museo d’Arte Contemporanea (MSU) di Zagabria presenta la prima e più ampia retrospettiva dedicata al noto artista e filmmaker lituano Deimantas Narkevicius in Croazia.

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Comunicato stampa

Il Museo d’Arte Contemporanea (MSU) di Zagabria presenta la prima e più ampia retrospettiva dedicata al noto artista e filmmaker lituano Deimantas Narkevicius in Croazia. La mostra Da Capo è l’ultima di una successione di tre esposizioni che si sono tenute tra il 2013 e il 2014 al Museo Marino Marini di Firenze e a Le Magasin di Grenoble: ciascun appuntamento con un curatore diverso e un progetto espositivo per un contesto istituzionale differente. Dunque un’unica narrazione in tre step, mai la stessa e ogni volta nuova, per uno tra gli artisti più rilevanti provenienti dall’area post-sovietica



La terza stazione del ciclo espositivo Da Capo, che inaugurerà il prossimo 10 gennaio è curata da Marco Scotini in collaborazione con Radmila Iva Janković, senior curator presso il MSU di Zagabria, e raccoglie alcuni dei maggiori lavori filmici concepiti da Narkevicius negli ultimi dieci anni e ormai unanimemente ritenuti dei capolavori (come le monumentali proiezioni Once in the XX Century, o The Head con cui si è affermato sulla scena internazionale) insieme a sculture che appartengono alla fase iniziale della sua attività fino alle ultime installazioni sonore. In particolare dopo molti anni sarà nuovamente esposta al pubblico croato un’opera fondamentale ed embrionale come His-Story (1998) che fa parte della collezione del Museo, insieme all’intervento sonoro Sad songs of War, recentemente realizzato per il Public Program all’ultima edizione di Manifesta a San Pietroburgo.

L’espressione italiana Da Capo, che dà il titolo alla mostra, è impiegata piuttosto come un segno tratto dall’ambito musicale e dal teatro lirico, poi entrato in un codice internazionale. Con Da Capo, in una partitura musicale si intende quella parte della composizione che deve essere ripetuta dall’inizio. In Narkevicius l’espressione viene assunta in questo significato ma essa fa riferimento anche al movimento in loop dei sui video, e soprattutto alla sua particolare concezione della storia nella società post-Sovietica.

La grande importanza dell’opera di Narkevicius sta infatti nell’aver interrogato, con più radicalità di altri, la natura della storia (o dell’ordine del tempo) dopo l’89. In tutti i suoi lavori si insinua un anacronismo costitutivo che non consiste soltanto nell’uso del found footage o di materiale d’archivio. Di fatto nei suoi più conosciuti lavori video, a partire da His-Story, c’è sempre una trasposizione dell’hic et nunc nel passato, dell’adesso nell’allora. Le strategie sono ogni volta differenti (come l’impiego di tecnologie desuete) e si ha sempre la esistenza di più temporalità in simultanea. Non abbiamo a che fare con un’idea di ricerca nella storia o di disorientamento dopo la sua supposta fine. In Narkevicius c’è sempre un ritorno non ad un passato concreto ma una recessione alla condizione di possibilità di tale passato. Ecco perché in quest’opera non c’è mai una citazione, ma sempre la ripetizione di uno scarto, di una differenza.

In occasione dell’esposizione sarà pubblicata la prima e completa raccolta di tutta la produzione filmica dell’artista insieme a un’antologia di testi, curata da Marco Scotini, con il supporto del Museo Marino Marini di Firenze e del MSU di Zagabria. Da Capo. Fifteen Films (Archive Books, Berlino) è un testo costruito sul format dei “Commentaires” di Chris Marker, con i contributi di importanti critici d’arte, sociologi e curatori, tra cui: Alfonsas Andriuškevičius, Boris Buden, Ana Devic, Brigitte Franzen, Charles Esche, Maria Lind, Raimundas Malašauskas, Laura McLean-Ferris, Joanna Mytkowska, Philippe Pirotte, Gerald Raunig, Jean-Pierre Rehm, Dieter Roelstraete, Alberto Salvadori, Jan Verwoert, Andrea Viliani.

Tra i più acclamati artisti degli ultimi decenni e vero maestro delle nuove generazioni artistiche ha recentemente esposto al Museum of Contemporary Art Chicago (MCA); al MoMA e al New Museum di New York. Deimantas Narkevicius (1964, Utena, Lituania) ha rappresentato la Lituania nel 2003 alla Biennale di Venezia e ha partecipato a numerose mostre personali e collettive (Moderna Museet di Stoccolma, Kunstverein di Monaco, Tate Modern di Londra, Musée d'Art Moderne de la Ville di Parigi e molte altre). Vive e lavora a Vilnius.