Davide Monteleone – Spasibo

Savignano sul Rubicone - 08/09/2017 : 24/09/2017

Spasibo, letteralmente dal russo “grazie”, attraversa l’identità del popolo ceceno dopo anni di violenza e conflitti tra ceceni separatisti e Mosca.

Informazioni

Comunicato stampa

Davide Monteleone (1974) è artista e giornalista visivo. Lavora su progetti indipendenti a lungo termine attraverso la fotografia, il video e il testo. Si dedica allo studio di problematiche sociali, esplorando la relazione tra il potere e gli individui. Conosciuto per il suo interesse peculiare per i paesi dell’ex blocco sovietico, ha pubblicato tre libri su questo tema: Dusha, Russian Soul (2007), La Linea Inesistente (2009), Red Thistle (2012) e Spasibo (2013)

Suoi progetti sono ricultati vincitori di numerosi prmi, tra cui diversi World Press Photo, e numerosi riconoscimenti come l’Aftermath Grant, l’European Publishers Award e il Carmignac Photojournalism Award. Suoi lavori dono stati presentati come installazione, mostre e proiezioni in festival e gallerie internazionali, quali il Nobel Peace Center di Oslo, la Saatchi Gallery di Londra, il MEP di Parigi e il Palazzo delle Esposizioni di Roma.

Spasibo, letteralmente dal russo “grazie”, attraversa l’identità del popolo ceceno dopo anni di violenza e conflitti tra ceceni separatisti e Mosca. In Caucaso a partire dal 2001, Monteleone torna a più riprese in Cecenia, più recentemente nel 2013, a dieci anni di distanza dalla fine della Seconda Guerra Cecena, il cui risultato ha condotto alla perdita dell’indipendenza e al governo di Akhamad Kadyrov, leader sostenitore di Mosca e del Cremlino. I ceceni parlano una propria lingua un tempo messa al bando, praticano apertamente la religione islamica, proseguono tenacemente le proprie tradizioni e godono di una relativa libertà da Mosca. Eppure la Cecenia è ancora una dittatura controllata dalla Federazione Russa. In questo contesto, tutto viene sorvegliato dalle autorità in maniera sottile: la violenza fisica che aveva segnato gli anni del conflitto sembrano dissolti, sostituiti da una pressione ora psicologica. Una forma di cambiamento profondo dell’identità di un popolo che affiora nelle nuove generazioni e si installa, mutando stralci di una storia sociale e culturale.