Davide Mancini Zanchi – R: Rivedere/Ripensare/Riproporre

Bologna - 23/11/2013 : 10/01/2014

Un titolo estremamente breve ma altrettanto esplicativo di un progetto che ha come principio fondante la voglia di ridare vita, una vita nuova, alle proprie opere: R come diminutivo di “ri”, prefisso utilizzato in verbi e derivati per indicare una duplicazione o una ripetizione in senso inverso che serve a intensificare il verbo cui si ricollega.

Informazioni

  • Luogo: ADIACENZE
  • Indirizzo: Vicolo Spirito Santo 1/B - Bologna - Emilia-Romagna
  • Quando: dal 23/11/2013 - al 10/01/2014
  • Vernissage: 23/11/2013 ore 19,30
  • Autori: Davide Mancini Zanchi
  • Curatori: Alberto Zanchetta
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal martedì al sabato dalle 16 alle 20 (domenica e lunedì su appuntamento)

Comunicato stampa

Sabato 23 novembre alle ore 19:30 Adiacenze inaugura la personale di Davide Mancini Zanchi “R: Rivedere/Ripensare/Riproporre” a cura di Alberto Zanchetta.
Un titolo estremamente breve ma altrettanto esplicativo di un progetto che ha come principio fondante la voglia di ridare vita, una vita nuova, alle proprie opere: R come diminutivo di “ri”, prefisso utilizzato in verbi e derivati per indicare una duplicazione o una ripetizione in senso inverso che serve a intensificare il verbo cui si ricollega


Con R l’artista riprende e riconsidera il proprio lavoro meditando sulle dinamiche e le possibilità di proporre una mostra che possa essere allo stesso tempo una piccola-precoce retrospettiva così come un intervento cumulativo in cui poter rivisitare opere “già fatte” e riuscire a ridefinirle in base allo spazio espositivo. Il lavoro di Davide Mancini Zanchi si fonda infatti su una sintesi formale di tutto quello che ci sta intorno e che utilizziamo, ne nasce così una rivisitazione del corpo dell’oggetto e del corpo stesso dell’artista.

La mostra, divisa in tre stanze e in tre momenti espositivi differenti tra loro, vede l’inizio del percorso con l’ambiente denominato “Rivedere”, composto da una serie di quadri rivisti con interventi fatti a posteriori. Mancini Zanchi infierisce sul proprio trascorso artistico aggiungendo nuovi elementi a opere non riuscite, incomplete o magari insoddisfacenti, trasformando ogni dipinto in un altro da sé.
Dalla rivisitazione dei propri lavori si passa quindi al secondo ambiente, quello del “Ripensare”: ripensare cioè a capolavori dell’arte che non si finiscono mai di comprendere fino in fondo e la cui magia sembra destinata a non estinguersi mai. In questa sala l’artista propone due assemblaggi ispirati all’assidua osservazione della Pala Montefeltro e del Polittico di Sant’Agostino di Piero della Francesca.
Per quanto riguarda la prima opera, l’attenzione di Mancini Zanchi si focalizza sulla composizione degli oggetti, in particolar modo dell’uovo che scende dall’alto; nella seconda opera l’attenzione si concentra invece sulle aureole dei santi.
Dopo essersi interrogato in che modo Piero della Francesca potesse aver concepito queste sue composizioni, Davide Mancini Zanchi ha deciso di ripensare il modus operandi del maestro toscano ipotizzando l’allestimento degli oggetti da dipingere, che sono stati montati in un anomalo set di scena.
La terza stanza, “Riproporre”, è il momento saliente della mostra in quanto ha dato origine all’intero progetto espositivo. La riproposizione del video Fare il faro – già presentato in altre occasioni – assume qui una connotazione del tutto nuova e straniante, quella di videoinstallazione e di video scultura ambientale.