Davide Dormino – Il Rumore piuttosto che la Misura

Roma - 22/05/2014 : 26/06/2014

Il Rumore piuttosto che la Misura di Davide Dormino é il secondo incontro del ciclo di mostre curato da Paolo Aita, iniziato a marzo con “Il dormitorio delle operaie” di Giuseppe Salvatori, incentrato sul dialogo tra gli artisti e la biblioteca per portare l'attenzione sulla nostra identità inserendo il gesto contemporaneo nella “fabbrica della conoscenza”.

Informazioni

Comunicato stampa

Il Rumore piuttosto che la Misura di Davide Dormino é il secondo incontro del ciclo di mostre curato da Paolo Aita, iniziato a marzo con “Il dormitorio delle operaie” di Giuseppe Salvatori, incentrato sul dialogo tra gli artisti e la biblioteca per portare l'attenzione sulla nostra identità inserendo il gesto contemporaneo nella “fabbrica della conoscenza”.

Davide Dormino, all'interno di un luogo dove il silenzio é più sacro e necessario che in chiesa, celebra il rumore come gesto di ribellione alla misura intesa come regola


Le opere grafiche e materiche si distribuiscono all'interno dello spazio come documenti e segni minacciosi nei confronti del patrimonio culturale che li circonda: sono simboli di un rumore che vuole distruggere ma che spesso genera un nuovo terreno, un rumore infernale da cui ci si deve proteggere che cancella le nostre facoltà di ascolto e di ragionamento.
E' un rumore necessario, una sofferenza che forse porterà guarigione o forse solo distruzione, é il rumore del vetro rotto dalla fionda, del martello pneumatico ma anche dell'eruzione del vulcano. Rumore di gesti sempre incomprensibili se non se ne sa il motivo: sembrano sfregi e incutono paura quando potrebbero rappresentare anche la soluzione di un problema.
Rottura, demolizione, disastro fino all'apocalisse raccontata dagli uccelli rapaci incisi sul ferro per vincere sulle pagine di carta dei libri intorno.
“Rompere gli schemi” combattere la misura perché oramai non sa generare più nulla di realmente utile all'uomo, combattere usando gli oggetti pesanti che l'artista colloca nelle teche come armi, capaci di esprimere rumore anche da fermi.
Alla fine il vulcano che, come gli uccelli, rappresenta il presagio perenne, la catastrofe imminente, il rumore naturale non prodotto dall'uomo e quindi l'assoluta contraddizione della misura, perché l'artista é il primo che non può accettarla.




Davide Dormino

Nasce a Udine il 19 giugno 1973: è scultore e artista visivo. La sua ricerca si esprime attraverso il disegno come progetto per la scultura. Cerca nuove forme elaborando i sistemi arcaici della lavorazione della materia grezza, soprattutto il ferro. Dialoga con altre espressioni artistiche come la musica e la moda per alimentare continuamente il proprio lavoro.
Si confronta con la dimensione, operando ad ogni scala che sia in grado di rappresentare l’idea e inserirla nel contenitore adatto. Opere piccole e grandi, materiali trasformati senza artificio ma adattati alla volontà di interpretare lo spirito, senza tempo, del racconto di un evento o del proprio stato d’animo di artista contemporaneo.
Lavora a Roma ed insegna Scultura alla R.U.F.A. Libera Accademia di Belle Arti di Roma.