Dario Passi – Forma Urbis

Roma - 20/09/2018 : 21/10/2018

Il museo dedica un focus all’artista e architetto recentemente scomparso, attraverso una selezione di opere emblematiche alcune donate alla collezione del MAXXI Architettura.

Informazioni

Comunicato stampa

Un architetto prestato all’arte o un artista prestato all’architettura: è Dario Passi (Roma 1949 - 2018) il protagonista del focus FORMA URBIS che dal 21 settembre al 21 ottobre 2018 il MAXXI Architettura gli dedica a pochi mesi dalla sua scomparsa. Un omaggio che si inserisce nell’ambito dell’indagine svolta dal museo sul tema del disegno di architettura e sul rapporto tra rappresentazione e progetto a partire dalle opere presenti nella sua collezione




E proprio il rapporto tra rappresentazione e progetto costituisce un aspetto centrale nell’opera di Passi, di cui il MAXXI presenta una selezione delle sue opere emblematiche, alcune delle quali - una serie di disegni e schizzi, e una grande tela ad olio del progetto La Moretta – sono state donate per le collezioni del museo.



Nel spazi del Centro Archivi del MAXXI Architettura, si alternano progetti di architettura per concorsi internazionali, schizzi di studio, album e taccuini di appunti e grandi tele ad olio, oltre 40 lavori realizzati tra il 1977 e il 1995, che immergono il visitatore in un mondo figurativo geometrico, sognante, quasi metafisico. Opere che evocano atmosfere e segni comuni alla scena artistica contemporanea, ma sono anche capaci di restituire all’architettura il suo più autentico significato, nella riscoperta monumentalità dei progetti delle periferie, o nella costruzione della città, nel cui tessuto esistente i progetti di Passi sembrano dissolversi.


Dario Passi si laurea in Architettura sotto la guida di Ludovico Quaroni. Dal 1982 è docente presso il Dipartimento di architettura e analisi della città dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”. I temi che riguardano la sua attività architettonica e quella di docente sono principalmente quello dell'architettura minore del Novecento, con particolare attenzione alla scena romana, ed il rapporto col mondo della pittura col quale a partire dai tardi anni '60 instaura un legame sempre più stretto. La sua attività si spinge verso un territorio al limite tra architettura e pittura, sino a concentrarsi definitivamente su una scelta pittorica che, tuttavia, non perde il debito con la formazione architettonica, in un rapporto di fruttuosa interdipendenza. Significativo punto di passaggio è la mostra delle sue opere pittoriche del 1977 curata da Achille Bonito Oliva. Numerose le sue partecipazioni a concorsi che segnano alcune delle tappe principali della sua attività progettuale. Tra i suoi progetti, redatti in collaborazione con C. Lococo, la risistemazione di Piazza della Moretta e di Piazza della Rovere e quello per il nuovo mercato di Testaccio a Roma. Ma oltre alle aree romane del centro storico, l'interesse architettonico di Passi è da sempre rivolto alle periferie ed in particolare al quartiere del Tuscolano, evocatore di un immaginario figurativo presente nel suo lavoro. Il progetto di Torre del 1987 segna in maniera emblematica la sempre presente affezione architettonica nell'opera pittorica di Passi, per la quale ogni distinguo disciplinare perde ragione d'essere.