Dario Goldaniga – Io sono qui

Informazioni Evento

Luogo
FABBRICA EOS
Piazzale Antonio Baiamonti 2, Milano, Italia
Date
Dal al

Da lunedì al venerdì dalle 10 alle 19

Vernissage
06/04/2016

ore 18,30

Artisti
Dario Goldaniga
Curatori
Ivan Quaroni
Generi
arte contemporanea, personale
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La galleria Fabbrica Eos presenta la mostra “Io sono qui” dello scultore milanese Dario Goldaniga dove saranno presenti le opere più recenti.

Comunicato stampa

La galleria Fabbrica Eos presenta la mostra “Io sono qui” dello scultore milanese Dario Goldaniga dove saranno presenti le opere più recenti.
Oltre a una grande carta e a due gruppi di sculture - un planisfero bronzeo e una coppia di crogiuoli, allusione alla natura alchemica delle pratiche di fusione metallurgica, saranno esposte nove grandi lastre di lavagna incise.
Le lastre di ardesia, così come gli scarti della fusione bronzea impiegati nei lavori precedenti, sono materiali di recupero che l’artista sottrae alla distruzione, reinserendole nel circuito della produzione artistica.
Goldaniga sceglie i materiali per il loro potenziale evocativo. Le lavagne sono, infatti, oggetti dal forte contenuto simbolico, depositarie di una memoria che sta scomparendo, sostituita da nuovi strumenti tecnologici.
Per anni, nelle nostre scuole, sono state depositarie di un sapere che si costruiva giorno per giorno, per progressive cancellazioni e riscritture, e che forniva un orientamento culturale ed esperienziale alle generazioni future. L’artista trasforma la natura transitoria, eternamente rinnovabile dell’ardesia in una mappa stellare.
Sostituisce le nozioni e le informazioni che quotidianamente impartivano gli insegnanti (e i messaggi triviali lasciati dagli studenti nei cambi d’ora e negli intervalli) con un’indelebile planimetria cosmica, una carta d’orientamento astrale, che tra l’altro, evoca le cognizioni degli antichi naviganti.
Per l’artista, la mostra “Io sono qui” rappresenta la tappa di un percorso di riscoperta del ruolo dell’uomo nel grande disegno dell’universo e, insieme, la rivendicazione della necessità di tornare a misurare il mondo con i parametri della cultura e della sensibilità umane.