Damir Ocko – Year out of Shape

Napoli - 15/09/2016 : 26/11/2016

Il titolo Year out of Shape fa riferimento all'anno appena trascorso, che in un contesto globale è stato costellato da crisi politiche e insicurezze, ma che dal punto di vista personale dell'artista riflette gli effetti postumi del suo lavoro e della partecipazione alla Biennale.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA TIZIANA DI CARO
  • Indirizzo: Piazzetta Nilo, 7 80134 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 15/09/2016 - al 26/11/2016
  • Vernissage: 15/09/2016 ore 19
  • Autori: Damir Ocko
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: da martedì a sabato, dalle 15:00 alle 20:00 o su appuntamento

Comunicato stampa

La galleria Tiziana Di Caro ha il piacere di annunciare l'inaugurazione della nuova stagione espositiva con una mostra personale di Damir Ocko, intitolata "Year out of Shape", giovedì 15 Settembre alle 19:00. Si tratta della terza mostra dell'artista in galleria, e la prima nello spazio napoletano



La mostra si costruisce intorno al concetto ed ai lavori di Studies on Shivering: The Third Degree, con cui Damir Ocko ha rappresentato la Croazia alla Biennale di Venezia del 2015, con un progetto che includeva l'eponimo film The Third Degree (2015), che sarà esposto alla mostra presso la galleria Tiziana Di Caro insieme con una nuova serie di altre opere correlate.

Il titolo Year out of Shape fa riferimento all'anno appena trascorso, che in un contesto globale è stato costellato da crisi politiche e insicurezze, ma che dal punto di vista personale dell'artista riflette gli effetti postumi del suo lavoro e della partecipazione alla Biennale.

Da tempo l'artista esplora i differenti vincoli sociali e le forme di repressione imposte sul corpo umano, in quanto entità fisica e sociale, analizzandone il potenziale politico e poetico. I nuovi lavori sviluppano tali idee su un livello formale e concettuale, al fine di riflettere sulle forme di potere, sulla fragilità, sulla violenza. L'artista esplora situazioni specifiche, luoghi e idee connettendoli ad un più ampio argomento.

L'allestimento della mostra si sviluppa su una costruzione site specific che si colloca nella sala centrale. È una forma poligonale che fa da supporto ad una serie di nuovi collages, ognuno dei quali corrisponde ad un mese dell'anno, come un calendario “immersivo” che disorienta e dà forma allo spazio, segnando una drammaturgia della mostra. Essa quindi si impone come struttura spaziale e temporale, come una sequenza cinematografica. Basati su sfondi di immagini come fotografie di produzione e still da film, i nuovi collage sono caratterizzati da ritagli difformi, macchie astratte e forme organiche colorate. La materialità e la mancanza di forma sono riconducibili alla scrittura automatica, con gesti intuitivi che generano forme indefinite, a loro volta relazionate ad una (auto)riflessione artistica, e con la necessità e (im)possibilità di inscrivere una narrazione inconcludente.

Il film The Third Degree (Il terzo grado) è proiettato nell'ultima sala. In esso l'artista si concentra sull'intensità di una narrazione visiva e sul teatro della crudeltà, contrapponendo scene di corpi nudi a scene in cui si vedono i membri della troupe riflessi in frammenti di specchi, mostrando ciò che accade dietro le quinte.

Inquadrando l'illusione di una ripresa continua, lentamente coreografata dai movimenti della camera cinematografica, la scena ci indirizza verso un ordine metanarrativo presente nei lavori di Ocko esposti in mostra. Nell'ultimo film Ocko insinua di implicazioni politiche e codici di controllo sociale, così come di punizioni, violenze, fragilità e resistenza. Rappresentando condizioni del corpo marginali ed estreme, come il tremore oppure le ustioni gravi, l'artista rappresenta l'inesprimibile.

Il film e i collage correlati esplorano l'idea di una estetica "del dietro le quinte" (backstage esthetics) - in quanto elemento formale e critico di decostruzione della realtà esposta e della finzione. In questa prospettiva la mostra è disegnata come un apparato da cui l'artista esplora il suo approccio al processo artistico, stabilendo uno spazio soggettivo di tensioni e rotture

Damir Ocko (1977) vive e lavora a Zagabria e dove si è diplomato all'Accademia di Belle Arti. Mostre Personali: DAZIBAO, a Montreal, Palais de Tokyo a Parigi, Künstlerhaus Halle für Kunst und Medien a Graz and Kunsthalle Dusseldorf, Temple Bar Gallery e Studios a Dublin. Ha preso parte a mostre collettive internazionali con istituzioni come il MUDAM a Lussemburgo, FRAC le Plateau, Württembergischer Kunstverein Stuttgart, Germany, Kunsthalle Vienna. Sue opere sono presenti in collezioni private e pubbliche come Louis Vuitton Foundation for Creation, CNAP – Centre national des arts plastiques di Paris, MUDAM in Luxembourg and FRAC le Plateau. Damir Ocko ha rappresentato la Croazia alla 56a Biennale di Venezia (2015) con una mostra personale dal titolo "Studies on Shivering / The Third Degree"


Press Release

Artist: Damir Ocko
Title: Year out of Shape
exhibition opening: Thursday 15 September 2016, h.19.00
location: Galleria Tiziana Di Caro
address: piazzetta Nilo, 7 - 80134, Napoli
info: +39 089 0815525526 - [email protected]
opening times: from Tuesday to Saturday, from 3:00 to 8:00 p.m. or by appointment
exhibition closing: Saturday, 19 November 2016
texts of the exhibition: Branka Bencic
Gallery Tiziana di Caro has a pleasure to announce the opening of the new exhibition season with a solo exhibition "Year out of shape" by Damir Ocko on Thursday, 15 September, 2015 at 7:00 P.M. It is the artist’s third exhibition with the gallery and it’s first exhibition at gallery’s premises in Napoli.

The exhibition builds up around the concepts and works behind Studies on Shivering: The Third Degree, which saw Damir Ocko representing Croatia at the 2015 Biennale di Venezia, including eponymous film work The Third Degree (2015). Exhibition at Gallery Tiziana Di Caro will include the artist’ film The Third Degree along with a new series of related works.

The title Year out of shape refers to a look back to a year that has passed. In a global context, it was a constellation of political crises and insecurity, while on a personal level the artist also reflects on the aftereffects of his work and participation at the Venice biennale.

As a long-term preoccupation artist has explored different social constraints and forms of repression imposed over the body as social and physical entity, exploring poetic and political potential, while new works further unfold such ideas on a formal and conceptual level, to reflect on forms of power, fragility, or violence. The artist investigates specific situations, sites and ideas by connecting them to broader, related subject matter.

Ocko’s presentation is developed as a site-specific construction of an exhibition display placed in the central room. It’s a polygonal form that acts as support to exhibit a series of new collages, each one corresponding to a Month of a year structured as an immersive calendar, while at the same time being an element to dis/orient and shape the gallery space and setting a dramaturgy of the exhibition. As a spatial set up such calendar is a device structuring temporality. It unfolds as a cinematic sequence. Based on photographic background of images such as production photographs and film stills, new collages are intervened on by a layer of cut-outs and misshapes; abstract shaped stains and colored organic forms. Their materiality and formlessness are in close relation to automatic writing, intuitive gestures and indefinite forms, referring to artistic (self) reflection and the need and (im)possibility to inscribe the inconclusive narrative.

The film The Third Degree is projected in a last room. In it the artist is focused on the intensity brought by a visual narrative and theatre of cruelty, juxtaposing scenes of the exposed body and the film crew reflected in broken fragmented mirrors, exposing the production site. Framing an illusion of a continuous take slowly choreographed the camera, the situation addresses a metanarrative order present in Ocko’s exhibited works. In his last films Ocko suggests political implications and codes of social control, along with punishment, violence, fragility and resistance. The film and related photo-collages explore the idea of a "backstage aesthetics" – as a formal and critical tool to deconstruct or expose reality and fiction. In this way the exhibition is shaped as an apparatus by which the artist explores his approach to the process of artistic production itself, establishing a subjective space of tensions and ruptures.

Damir Ocko (1977) lives and works in Zagreb. Graduate from the Academy of Fine Arts in Zagreb. Solo exhibitions: DAZIBAO, Montreal, Palais de Tokyo in Paris, Künstlerhaus Halle für Kunst und Medien in Graz and Kunsthalle Dusseldorf, Temple Bar Gallery and Studios in Dublin among other places. He took part in group exhibitions internationally with institutions MUDAM in Luxembourg, FRAC le Plateau, Württembergischer Kunstverein Stuttgart, Germany, Kunsthalle Vienna, among others. His works can be found many private and public collections such as Louis Vuitton Foundation for Creation, CNAP – Centre national des arts plastiques in Paris, MUDAM in Luxembourg and FRAC le Plateau among others.Damir Ocko represented Croatia at the 56th Venice Biennale with a solo exhibition "Studies on Shivering / The Third Degree".