Cromie. Declinazioni del colore nell’arte del Novecento

Firenze - 11/01/2017 : 11/03/2017

La mostra nasce come indagine sulle diverse interpretazioni del colore, inteso come parte dell’evoluzione della sintassi artistica del Novecento.

Informazioni

Comunicato stampa

Mercoledì 11 gennaio alle ore 18.30 sarà inaugurata la mostra “CROMIE, declinazioni del colore nell’arte del Novecento”, presso la Tornabuoni Arte Contemporary Art in via maggio 58/r a Firenze (ricordiamo che l’evento rientra negli appuntamenti di Pitti Immagine Uomo 2017).
La mostra nasce come indagine sulle diverse interpretazioni del colore, inteso come parte dell’evoluzione della sintassi artistica del Novecento.
L’importanza della sua definizione fisica all’interno dell’opera è strettamente connessa all’affermazione della sua definizione teorica (ricordiamo ad esempio a tal proposito il saggio “Lo spirituale nell’arte” di V

Kandinskij, il cui l’artista analizza la portata conoscitiva di ogni colore e la sua influenza sullo spettatore; oppure la “Teoria dei colori” di J. W. von Goethe, dove l’autore dimostra la complessità del fenomeno cromatico).
L’evoluzione dell’arte del Novecento ha evidenziato il valore interpretativo dell’arte aniconica in cui al tratto pittorico di tipo figurativo si sono sostituiti valori ideali e concettuali, che si muovono proprio sulla definizione visiva di un nuovo spazio di indagine legato al colore in relazione al gesto dell’artista (come riscontriamo nelle opere di grandi maestri internazionali che saranno esposte in mostra, in particolare ricordiamo: H. Hartung, G. Mathieu). In altre opere, proposte nel percorso espositivo, si indaga la superficie pittorica nel momento in cui ritorna al suo grado “zero”, lasciando dunque al colore e alla modulazione della tela il compito di strutturare una nuova ritmica dello sguardo (come vedremo nei quadri dei maestri italiani quali: A. Bonalumi, E. Castellani, L. Fontana, P. Scheggi,). Il colore è anche interpretato come suggestione ottica in grado di creare superfici e volumi che superano idealmente la bidimesionalità del supporto pittorico, come nel caso dell’Optical Art (di cui abbiamo testimonianza con i quadri di V. Vasarely), altresì nelle opere appartenenti all’astrattismo geometrico il colore determina la struttura visiva della visione stessa (come vedremo nei quadri di C. Accardi, M. Nigro, P. Dorazio e nel ciclo denominato “Ricerca del colore” di Dadamaino).