Conxi Sane e Greta Pllana
Etnia Eyewear Culture dà vita a una piattaforma per la creazione contemporanea tra residenze, interventi, pratiche artistiche e incontri aperti al pubblico. Conxi Sane e Greta Pllana sono le prime due artiste in residenza.
Comunicato stampa
Inaugura martedì 5 maggio 2026 a Venezia Etnia House of Arts, la nuova piattaforma dedicata alla creazione contemporanea promossa da Etnia Eyewear Culture.
Il progetto prende forma negli spazi dell’ex Chiesa dell’Abbazia della Misericordia, nel sestiere di Cannaregio, restituita alla città al termine di un articolato intervento di restauro e oggi riconfigurata come luogo di produzione, incontro e sperimentazione artistica.
Edificata a partire dal X secolo e caratterizzata da una struttura architettonica essenziale e stratificata, la Misericordia conserva tracce di epoche e funzioni diverse — da spazio religioso a luogo assistenziale, fino agli usi più recenti — configurandosi come un organismo complesso, sospeso tra permanenza e trasformazione. È proprio questa natura a renderla oggi il contesto ideale per una nuova progettualità contemporanea.
In questo contesto prende forma Etnia House of Arts: una piattaforma attiva dedicata alla creatività del nostro tempo, al dialogo interdisciplinare e alla costruzione di una comunità temporanea di pratiche e visioni.
Dice David Pellicer, CEO and Owner di Etnia Barcelona: «Negli anni abbiamo lavorato molto con gli artisti, sino ad avvertire la necessità di creare uno spazio in cui questo dialogo potesse diventare continuo, non episodico. La Misericordia ci è sembrata il luogo giusto per farlo: uno scrigno quasi caleidoscopico dove attivare qualcosa che era già comunque presente. Etnia House of Arts nasce da questa idea: costruire un contesto in cui la visione non sia solo rappresentata ma messa in scena, attivando relazioni sorprendenti».
Promosso da Etnia Eyewear Culture — espressione più ampia della ricerca culturale di Etnia Barcelona — il progetto non si limita a riattivare uno spazio storico ma ne ridefinisce la funzione: la Chiesa della Misericordia diventa Etnia House of Arts un ambiente vivo, attraversabile, in cui l’arte non è soltanto esposta, ma prodotta, raccontata e resa visibile nel suo farsi.
La programmazione si sviluppa come un dispositivo continuo e aperto, articolato in mostre, interventi site-specific, performance e incontri, alcuni prodotti autonomamente, altri realizzati in collaborazione con protagonisti della produzione culturale e artistica. La programmazione è studiata con l’obiettivo di configurare uno spazio in cui la temporalità del lavoro artistico si sovrappone a quella dell’esperienza pubblica.
Le residenze internazionali
Elemento centrale del progetto è il programma di residenze internazionali, in cui gli artisti sono chiamati a lavorare a partire da un elemento volutamente anomalo — l’occhiale — assunto non come oggetto funzionale, ma come superficie di traduzione, supporto minimo attraverso cui interrogare il rapporto tra visione, identità e rappresentazione. Le prime due artiste a partecipare sono Conxi Sane e Greta Pllana, che, attraverso linguaggi e sensibilità differenti, sviluppano interventi capaci di ampliare le possibilità percettive e simboliche dell’oggetto.
Conxi Sane (Spagna, 1986), artista spagnola attiva tra Berlino e Málaga, sviluppa una ricerca astratta influenzata da Surrealismo e Cubismo, indagando subconscio e paesaggi emotivi. La sua pratica unisce intuizione e struttura, in un equilibrio tra complessità e semplicità, integrando la musica come elemento compositivo. Le sue opere traducono dialoghi interiori ed esperienze condivise in una riflessione collettiva sull’umano, intrecciando ritmo, colore e astrazione in un racconto emotivo stratificato, attento alle dinamiche tra mente, emozioni e crescita personale.
Greta Pllana (Durazzo, 1992), artista attiva a Venezia, sviluppa una ricerca pittorica incentrata sui temi dell’identità e della memoria. Le sue opere restituiscono immagini sospese, in cui la tradizione si condensa in forme essenziali e delicate, spesso attraversate da una palette di verdi e rosa. La sua pratica intreccia dimensione intima e culturale dello sguardo, trovando nell’occhiale un elemento ricorrente e simbolico: dispositivo attraverso cui osservare non solo il mondo esterno, ma anche le stratificazioni interiori dell’esperienza. Dopo la formazione all’Accademia di Belle Arti di Venezia, città in cui vive e lavora, ha esposto in contesti come la Bevilacqua La Masa, il Museo Storico Nazionale di Tirana e La Giarina Arte Contemporanea.
Il processo creativo che anima le residenze si sviluppa in relazione diretta con lo spazio della Misericordia, con la città di Venezia e con la presenza dei visitatori, che entrano in contatto non soltanto con l’opera compiuta, ma con le sue fasi di costruzione, creando un legame con l’artista. In questo senso, ogni visita si configura come esperienza situata, irripetibile.
In occasione dell’apertura la collaborazione con Skira darà vita a un calendario di appuntamenti e incontri con artisti e protagonisti della scena culturale, contribuendo ad ampliare il programma pubblico e a rafforzare il dialogo tra pratiche, visioni e comunità.
L’intervento architettonico realizzato nella Chiesa della Misericordia dagli architetti Piero Vespignani e Alessia Semenzato di Studio Anfibio mantiene e valorizza le stratificazioni storiche dell’edificio, traducendo una lettura puramente conservativa attraverso l’attivazione di un dialogo tra patrimonio storico e uso contemporaneo. Il restauro è stato concepito come un processo di conoscenza e ascolto, in un confronto diretto con le specificità dell’edificio per testimoniare le intenzioni costruttive, le tecniche e le visioni che nei secoli ne hanno determinato la forma.
Le indagini hanno rivelato una storia più complessa del previsto, riportando alla luce elementi di grande valore — dalla copertura lignea trecentesca alle tracce decorative e a una rara finestra gotica — restituendo l’immagine di un organismo in continua trasformazione. In questa prospettiva, il progetto ha scelto di preservare e mettere in relazione le diverse stratificazioni, inclusa quella ottocentesca, come parte integrante dell’identità dell’edificio.
Un restauro articolato che restituisce allo spazio una funzione pubblica, non celebrativa ma generativa.
Etnia House of Arts è un progetto che si inserisce in una linea di ricerca che supera il modello espositivo tradizionale per orientarsi verso forme ibride: residenza, laboratorio, piattaforma culturale. Un luogo in cui produzione e fruizione coincidono, e in cui il pubblico non è spettatore passivo, ma parte di un sistema di relazioni.
In una città in cui l’arte è spesso custodita come memoria, la Misericordia torna a essere un luogo di presente.