Continuum

Angera - 06/04/2018 : 30/09/2018

Continuum è il progetto espositivo con cui viene inaugurata l’Ala Scaligera presso la Rocca di Angera.

Informazioni

  • Luogo: ALA SCALIGERA - ROCCA DI ANGERA
  • Indirizzo: via Rocca Castello, 2 - Angera - Lombardia
  • Quando: dal 06/04/2018 - al 30/09/2018
  • Vernissage: 06/04/2018 su invito
  • Curatori: Antonio Grulli
  • Generi: inaugurazione
  • Orari: Dall’8 aprile al 30 settembre 2018 Tutti i giorni, 10.00-16.30

Comunicato stampa

Continuum è il progetto espositivo con cui viene inaugurata l’Ala Scaligera presso la Rocca di Angera.
La famiglia Borromeo rinnova con questo progetto, a cura di Antonio Grulli, la sua storica passione per il bello e l’innovazione culturale, che ha permesso di avere oggi luoghi come l’Isola Bella e l’Isola Madre nello stesso Lago Maggiore su cui affaccia la Rocca di Angera.

La nuova Ala Scaligera sarà uno spazio dedicato prevalentemente alle arti e alla creatività contemporanea, in cui si susseguiranno eventi creati appositamente per questo suggestivo luogo espositivo

Le sue stanze, visibili per la prima volta dopo il restauro, sono state ristrutturate seguendo i più moderni canoni espositivi dell’arte contemporanea, e mantenendo le preesistenti tracce storiche ancora presenti.

Continuum descrive in maniera perfetta anche questo primo gruppo di artisti invitati a esporre. Giovanni Anselmo, Vanessa Beecroft, Daniel Buren, Sheila Hicks, Anish Kapoor, Giulio Paolini, Ettore Spalletti: si tratta di grandi maestri, di varie generazioni, e che lavorano con i più disparati linguaggi innovando il modo in cui guardiamo all’arte, e il concetto stesso di cosa sia l’arte oggi. Allo stesso tempo, ognuno di loro mantiene un legame con qualcosa di classico, di sospeso dal tempo. Uno stato di superamento dello stretto contesto storico che accompagna in alcuni casi la citazione e il dialogo con le forme antiche.

Il luogo della mostra, la Rocca e il suo territorio, hanno dettato gli elementi da cui è dipesa la scelta degli artisti e delle opere.

Il primo elemento è quello della luce, così peculiare sul Lago Maggiore, con i suoi infiniti cambiamenti, durante il giorno e durante le stagioni, talvolta limpidissima, talvolta ammorbidita da nebbia e foschia. E’ possibile ritrovarla nelle opere di Giovanni Anselmo, Anish Kapoor e Ettore Spalletti, dai colori pastello, o fatte di materiali che riflettono o lasciano trasparire la luce, e nell’eccezionale lavoro di Daniel Buren che verrà presentato all’interno della sala multimediale.

Il secondo elemento guida della mostra è diametralmente opposto al primo, e sono le rocce, la pietra, la presenza geologica del luogo, percepibile in maniera così forte, visivamente e come storia. Sono i possenti blocchi di cui è fatta la Rocca e che sembra vadano a comporre l’installazione di Anselmo; ma al tempo stesso è la cava attigua da cui per secoli è stato estratto il materiale lapideo che attraverso le acque veniva portato a Milano.

Sono elementi che ritornano anche in uno dei lavori di Vanessa Beecroft, e che si collegano al terzo elemento cardine della mostra, ovvero il corpo, le persone che hanno popolato e popoleranno queste stanze, affrontate dall’artista in un continuo dialogo con le pose della statuaria più classica.




Il quarto e ultimo elemento è quello del tempo, che racchiude tutti i lavori presenti e da cui nasce il titolo, ma che probabilmente viene riassunto al meglio nelle opere di Giulio Paolini, che alludono nelle loro forme razionali anche a molti dei motivi di decoro che si ritrovano come costante in tutta la Rocca.

Infine, i tre piani dello spazio espositivo saranno collegati da una grande installazione dell’artista Sheila Hicks, pensata appositamente dall’artista per gli spazi della scalinata che è divenuta uno dei tratti caratterizzanti i nuovi spazi dell’Ala Scaligera, e che funziona da collegamento fisico e ideale con il resto della Rocca.

Gli artisti sono tutti grandi maestri già storicizzati dalle principali istituzioni dell’arte. E le opere della mostra, tutte di livello museale, sono state selezionate in dialogo con la Galleria Massimo Minini di Brescia. Si tratta di una scelta dettata dal programma della famiglia Borromeo di collaborare con quelle che per decenni sono state le eccellenze del territorio in cui andrà a operare. Lo spazio espositivo dell’Ala Scaligera infatti intende inserirsi all’interno di un tessuto radicato di spazi privati e istituzioni che in tutta la Lombardia lavorano a livelli internazionali da molti anni, e in cui intende inserirsi come naturale sviluppo extracittadino e come collegamento con il territorio svizzero. Anche per questo, la scelta dei giorni in cui inaugurare è ricaduta naturalmente nel periodo della Fiera Miart, volendo ribadire il desiderio e la necessità per tutto il territorio di ragionare all’interno della costruzione di un sistema sempre più variegato e forte.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue edito dalla casa editrice Mousse, in cui sarà presente la documentazione dei lavori installati all’interno dei nuovi spazi dell’Ala Scaligera.

La mostra è stata realizzata con il contributo ed il sostegno di Aon S.r.l, Cantine Ferrari e Apice Spa.