Conor Backman

Napoli - 27/09/2014 : 31/10/2014

Annarumma è lieta di presentare Mrs. Fibonacci’s Traditional False Color Broccoli with Orange Sauce, una selezione di recenti dipinti e sculture a opera dell'artista newyorkese Conor Backman.

Informazioni

  • Luogo: ANNARUMMA
  • Indirizzo: Via del Parco Margherita 43 80121 - Napoli - Campania
  • Quando: dal 27/09/2014 - al 31/10/2014
  • Vernissage: 27/09/2014 ore 11
  • Autori: Conor Backman
  • Generi: arte contemporanea, personale

Comunicato stampa

Conor Backman

Mrs. Fibonacci’s Traditional False Color Broccoli with Orange Sauce

Inaugurazione: Sabato 27 Settembre 2014, fino al 31 Ottobre.


... In quell'impero, l'Arte della Cartografia raggiunse una tale Perfezione che la mappa di una sola provincia occupava tutta una Città e la mappa dell'Impero tutta una Provincia. Col tempo codeste Mappe Smisurate non soddisfecero e i Collegi dei Cartografi eressero una mappa dell'Impero che uguagliava in grandezza l'Impero e coincideva puntualmente con esso

Meno Dedite allo studio della cartografia, le Generazioni Successive compresero che quella vasta Mappa era inutile e non senza Empietà la abbandonarono all'Inclemenze del Sole e degl'Inverni. Nei deserti dell'Ovest rimangono lacere rovine della mappa, abitate da Animali e Mendichi; in tutto il paese non è altra reliquia delle Discipline Geografiche.

- Suárez Miranda, Viajes de varones prudentes, Libro IV, Cap. XLV, Lérida, 1658

Annarumma è lieta di presentare Mrs. Fibonacci’s Traditional False Color Broccoli with Orange Sauce, una selezione di recenti dipinti e sculture a opera dell'artista newyorkese Conor Backman. Con Mrs. Fibonacci, sua prima mostra personale con la galleria, l'artista continua le sua indagine su temi quali la rappresentazione e la riproduzione, l’originalità e la ripetizione.

Al centro dell’opera di Backman vi è un processo di “traslazione”, che parte dall’esplorazione del confine tra oggettivo e apparente e si materializza in un lavoro sfacciatamente fluido, in cui riferimenti e formati si mescolano e si stratificano fino quasi a disorientare e confondere (intenzionalmente) l’osservatore.

Tra i suoi lavori si trovano così stampe digitali che vengono rese pittoricamente prima di essere riconvertite in immagini autonome; illustrazioni del mondo fisico che rappresentano e allo stesso tempo sostituiscono le proprie controparti reali; trompe l'oeil che provano in tutti i modi a offuscare la soglia tra autentico e contraffatto, a confondere l’originale con la copia. Combinando volutamente diversi mezzi di produzione visiva, Backman dà vita a opere che compensano la propria densità concettuale con un contrappeso estetico: la presunta linea di demarcazione tra esperienza diretta e mediata si fa improvvisamente e suggestivamente oscura.


Per la mostra, Backman ha prodotto dieci nuove opere che partono da due delle sue serie più recenti. Nella prima, dal titolo Painting Palettes, l'artista esegue dipinti ad olio sulla base di fotografie delle palette di alcuni suoi lavori passati. Tuttavia, mentre riproduce meticolosamente ogni sbrigativo sbaffo e marcatura dell’originale, Backman mescola nuovi pigmenti sulla superficie della tela, unendo così segni casuali e gesti dichiarati in un’unica composizione. Una volta finiti, i lavori appaiono come costituiti da due distinti elementi: l’immagine di una tavolozza di colori accanto a una tavolozza vera e propria. Difficile definire se uno sia più reale dell’altro — entrambi gli elementi restano autonomi e indipendenti, nonostante siano stati creati simultaneamente e con lo stesso materiale. Come quando si guarda a un dipinto e allo stesso tempo a una sua riproduzione, le opere di questa serie sono allo stesso tempo reali e appiattite, astratte e arricchite dalle ricorrenti operazioni di (ri-)produzione da parte dell’artista.

Tuttavia, se le prime operazioni di Painting Palettes partivano da dettagli ritagliati in maniera violenta, per questa più recente e nuova sequenza di tele Backman sperimenta un approccio più composito e sfumato, con un rapporto tra palette originale e tela finale che dalla prima all’ultima delle cinque opere in mostra passa gradualmente da 1:1 a 1:8. Mentre le pennellate del quadro più piccolo mantengono la scala dei segni originali, le vernici rimescolate del lavoro più grande occupano una superficie grande quasi come l'intera tavolozza.

Fanno parte della mostra anche cinque opere della serie The Sun Never Sets, nella quale l’artista sovrappone calchi finemente dettagliati e dipinti a mano di bucce d’arancia sulla superficie in plexiglass di alcune riproduzioni cartografiche del globo terreste (in particolare, di Proiezioni Interrotte di Goode's Homolosine, più comunemente note come “mappe a buccia d’arancia”). In una sorta di capovolgimento della favola di Borges sopra citata, di opera in opera l’immagine del mondo riduce gradualmente la sua scala fino a che, alla fine, questa viene oscurata — se non proprio incorporata — dal calco sovrapposto.

A poco a poco, la distinzione tra realtà e messinscena, tra soggetto e simulacro, si sbriciola fino a formare un’unica coerente entità. Le opere finiscono per trasformarsi in un’allegoria della pittura figurativa in sé, dove il soggetto è trasformato in immagine attraverso un processo di riduzione e appiattimento.

Come gran parte della produzione di Backman, le opere di Mrs. Fibonacci cercano e trovano il proprio significato negli intramezzi, nelle soglie, nei confini: bilanciando abilmente un’ampia gamma di materiali, tecniche e fonti differenti, i lavori si fanno trasversali, obliqui, ubiqui. Il richiamo è certamente a quell’instabilità di fondo che, seppur sia stata consolidata solo recentemente dagli sviluppi tecnologici e digitali, è storicamente da sempre legata al rapporto tra soggetto e immagine. Applicando nuove tecniche a temi da lungo tempo approfonditi, le opere in mostra traggono forza dalla propria mutevolezza, incarnando e allo stesso tempo espandendo la dinamicità formale, l’estro materico e la complessità narrativa che continua a guidare il lavoro di Backman.

Conor Backman (1988) ha ottenuto il suo BFA in Scultura e Pittura presso il VCU di Richmond, in Virginia, nel 2011. Le sue opere sono state incluse in mostre collettive da James Fuentes, New York; Aran Cravey, Los Angeles; Evelyn Yard, Londra; Higher Pictures, New York; Stadium, New York; e Saamlung a Hong Kong. Tra le sue più recenti mostre personali si ricordano “Diorama” (Mixed Greens, New York, 2013) e “The Other Real” (Nudashank Gallery, Baltimora, 2013). Dal 2009 al 2012 Backman è stato co-direttore della REFERENCE Art Gallery di Richmond. Attualmente vive e lavora a Hudson, nello stato di New York, Stati Uniti.