Per tre giorni consecutivi e in diversi orari della giornata, la danza contemporanea farà irruzione nei luoghi simbolo della città e occuperà spazi di vita quotidiana trasformandoli in teatri inediti nel segno delle contaminazioni artistiche.

Informazioni

Comunicato stampa

Il festival - giunto alla quinta edizione e diretto da Marcello Valassina e Compagnia Francesca Selva - prevede incursioni urbane e performance in spazi non convenzionali della città di Siena, coinvolgendo "spettatori inaspettati" attraverso un percorso che vede il suo momento finale il 19 ottobre presso la Sala del Manto di Santa Maria alla Scala.
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A Siena, dal 17 al 19 ottobre, per tre giorni consecutivi e in diversi orari della giornata, la danza contemporanea farà irruzione nei luoghi simbolo della città e occuperà spazi di vita quotidiana trasformandoli in teatri inediti nel segno delle contaminazioni artistiche. Le Logge del Papa, il Cortile del Podestà e il Complesso Santa Maria della Scala si trasformeranno, abitati da corpi in movimento. Ma anche gli spazi commerciali come la Galleria PortaSiena e Max Mara (in via Banchi di Sopra) diventeranno improvvisamente luoghi di produzione e fruizione culturale e artistica.


17 ottobre ore 16.30 e ore 18.30 - SIENA, Cortile del Podestà, piazza il Campo
19 ottobre ore 16.30 e ore 18.30 - SIENA, Sala del Manto Santa Maria alla Scala

NICOLETTA CABASSI: Human dust
Coreografia e interpretazione: Nicoletta Cabassi
E con Giovanni Ricciardi al violoncello

I hear the violoncello or man's heart's complaint, / I hear the keyed cornet, it glides quickly / in through my ears, / it shakes mad-sweet pangs / through my belly and breast.
(da “Foglie d’erba” di Walt Whitman)

Musica e Corpo come una cosa sola. La ‘salvezza’ per mezzo del suono e il suono che si fa materia. Carne.
Attraverso le parole di Whitman, che sono il sottotesto impercettibile ma presente di tutta la pièce, ci si lascia condurre in questa “caduta” metafisica e metaforica. Non è un tonfo, non è una rottura bensì quella sensazione di ‘perdita e recupero’ di se stessi, di deliquio cosciente, unico modo - forse - per avvertire l’esistenza invisibile o vedere l’ “invedibile”. Lasciandosi “salvare” dalla musica ed empatizzando con essa e con lo spazio circostante allora si apre quella micro-vita, o meta-vita, ovvero “si cade!”; sangue e linfa non sono più gli organi bensì le note stesse dentro agli arti … La pièce lascia anche intravedere il reciproco rapporto simbolicamente erotico tra carne e musica, nella dualità tra corpo e strumento. Forse nella seduzione, o nel lasciarsi “sedurre”, sta la chiave per ‘salvarsi’. [Nicoletta Cabassi]



17 ottobre ore 15.00 e ore 18.00 - SIENA, Galleria Porta Siena, piazza Rosselli
18 ottobre ore 16.30 e ore 17.30 - SIENA, Cortile del Podestà, piazza il Campo
19 ottobre ore 17 e ore 16.30 e ore 18.30 - SIENA, Sala del Manto Santa Maria alla Scala

COLLETTIVO PIRATA JENNY: Vanity fair’s snow white
Coreografia e interpretazione: Sara Catellani, Davide Manico, Elisa Ferrari

È un progetto di riscrittura per sovrapposizione. Tramandare una storia implica inevitabilmente un nuovo atto di creazione. Vuol dire omettere, sintetizzare, sostituire, enfatizzare e queste non sono operazioni innocue. Ogni storia ha il suo strascico di vittime. Quando più punti di vista vengono a contatto l’impatto può rivelarsi violento. Come in un gioco dal gusto pulp, un Cluedo in cui le regole sono dichiarate, ma in cui il sistema presenta zone d'ombra, vittima, carnefice e aiutante divengono maschere attraverso cui far rivivere i personaggi. Azzurro, Grimilde, Snow White si appropriano del paesaggio urbano, motivati a sostenere ognuno la propria versione dei fatti. La città stessa diventa così il campo di gioco condiviso, dove il passante, spettatore inaspettato e testimone inconsapevole, non può fare a meno di prendere parte all’inesorabile procedere dell’investigazione. Frammenti di racconto emergono dalle piazze e dalle vie della città, rimbalzano nello spazio urbano. Un puzzle di dettagli capace di trasportare l’osservatore nell’atmosfera pericolosa della scena del crimine, dove la domanda più importante non è più ‘chi è l’assassino’, ma chi sarà la prossima vittima. [Collettivo Pirata Jenny]



18 ottobre ore 12.00, ore 18.00 e ore 19.00 / 19 ottobre ore 12.00 e ore 12.30
SIENA, Negozio MAX MARA, via Banchi di Sopra

SIMONA LISI: Requiem K629
Coreografia e interpretazione: Simona Lisi

Musica per occhi. Questo è il tentativo di Requiem. L’evocazione suscitata dalla composizione di Mozart come ispirazione per un lavoro sul corpo prettamente musicale. Solo raccontare ed essere la musica. Le diverse parti del Requiem che suggeriscono stati e quindi situazioni differenti. L’Introitus come introduzione al dramma dello scontro tra destino predeterminato e ricerca disperata dello spazio individuale di scelta; il Kyrie come terreno di lotta interiore; il Dies Irae come ribellione cieca e violenta; il Silenzio come luogo della coscienza ritrovata; la Communio come risoluzione coraggiosa. Il Requiem era troppo, troppo grande. Come riconsegnare questa musica al corpo? Musica potente, partorita da sensi umani, diventata nota divina. Questo lavoro è un tributo alla felicità del corpo che incontra Mozart. [Simona Lisi]



19 ottobre ore 16.30 e ore 18.30
SIENA, Sala Del Manto Santa Maria alla Scala, piazza Duomo

COMPAGNIA FRANCESCA SELVA/CONCORDA: Bitter Orange
Coreografia: Francesca Selva
Interpretazione: Sara Mancini, Melania Pellegrino, Francesco Russo

BITTER ORANGE vede la realizzazione della seconda fase produttiva del progetto “DANCE JUICE” con i danzatori appartenenti al nucleo stabile della Compagnia, interpreti della narrazione coreografica di Francesca Selva dove l'intensità interpretativa sottolinea lo smarrimento della perdita dell'illusione e della caduta degli ideali. Quasi un senso di amarezza che ci rende a volte fragili nell'affrontare i cambiamenti della vita, che sembrano allontanare il traguardo dei nostri sogni. Capita a volte di credersi forti. Capita a volte di sentirsi immortali. Capita a volte di poter volare. Capita a volte di sentirsi meno soli. Ci riesci quando sogni, ci riesci quando pensi di ritrovare il tuo passato, quando ti ritrovi bambino o innamorato, se risenti il profumo della borsa di tua madre o il sapore di un bacio rubato. L'illusione allora ci salva, e ci rende felici. Ma a tratti scompare, a tratti cade e non si riesce ad alzare. E allora vivi. [Compagnia Francesca Selva]