Collettiva fotografi

Ostia - 16/12/2013 : 22/12/2013

Ogni autore con la propria sensibilità ha cercato di trasmettere la propria idea creando un “mosaico” di interpretazioni che, nell’insieme, dovrebbero comporre il senso – i sensi – generali del brano tratto da Kitchen di Banana Yoshimoto.

Informazioni

  • Luogo: APPRODO ALLA LETTURA
  • Indirizzo: Piazza dei Ravennati Lido di Ostia - Ostia - Lazio
  • Quando: dal 16/12/2013 - al 22/12/2013
  • Vernissage: 16/12/2013 ore 17
  • Generi: fotografia, collettiva
  • Orari: Tutti i giorni dalle 1000/2200

Comunicato stampa

"Hitoshi. Non posso più restare qui. Momento per momento vado avanti. E' il flusso del tempo che non si può fermare, non posso farci niente. Io vado. Una carovana si ferma e un'altra riparte. Ci sono persone che potrò incontrare ancora, altre che non rivedrò più. Persone che passano senza che io me ne accorga, persone che incrocio appena. Man mano che li saluto, ho la sensazione di diventare più pura. Devo vivere guardando il fiume che scorre. Prego con tutto il cuore che solo l'immagine della ragazza che ero resti per sempre al tuo fianco

Grazie per avermi salutato agitando la mano. Grazie di avermi salutato agitando la mano molte, molte volte. "
In occasione della disponibilità dello spazio espositivo siamo partiti da un testo scelto collegialmente tra molti, cercandone uno che si prestasse a varie interpretazioni e quindi a possibili sotto-testi: l’ INCONTRO, la SEPARAZIONE, gli ADDII e il FLUSSO dinamico della vita.
Ogni autore con la propria sensibilità ha cercato di trasmettere la propria idea creando un “mosaico” di interpretazioni che, nell’insieme, dovrebbero comporre il senso – i sensi – generali del brano tratto da Kitchen di Banana Yoshimoto.
Gli autori sono passati in breve “dal testo al gesto”, cioè dalla lettura alla produzione di immagini significanti.
Volendo cercare un senso comune a tutte le fotografie presentate, un sottile fil rouge che le attraversi legandole tra loro, citeremmo una frase di Philippe Faure, “gli angeli caduti costituiscono uno stato di morte spirituale, ma conservano la loro immortalità e una terribile sete di conoscenza e d'amore".
Come tutti “gli angeli caduti”, come tutti gli anti–eroi della vita quotidiana che vediamo passare, che a volte salutiamo con un gesto ma che spesso ignoriamo, anche noi tutti aspiriamo alla leggerezza dell’essere, al desiderio di trattenere con noi le persone care nella consapevolezza che nessuno di noi può arginare l’ instabile flusso del divenire .