Claudia Amatruda – A Body Engineered by Water
Il corpo – tecnologico, acquatico, cyborg – di Claudia Amatruda entra negli spazi della Fondazione Carlo Gajani, luogo che conserva la presenza dell’artista che l’ha abitato e che oggi accoglie una nuova forma del corpo come linguaggio.
Comunicato stampa
Il corpo - tecnologico, acquatico, cyborg - di Claudia Amatruda entra negli spazi della Fondazione Carlo Gajani, luogo che conserva la presenza dell’artista che l’ha abitato e che oggi accoglie una nuova forma del corpo come linguaggio. In un allestimento in penombra, la casa-studio diventa un ambiente quasi teatrale: le sale restano scure mentre fasci di luce isolano fotografie, sculture, installazioni e video performance, per un’osservazione lenta e fisica. Fulcro della ricerca di Amatruda è l'ibridazione con gli strumenti d’aiuto resi necessari nella sua vita da una malattia degenerativa: non elementi sottrattivi, ma estensioni sintetiche che, assorbendo logiche rigenerative del mondo marino, propongono un’idea di corporeità futura e ibrida. L’indagine fotografica si espande con un’installazione cinetica - una vasca oscillante colma d’acqua che sfiora il bordo senza superarlo - mettendo in relazione elementi organici e tecnici, naturali e protesici. La mostra apre un dialogo tra le pratiche di Gajani e Amatruda, entrambe rivolte al corpo come dispositivo critico/politico.
mostra personale di Claudia Amatruda
promossa da Fondazione Carlo Gajani
a cura di Sara Papini e Fuori Sedia
in collaborazione con Radio Citta' Fujiko, Parsec, Fuorisedia Podcast, Fatavideo, Juliet Art Magazine, Cantiere Bologna