Ciriaco Campus – Italian Selfies

Roma - 15/05/2015 : 17/05/2015

In occasione della V edizione del Festival del Verde e del Paesaggio Ciriaco Campus presenta, con la cura di Alberto Abruzzese, un lavoro progettato qualche anno fa, ma realizzato oggi, intitolato Italian Selfies.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione della V edizione del Festival del Verde e del Paesaggio Ciriaco Campus presenta, con la cura di Alberto Abruzzese, un lavoro progettato qualche anno fa, ma realizzato oggi, intitolato Italian Selfies.
Si tratta di un'installazione di tavoli e ulivi collocata sul Parco pensile dell’Auditorium tra la sala Sinopoli e la sala Petrassi, nella quale l'autore mette in evidenza in un tour tutto italiano le caratteristiche e le passioni che caratterizzano il popolo dello stivale.
I piani dei tavoli sono in marmo di Carrara e poggiano su eleganti basi in metallo verniciate al forno

Portano scavati, in lunghe serie, le ricette della gastronomia nazionale o l’elenco delle autostrade italiane, o anche i risultati di una giornata di campionato dalla serie A alla serie D, oppure il Mib 30, mercato azionario delle aziende italiane quotate alla borsa valori di Milano.
I tavoli sono collocati all'ombra di un gruppo di grandi ulivi. E' chiaro il riferimento dell'artista al tema, a lui caro, dell'identità, della memoria e del senso comune: l'autore infatti lavora già da molti anni attorno a queste tematiche e anche in quest'opera ha voluto fissare nel marmo parole appartenenti all'immaginario comune nazionale che, appunto perché scavate su una materia immobile ed eterna come il marmo, risultano essere l'antitesi a quelle senza spessore del digitale.

Italian Selfies di Alberto Abruzzese
La pietra impressionata dalla scrittura fa sempre effetto: sempre suggerisce un conflitto tra la vita e la morte, tra fluidità del movimento e immobilità della materia. E le traduce l’una nell’altra. L’una per l’altra. Fa impressione scrivere sulla lussuosa consistenza del marmo parole triviali derivate da almanacchi e elenchi di consultazione: parole che, grazie al loro uso personalizzato, vivono al di qua e al di là della scrittura. Questa scelta è straordinaria dopo tanto dire sul precipitare della carta nel mondo senza spessore del digitale.
Son giorni da arti espositive. L’Expo 2015 deve contendere spazio alla vita mediatica italiana. Le abitudini correnti nell’uso della telefonia mobile e delle reti consistono nelle pratiche ormai collettive e virali di una sconfinata esposizione universale: selfare e bannare è il gergo di un bisogno istintivo di ostentazione insieme interiore e esteriore. Una necessità esistenziale. Una condizione di sopravvivenza. Una passione. Una via crucis. Vi si rivela la necessità di autorappresentare se stessi in una immagine di esclusiva proprietà privata e insieme l’urgenza di renderla pubblica. Banner deriva dalla radice di bando cioè di annuncio pubblico, ragione per cui “corte bandita” è festa pubblica tra sovrano e sudditi; e imbandire una tavola allude al rito di annuncio e offerta per i commensali. I selfie sono sussulti di vita aumentata, ottenuta ricorrendo al silenzio eloquente di un volto, un paesaggio, un cibo. Sono tipici fenomeni di consumo produttivo, di consumi consumati.
Dietro a merci siffatte – che si pretende realizzate attraverso superfici immateriali, per le quali non a caso si è parlato di vetrinizzazione del mondo – c’è il loro fantasma. Lastre di marmo su cui come si trattasse di tavole della legge sono tracciate parole di vari universi gastronomici o ludici o viari o economici. La loro meticolosa elencazione alfabetica equivale ai maniacali cataloghi della pornografia … nessun ornamento, nessun erotismo, sola ripetizione. Coazione a ripetere. Non c’è più nulla da cercare e immaginare al di là. L’intimo impulso a bannare e selfare ogni luogo e pratica della vita quotidiana ha la sua più autentica rappresentazione in una pietra tombale. Italian Selfies o anche, se si vuole, tavole bandite.