Christopher Broadbent – What’s left

Milano - 21/11/2013 : 16/01/2014

In occasione di questa mostra verranno presentate trenta recenti fotografie, che hanno come protagonista assoluto il tradizionale soggetto della natura morta rivisitato in chiave contemporanea.

Informazioni

  • Luogo: PAOLO CURTI / ANNAMARIA GAMBUZZI & CO.
  • Indirizzo: Via Pontaccio 19 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 21/11/2013 - al 16/01/2014
  • Vernissage: 21/11/2013 ore 18,30
  • Autori: Christopher Broadbent
  • Generi: fotografia, personale
  • Orari: da lunedì a venerdì 11-19 escluso i festivi, sabato su appuntamento

Comunicato stampa

La galleria Paolo Curti/Annamaria Gambuzzi & Co. è lieta di annunciare la prima mostra personale del fotografo Christopher Broadbent che inaugurerà giovedì 21 novembre 2013 in via Pontaccio 19 a Milano.

Christopher Broadbent (vive e lavora a Milano) nell’arco della sua carriera si confronta da sempre con la fotografia con un approccio trasversale che spazia dalla pubblicità e dalla direzione creativa di spot televisivi, ad una personale ricerca artistica.

In occasione di questa mostra verranno presentate trenta recenti fotografie, che hanno come protagonista assoluto il tradizionale soggetto della natura morta rivisitato in chiave contemporanea

Consacrato in pittura come genere artistico alla fine del Seicento, il tema diventa l’occasione più adatta per dare vita a virtuose composizioni.

I fiori, gli oggetti comuni presenti nelle nostre case, nelle nostre cucine e tavole, sono i soggetti principali degli scatti in mostra, assemblati in un' unica scena, rispondono alle precise logiche compositive del genere. La corposità e l’immutabilità di queste forme, che sembrano esistere da sempre, sono accostate al concetto simbolico del “memento mori” e “vanitas” che rimanda così, con un frutto marcito o un fiore appassito nel vaso, all’inesorabile trascorrere del tempo.

Il manierismo dell’artista si avvicina molto ad un effetto pittorico che nelle opere viene accentuato dalla grande attenzione per l’illuminazione, il chiaro scuro e i lunghi tempi di posa richiesti da ogni scatto. Il bianco e nero delle fotografie, caratteristica fondamentale per l’artista, è un rimando al proprio passato e al periodo trascorso in collegio, dove i testi d’arte erano corredati solo da immagini prive di colore.

Broadbent cattura la transitorietà della bellezza e l’effimera condizione dell’esistenza, mostrandoci come gli oggetti, al pari della vita, trascorrano da uno splendore massimo alla veloce caducità. Quello che resta sono raffinati momenti del nostro tempo, immersi in una dimensione di profonda intimità.


La mostra sarà accompagnata da un catalogo con un testo di Philippe Daverio.

Sarà presente l’artista.