Chiribiri. Fare città tra museo e giardino

Torino - 08/04/2017 : 08/04/2017

Per il progetto Chiribiri. Fare città tra museo e giardino, gli spazi della Fondazione sono diventati spazi di laboratorio, luogo di valorizzazione di un percorso formativo sul fare città, per un ridisegno delle relazioni tra centro d’arte e quartiere, con le rispettive regole, scopi e potenzialità e il workshop ha previsto l'ideazione e la realizzazione collettiva di oggetti, segni e azioni che verranno installati temporaneamente per presentare al pubblico l’iniziativa.

Informazioni

  • Luogo: FONDAZIONE MERZ
  • Indirizzo: Via Limone 24 - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 08/04/2017 - al 08/04/2017
  • Vernissage: 08/04/2017 ore 16
  • Generi: presentazione, incontro – conferenza
  • Patrocini: A cura di a.titolo e del Dipartimento Educazione Fondazione Merz Promosso dalla Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanea e Periferie Urbane (DG AAP) del MIBACT, realizzato in collaborazione con Ludovica Carbotta

Comunicato stampa

L’iniziativa risponde all’invito rivolto dalla DG AAP al Comitato delle Fondazioni Italiane di Arte Contemporanea a realizzare progetti legati ai temi della riqualificazione culturale, delle periferie, della partecipazione e relazione tra giovani e arte contemporanea.

Un gruppo di giovani studenti come esploratori, un'artista come guida, un giardino di periferia come paesaggio e una fondazione d’arte contemporanea come laboratorio. Per un giorno nel giardino di piazzale Chiribiri potranno affiorare le tracce, a volte evidenti altre da scoprire, di un’altra realtà, Iribirich, con proprie regole, piaceri e abitudini

È stato possibile trovarle dedicando tempo e sforzandosi di guardare uno spazio urbano dove apparentemente non c'è nulla da vedere con gli occhi dell'estraneo. In questo progetto, per scoprire e immaginare un luogo al futuro, alla familiarità si è preferita l'estraneità. In questo modo sono emerse dissimmetrie, misteriosi tubi e idee. Il resto è da scoprire.

Per il progetto Chiribiri. Fare città tra museo e giardino, gli spazi della Fondazione sono diventati spazi di laboratorio, luogo di valorizzazione di un percorso formativo sul fare città, per un ridisegno delle relazioni tra centro d’arte e quartiere, con le rispettive regole, scopi e potenzialità e il workshop ha previsto l'ideazione e la realizzazione collettiva di oggetti, segni e azioni che verranno installati temporaneamente sabato 8 aprile 2017 alle ore 16.00 per presentare al pubblico l’iniziativa.

La Fondazione Merz ha accolto con interesse la proposta dalla DG AAP al Comitato delle Fondazioni Italiane di Arte Contemporanea come occasione per intensificare il dialogo con il quartiere e i suoi abitanti e dare l’avvio a un percorso orientato alla valorizzazione del giardino pubblico di piazzale Chiribiri, ad essa adiacente. Simile a molti altri giardini delle periferie urbane, il giardino che prende il nome da una fabbrica che all'inizio del Novecento produceva velivoli e poi automobili, è uno spazio caratterizzato da scarsa cura negli arredi e nel verde, sebbene sia uno dei pochi luoghi pubblici della zona capace di ospitare un’intensa socialità a carattere interculturale e intergenerazionale.
A fronte di questa premessa, la Fondazione Merz, in collaborazione con a.titolo, gruppo di curatrici con una lunga esperienza in progetti d'arte per lo spazio pubblico, ha avviato un’azione di ricerca con l’artista Ludovica Carbotta.

Il progetto ha coinvolto un gruppo di studenti del Liceo artistico “Renato Cottini”, in un percorso che ha affiancato la componente formativa con l’esperienza creativa, nell’ottica del learning by doing. La prima fase, propedeutica, ha alternato lezioni teoriche a una serie di esercizi per sperimentare nuovi modi di osservare, raccontare e immaginare lo spazio urbano. Dopo avere incontrato nella sede di Piccolo Cinema, associazione attiva nel quartiere di Barriera di Milano, Gianluca e Massimiliano De Serio, registi che hanno sperimentato modalità diverse di racconto e documentazione dei luoghi e dei loro abitanti, è iniziata una settimana di workshop con Ludovica Carbotta, da anni impegnata in un’indagine sul tema della città, tra realtà, utopia e immaginario.

a.titolo è un’organizzazione non profit fondata nel 2001 per iniziativa dall’omonimo gruppo di curatrici, storiche e critiche d’arte nato a Torino nel 1997 con lo scopo di indagare la relazione tra arte, società e spazio pubblico. a.titolo progetta e cura produzioni di arte pubblica, progetti artistici site, audience e context-specific, mostre, workshop, conferenze, documentari, pubblicazioni e programmi sperimentali di formazione nell’ambito di un’attività caratterizzata dal dialogo interdisciplinare (www.atitolo.it).
a.titolo è referente in Italia di Nuovi Committenti, programma europeo per la produzione di opere d’arte commissionate dai cittadini per i loro luoghi di vita e di lavoro, promosso dalla Fondation de France di Parigi (www.nouveauxcommanditaires.eu). In questa cornice a.titolo ha realizzato progetti con numerosi artisti tra i quali Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Martino Gamper, Kim Sooja, Claudia Losi, Orizzontale, Lucy Orta, Raumlabor, Vedovamazzei, e ha sperimentato il processo della committenza coinvolgendo il pubblico nella produzione di mostre presso il CESAC, Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee di Caraglio e il museo MAMbo di Bologna. Fin dalla sua creazione ha svolto attività di promozione della ricerca artistica emergente. Per l’Assessorato alla Cultura della Regione Piemonte ha curato, dal 2000 al 2002 e dal 2006 al 2008, il programma Laboratorio, una piattaforma di confronto e scambio caratterizzata dalla realizzazione di workshop (con artisti quali Franco Vaccari, Antoni Muntadas, Cesare Pietroiusti, Vedovamazzei, Stalker/Osservatorio Nomade e Massimo Bartolini), incontri e progetti context-specific.
Nell’ambito delle iniziative ufficiali di Torino 2010 European Youth Capital a.titolo ha ideato con Maurizio Cilli il programma situa.to: una “scuola nomade”, un laboratorio, un osservatorio urbano per esplorare, raccontare e immaginare la città attraverso il punto di vista dei giovani under 30. Ha in seguito prodotto nove progetti scaturiti dal percorso formativo di situa.to ideati dai giovani partecipanti. Tra questi il Cantiere Barca, realizzato con il collettivo di artisti e architetti Raumlabor, è stato scelto e acquisito dal MoMA di New York, mentre il progetto narrativo I Muri di Mirafiori, ha visto il coinvolgimento di Wu Ming 1. Dal 2010 al 2015 a.titolo ha curato la direzione artistica del CESAC, Centro Sperimentale per le Arti Contemporanee lavorando con artisti quali Meshac Gaba, Tania Bruguera, Joan Fontcuberta, Richard Nonas, Saadane Afif, Caretto/Spagna, Gianluca e Massimiliano De Serio, Rossella Biscotti, Elisabetta Benassi, Francesco Arena, Alessandro Quaranta, Armin Linke, Sisley Xhafa, Luca Vitone.

Ludovica Carbotta (1982). Il suo lavoro indaga, tramite l’esplorazione fisica dello spazio urbano, le modalità con cui gli individui stabiliscono connessioni con l’ambiente in cui vivono. In bilico tra realtà e finzione, le opere recenti combinano installazioni, testi e performance, che riflettono sulle nozioni di luogo, identità e partecipazione. In particolare, Carbotta sta esplorando quella che definisce fictional site specificity, una forma di pratica site-specific che elabora territori immaginari o incarna luoghi reali con contesti di finzione, recuperando il ruolo dell’immaginazione come valore fondamentale per costruire la nostra conoscenza. Carbotta ha studiato presso il Goldsmiths University di Londra (2015). Il suo lavoro è stato presentato in diverse istituzioni tra le quali: Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), Hangar Bicocca (Milano), Dublin Contemporary (Dublin), Matadero (Madrid), Swiss Institute (Roma), Les Instants Chavirés (Parigi), Museo Villa Croce (Genova), Museo Macro (Roma) e l'ICA (Londra). Tra le sue mostre personali recenti: ON Public - Monowe, Bologna (2016), A motorway is a very strong wind, Care Of, Milano (2014); Vitrine 270° - Without Walls, Galleria Arte Moderna, Torino (2013); Greater Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino (2011, ,. Carbotta è co-fondatrice di The Institute of Things to Come un centro di ricerca sul futuro che propone progetti di artisti collegati ad un programma di formazione e Progetto Diogene, un programma di residenze internazionale nello spazio pubblico (Torino). Nel 2017 parteciperà al programma della Jan Van Eyck Academy a Maastricht, nel 2011 vince il Premio Ariane de Rothschild, Milano, il Premio Gallarate (2016), la International Fellowship Gasworks, London (2016) e la menzione speciale per il Premio MAXXI, Roma (2016). http://www.ludovicacarbotta.com
Gianluca e Massimiliano De Serio sono artisti e film-maker. Lavorano insieme dal 1999 realizzando corti e documentari presentati in molti festival internazionali dove hanno ricevuto numerosi riconoscimenti. Come artisti visivi hanno preso parte a varie mostre a carattere internazionale. Sette opere di misericordia è il loro esordio nel lungometraggio di fiction, presentato in anteprima al Festival di Locarno e in oltre 70 festival in Italia e all’estero, dove ha conseguito diversi premi (a Locarno, Annecy, Marrakech, Villerupt, Nice, Premio Navicella, ecc.). www.gmdeserio.com . Entrambi sono tra i fondatori e animatori di Il Piccolo Cinema. Società di mutuo soccorso cinematografico ispirata al modello ottocentesco delle società operaie, con sede alla periferia della città di Torino, nel quartiere Barriera di Milano. “Il piccolo cinema” è un luogo di discussione aperto, un laboratorio di immagini, un atelier di idee, un luogo d’incontro che usa il cinema per capire il mondo: un nuovo modello per stare insieme, nato dal basso, senza gerarchie. È un piccolo centro di elaborazione di racconti attraverso le immagini e una piattaforma di promozione della produzione indipendente. “Il Piccolo Cinema” è anche una scuola di cinema senza scuola, senza docenti, senza allievi: un’anti-scuola. www.ilpiccolocinema.net