Chigiana Radio Arte. Sound in Space

Siena - 08/07/2016 : 31/08/2016

Sound in Space - Chigiana Radio Arte è una sezione speciale del Chigiana International Festival & Summer Academy dedicata a Radio e Sound Art in collaborazione con inner room Siena.

Informazioni

Comunicato stampa

Sound in Space - Chigiana Radio Arte è una sezione speciale del Chigiana International Festival & Summer Academy dedicata a Radio e Sound Art in collaborazione con inner room Siena.
La sezione si articola in tre parti, compartecipativa, partecipativa ed espositiva, che agiscono
autonomamente pur mantenendo lo stesso percorso concettuale, eludendo ogni centralità per ridefinire lo spazio attraverso il suono diffuso



La sezione speciale si articola in tre parti:
- Chigiana Radio Arte Chigiana Radio Arte (CRA) web radio “compartecipativa“
interamente dedicata alla disciplina della radioarte che diffonde opere di radio e sound artisti via
web con il format di un radiofestival. La radio è fruibile attraverso i siti web www.chigiana.it e www.radioarte.it

- Chigiana Radio Arte Point: punti di ascolto Holofonici della radio web dedicati, sparsi in vari punti della città di Siena: Santa Maria della Scala, Palazzo Pubblico, Pinacoteca Nazionale, Rettorato Università degli Studi, Rettorato Università per Stranieri.

-Sound in Space, mostra sound e video art, nel percorso museale del Complesso Santa Maria della Scala con opere site specific degli artisti: Alvin Curran, MASBEDO, Daniele Puppi, Antonio Trimani.

La mostra si basa sul suono come elemento costitutivo dell’opera che determina l’immagine e il dialogo riformulazione dello spazio. Il suono contemporaneo che si articola nell’interno dell’antico ospedale museo per trovare nuove aperture ed aprire a soluzioni inedite.
Propone una prossimità acustica ed anche una distanza, creando un flusso orizzontale come in un edificio post de costruttivista nel quale le opere non si incontrano a parete ma grazie al suono si anticipano nel volume spaziale. Tra un opera ed un’altra resta lo spazio del tempo, quello cioè del museo, che se vogliamo diventa la distanza che da un’opera ha l’annunciarsi dell’altra.