Changes / Cambiamenti – Zygmunt Bauman

Prato - 16/03/2015 : 16/03/2015

Per l’ottavo appuntamento di Changes/Cambiamenti, rassegna organizzata dal Centro Pecci e focalizzata sulle trasformazioni sociali, politiche, economiche e culturali che il mondo sta attraversando, il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, partendo dal suo illuminante saggio La decadenza degli intellettuali.

Informazioni

Comunicato stampa

CHANGES: ZYGMUNT BAUMAN. QUALE CULTURA?

Zygmunt Bauman in conversazione con Wlodek Goldkorn

Lunedì 16 marzo ore 18. Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato.

L’evento, ad ingresso libero, è trasmesso in diretta streaming sul sito www.centropecci.it. L’accesso all’incontro dai rinnovati spazi del Centro Pecci



Chi sono oggi gli intellettuali? Chi decide cos’è cultura? Quanto il mercato influenza e si ripercuote sulla libertà di pensiero? E ancora, quanto e come le nuove tecnologie, le continue trasformazioni geopolitiche e il “digital divide” hanno trasformato il ruolo degli intellettuali?

Per l’ottavo appuntamento di Changes/Cambiamenti, rassegna organizzata dal Centro Pecci e focalizzata sulle trasformazioni sociali, politiche, economiche e culturali che il mondo sta attraversando, il sociologo e filosofo polacco Zygmunt Bauman, partendo dal suo illuminante saggio La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti, pubblicato per la prima volta nel 1987 in lingua inglese, fa il punto su cosa significhi oggi cultura, al di là di semplicistiche e univoche definizioni. Da legislatori moderni a interpreti postmoderni, metaprofessionisti, arbitri, “giardinieri del mondo che ha caratterizzato la fase della modernità con la costruzione dei concetti di nazione e stato” o il risultato di un effetto combinato di mobilitazione e autoreclutamento, chi sono oggi gli intellettuali e soprattutto che ruolo hanno assunto nella società sempre più “glocal”? Testimone in prima persona degli eventi della metà del XX secolo, del passaggio al XXI secolo, con uno sguardo lucido e critico, Zygmunt Bauman nei suoi studi ha posto l’attenzione sulla “mercificazione” delle esistenze, sull’omologazione globale e sull’individuo che da produttore è diventato consumatore poiché secondo lo studioso, chi fa parte della società dei consumi è a sua volta un prodotto di consumo.

«La nostra epoca liquida-moderna — ha affermato Bauman — è soprattutto un’epoca di deregolamentazione e privatizzazione, processi sintetizzati con il termine di “individualizzazione”. Se l’assunto fondamentale della mentalità moderna originaria era che la felicità dell’individuo dipendesse da una società “buona”, la mentalità liquida-moderna si basa sull’assunto che l’unico significato di una “società buona” risieda nel diritto dei suoi singoli membri di perseguire individualmente la propria felicità. La felicità è ora vista come un qualcosa a cui lavorare da soli, anche se ciò si riduce a un solitario accumulo di merci da negozio».

In conversazione con Wlodek Goldkorn, giornalista, saggista e fino al 2103 responsabile cultura del settimanale “l’Espresso”, Bauman si addentrerà sul valore e sul potere dei social network, su come oggi si formi l’autorità, ma non sempre l’autorevolezza, di alcune figure su Twitter, Facebook e su altre piattaforme online. Su quanto la sfera pubblica sembra essersi spostata sempre più online, verso una sorta di agorà, apparentemente aperta a tutti, perché anche nell’era dei new media non esistono legislatori senza despoti.

Nato nel 1925 a Poznań, città sul fiume Warta, Zygmunt Bauman è tra i più noti, autorevoli e prolifici pensatori del nostro tempo. Il suo lavoro trascende i confini disciplinari della sociologia per abbracciare la teoria sociale e politica, la filosofia, l’etica, gli studi di comunicazione, la psicologia e la teologia. A lui si deve la folgorante definizione di “modernità liquida”. Nel 2010 l’Università di Leeds ha creato in suo onore The Bauman Institute, dedicato allo studio dei suoi temi di ricerca, tra i quali: consumismo, globalizzazione, etica, potere e analisi della modernità. Bauman ha ricevuto il Premio Europeo Amalfi per la Sociologia (1992), il Theodor W Adorno Award (1998) e il Premio Principe delle Asturie (2010). Professore Emerito di Sociologia alle Università di Leeds e Varsavia, è autore di numerosi volumi tra cui: La decadenza degli intellettuali. Da legislatori a interpreti; La società sotto assedio, Modernità liquida, Amore liquido, Vite di scarto, Consumo, dunque sono; Capitalismo parassitario; L’etica in un mondo di consumatori; Danni Collaterali. Il suo volume più recente, scritto con Carlo Bordoni e pubblicato da Einaudi, Stato di crisi è un’indagine sulle dimensioni politiche, sociali e culturali del malessere del nostro tempo: dalla crisi dello Stato moderno alla progressiva uscita dalla società di massa.

Saggista, giornalista e fino al 2013 responsabile cultura del settimanale “l’Espresso”, Wlodek Goldkorn si è trasferito dalla Polonia a vivere in Italia nel 1968. Negli anni ’80 ha fondato e diretto i periodici sull’Europa Centrale e dell’Est “L’ottavo giorno” e “L’Europa ritrovata”. È co-autore con Assuntino Rudi de Il Guardiano. Marek Edelman racconta e con Massimo Livi Bacci e Mauro Martini del volume Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo. È autore de La scelta di Abramo. Identità ebraiche e postmodernità.

Il ciclo Changes/Cambiamenti, che ha visto la presenza di figure come Gian Marco Montesano, Suzanne Lacy, Jota Castro, Claudio Giunta, Edwin Bendyk, Francesco Bonami e Yung Ho Chang affronta le piccole grandi “rivoluzioni” sociali, politiche, culturali ed economiche che il mondo sta attraversando. Con la convinzione che l’arte sia anche un mezzo per comprendere il mondo, il Centro Pecci invita una serie di personalità internazionali particolarmente attente alle questioni della contemporaneità, per tentare una mappatura dei cambiamenti globali. Fabio Cavallucci, direttore del Centro Pecci, afferma: “la rassegna è nata per cercare di comprendere dove stia andando il mondo, quanto sia importante captare i cambiamenti sociopolitici che stiamo attraversando e quanto le attività culturali siano interrelate con quelle politiche”.

Il prossimo appuntamento della rassegna Changes/Cambiamenti, al Centro Pecci di Prato il 23 marzo alle ore 18, con l’economista Irene Tinagli, deputata, docente all’Università Carlos III di Madrid, specializzata in politiche economiche per lo sviluppo e l’innovazione, in conversazione con Irene Sanesi, esperta in economia della cultura.

Le attività del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci sono sostenute dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana. Il ciclo Changes/Cambiamenti è interamente supportato dalla famiglia Pecci.