Castel di Ieri: l’Artista nel sistema e il suo tempo

Castel di Leri - 03/08/2013 : 03/08/2013

Sarà presentata nel centro storico di Castel di Ieri (AQ) la mostra Castel di Ieri: l’Artista nel sistema e il suo tempo.

Informazioni

  • Luogo: CENTRO STORICO
  • Indirizzo: centro storico - Castel di Leri - Abruzzo
  • Quando: dal 03/08/2013 - al 03/08/2013
  • Vernissage: 03/08/2013 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, collettiva

Comunicato stampa

CASTEL DI IERI: L’ARTISTA NEL SISTEMA E IL SUO TEMPO
Sabato 3 agosto, alle ore 19, sarà presentata nel centro storico di Castel di Ieri (AQ) la mostra Castel di Ieri:
l’Artista nel sistema e il suo tempo, a cui parteciperanno: Angelo Mosca, Michele Tocca, Damiano Colacito,
Angelo Sarleti, Alberto Mugnaini, Lorenza Boisi, Marco Bongiorni, Pierluigi Antonucci, Gabriele Picco,
Igor Muroni, Luigi Socci, Fausto Di Marco.
La mostra sarà preceduta, alle 17, da un convegno in cui gli amministratori e gli artisti partecipanti
dialogheranno con i membri della comunità


Nell’attuale crisi economica e sociale un ripensamento della figura e della posizione dell’artista diventa più
che mai auspicabile. Esaltato all’interno di un meccanismo da star-system, in Italia il ruolo culturale
dell’artista ha finito per svuotarsi progressivamente del suo potenziale di incidenza e di stimolo nei confronti
del vivere civile per autoconfinarsi in una dimensione autoreferenziale limitata a un pubblico di addetti ai
lavori. Se a livello planetario il sistema dell’arte, pur trovandosi ad estendere il suo ambito alle nazioni
economicamente emergenti, sembra riflettere sempre più le scelte di un collezionismo esclusivo ed elitario, a
livello nazionale esso non può non subire le conseguenze di una recessione che rispecchia lo sprofondamento
dei valori morali, l’eclissi della cultura e il vuoto della politica. Gli artisti italiani hanno visto così ridursi
l’indipendenza e la centralità del proprio ruolo, con una conseguente perdita di prestigio e di competitività a
livello internazionale.
L’intento di questo incontro, lungi dal voler approntare dichiarazioni di intenti, ricette di sopravvivenza o
precetti di comportamento, è in ultima analisi quello di dare un segnale, di fornire un esempio di
riconciliazione tra un modus operandi oggi smarrito e gli impulsi, i suggerimenti e le sfide del nostro tempo
presente. Per questo un luogo come Castel di Ieri, un centro minore, in via di spopolamento, messo a dura
prova nei secoli da guerre, epidemie e terremoti, con una storia millenaria alle spalle, e tracce di civiltà che
rischiano oggi di andare definitivamente perdute, assume un valore simbolico esemplare. Portare qui tutte
queste problematiche significa verificare sul campo la tenuta culturale dell’arte contemporanea, che ha qui la
possibilità di ricollegarsi alle tracce del passato e di recuperare le stratificazioni delle memoria in una
ritrovata empatia tra le insorgenze dell’attualità e i segnali depositati dal tempo.
Esiste un valore simbolico più profondo rispetto alla singola presenza delle opere qui realizzate. Piuttosto
che imporre o sovrapporre i loro lavori negli spazi pubblici, gli artisti partecipanti, tramite un intervento di
tipo mimetico nel tessuto abitativo, cercano piuttosto un dialogo con l’anima del luogo. I lavori eseguiti
espressamente in questa occasione e in molti casi realizzati sul posto non valgono tanto in quanto opere
esposte da fruire secondo i canoni estetici di ciascuno di noi, ma come risultato di una pratica che cerca di
percorrere le traiettorie visive ed emotive che in passato accomunavano la collettività nella condivisione di
valori, simbologie e significati; più che suscitare la nostra critica o approvazione dovranno aiutarci a
rintracciare un modo di vedere che la proliferazione di immagini e i bombardamenti mediatici hanno
eclissato, con l’obiettivo di avvicinarci il più possibile allo stato d’animo che in epoche lontane gli artisti e
gli artigiani condividevano con gli abitanti del luogo.
Anziché rimanere a coltivare una presunta eccezionalità o a vagheggiare un velleitario status divistico,
restando inerte di fronte al fenomeno della museificazione e dello sfruttamento dei giacimenti culturali come
se fossero pozzi di petrolio, ritrovare una quotidianità attiva e un contatto con la storia e con la sua eredità
culturale può essere oggi per l’artista italiano un’occasione di rimettersi in gioco e una scommessa con se
stesso.