Carolina Cappelli – Girls
Girls di Carolina Cappelli si sviluppa a partire da una riflessione sulla rappresentazione dei personaggi femminili nel cinema di genere, dalla commedia all’horror.
Comunicato stampa
Toast Project presenta giovedì 25 giugno alle ore 19:00 la mostra Girls di Carolina Cappelli.
Girls di Carolina Cappelli si sviluppa a partire da una riflessione sulla rappresentazione dei personaggi femminili nel cinema di genere, dalla commedia all’horror, e sui modi in cui l’immaginario cinematografico e l’industria dell’intrattenimento contribuiscono a definire e mettere in scena il femminile. Il titolo Girls richiama un generico "ragazze": da una parte termine impersonale che rimanda ai ruoli femminili secondari, spesso marginali e privi di punto di vista che attraversano la storia del cinema - comparse, extras e figure di supporto - dall'altra descrive un gruppo e, quindi, la possibilità di una forma di alleanza.
A partire da quest' immaginario, Cappelli costruisce uno spazio ambiguo, in cui desiderio, spettacolo e minaccia convivono, lasciando emergere una tensione tra ciò che viene mostrato e ciò che resta nascosto: quello che appare come un invito alla visione può trasformarsi in qualcosa di più inquietante. Attraverso riferimenti al voyeurismo nella storia del cinema, fino ad arrivare all’immaginario dell’horror femminista, Girlsinterroga il ruolo dello sguardo e le sue implicazioni. Guardare diventa un’azione instabile, in bilico tra attrazione, proiezione e controllo.
Nel lavoro di Carolina Cappelli il corpo, anche quando non è direttamente esposto, rimane una presenza centrale, consapevole dello sguardo che lo attraversa. Girls rompe così le aspettative legate ai modelli di visione e alle categorie dello spettacolo, costruendo uno spazio che sottolinea l’impossibilità - da parte dello sguardo - di essere neutro.
EN —Toast Project presents on Thursday, June 25 at 7:00 PM Girls, an exhibition by Carolina Cappelli.
Girls by Carolina Cappelli develops from a reflection on the representation of female characters in genre cinema, from comedy to horror, and on the ways in which cinematic imagery and the entertainment industry contribute to defining and staging the feminine.
The title Girls evokes the generic term “girls”: on the one hand, an impersonal word that refers to the secondary female roles, often marginal and lacking a point of view, that run through the history of cinema — extras, background actors, and supporting figures — while on the other, it describes a group and therefore the possibility of a form of alliance.
Starting from this imagery, Cappelli constructs an ambiguous space in which desire, spectacle, and threat coexist, allowing a tension to emerge between what is shown and what remains hidden: what appears as an invitation to look can turn into something more unsettling. Through references to voyeurism in the history of cinema, leading up to the imagery of feminist horror, Girls questions the role of the gaze and its implications.
Looking becomes an unstable action, suspended between attraction, projection, and control.
In Carolina Cappelli’s work, the body, even when it is not directly exposed, remains a central presence, aware of the gaze that passes through it. Girls thus breaks with the expectations linked to models of vision and the categories of spectacle, constructing a space that underlines the impossibility of the gaze being neutral.