Carly Mark / Daniela Lalita – Vanquished by the Fickle Goddess

Venezia - 23/02/2018 : 25/03/2018

Esponenti di spicco del panorama artistico newyorkese, Carly Mark e Daniela Lalita approdano a Venezia allo Spazio Ridotto per presentare il loro ultimo lavoro VANQUISHED BY THE FICKLE GODDNESS («Vinti dalla dea capricciosa») curato da Antonia Marsh.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO RIDOTTO
  • Indirizzo: Calle del Ridotto 1835 - Venezia - Veneto
  • Quando: dal 23/02/2018 - al 25/03/2018
  • Vernissage: 23/02/2018 ore 18
  • Autori: Carly Mark, Daniela Lalita
  • Curatori: Antonia Marsh
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: dalle 10 alle 18 dal martedì alla domenica

Comunicato stampa

VANQUISHED BY THE FICKLE GODDESS
Mostra delle artiste
Carly Mark e Daniela Lalita
A cura di Antonia Marsh

Inaugurazione venerdì 23 febbraio ore 18 alla presenza delle due artiste



“The mirror does not flatter, it faithfully shows whatever looks into it; namely, the face we never show to the world because we cover it with the persona, the mask of the actor.” ? C.G

Jung, The Archetypes and the Collective Unconscious

Esponenti di spicco del panorama artistico newyorkese, Carly Mark e Daniela Lalita approdano a Venezia allo Spazio Ridotto per presentare -venerdì 23 febbraio ore 18- il loro ultimo lavoro VANQUISHED BY THE FICKLE GODDNESS («Vinti dalla dea capricciosa») curato da Antonia Marsh. Ancora una volta, la galleria gestita dall’associazione Zuecca Project accoglie opere di Video Art, confermando il suo ruolo d’istituzione in prima linea per far conoscere l’arte internazionale legata all’espressione digitale al pubblico cosmopolita che transita per Venezia. La mostra si presta come un’occasione unica per sperimentare le ultime tendenze nel panorama mondiale delle arti visive.

Dopo aver esposto in istituzioni di rinomanza mondiale – tra cui Shanghai Biennale, Frieze Art Fair, the Museum of Modern Art, Frieze New York – le due artiste inaugureranno la mostra con una performance in cui lo spettatore sarà coinvolto in una riflessione sulla ricerca del proprio io. VANQUISHED BY THE FICKLE GODDNESS si presenta, infatti, come una ricerca sull’io più profondo e le maschere con cui lo celiamo ogni giorno e indagando due temi fondamentali: il rapporto con la madre e il ruolo della persona nella dimensione virtuale dei social media e di internet. Una riflessione più che attuale in cui lo spettatore è catapultato senza volerlo.

A differenza di altri artisti che indagano gli stessi temi, Mark e Lalita sono esse stesse protagoniste dei loro lavori attraverso performance. In VANQUISHED BY THE FICKLE GODDNESS sarà possibile visionare video, fotografie e rappresentazioni di varie performances. Le artiste partono da un’idea dello psichiatra e psicanalista svizzero Carl Jung, il quale riflette su come ci mostriamo al mondo tramite maschere, nascondendo il nostro vero io. In Madre: A Disruptive Environment, performance eseguita a New York lo scorso anno, Lalita riveste nove attori con costumi scultorei e ne trasforma il volto in maschere grottesche, facendogli fare una serie di azioni ripetitive. Insieme, questi personaggi indagano gli archetipi legati al ruolo di madre, e alle tante maschere che assumiamo ogni giorno per rivestire i ruoli assegnatici dalle convenzioni. Lalita invita l’osservatore a entrare in un altro mondo, una realtà alternativa simile alla nostra, in cui i personaggi diventano estremizzazioni di noi stessi.

D’altra parte Mark lavora con personaggi antropomorfi che permettono all’artista di esplorare la natura umana. Grottescamente folli e irreali, i personaggi sviluppati da Mark mettono lo spettatore in una situazione di disagio, scaturita dall’essere posti di fronte a personaggi bizzarri ma, nonostante questo, riconoscibili come esagerazioni del nostro vero io. Viene da chiedersi che realtà questi personaggi abitino veramente e cosa si celi dietro le loro maschere.

La mostra s’interroga dove sia la nostra autenticità in una contemporaneità in cui internet ci propone sfaccettate maschere e ruoli. Insieme, queste due artiste mostrano i modi in cui l’uomo, sebbene a disagio, si relaziona con il più grottesco e depravato essere. In questo modo, le opere esposte nella mostra indagano gli archetipi comportamentali che la realtà fisica e virtuale ci impongono.


Zuecca Projects e Spazio Ridotto
Zuecca Projects è un'Organizzazione Culturale privata, senza fini di lucro, con sede a Venezia, il cui fine è la promozione e diffusione dell'arte e della cultura contemporanea. Zuecca Projects nasce nel 2011 da un’intuizione di Alessandro Possati. L’idea è di dar vita, a Venezia, ad uno spazio dedicato alla ricerca e al dialogo culturale che, attraverso la produzione di progetti nel campo dell’arte, dell’architettura e del cinema, consenta di creare un continuo interscambio tra le realtà locali e alcune tra le più importanti istituzioni culturali a livello internazionale. L'organizzazione gestisce due sedi espositive a Venezia: la Zuecca Project Space sull'isola della Giudecca, e Spazio Ridotto nei pressi di San Marco. zueccaprojects.org
Daniela Lalita: Czenstochowski: nata nel 1992 a Lima, in Perù, è una musicista specializzata nella creazione di situazioni stranianti attraverso film, teatro e performances. Lalita è laureata all’università in Apparel Design alla Rhode Island School of Design. E’ attualmente studente al corso Graduate Music Technology Program della New York University. Vive e lavora a New York.

Carly Mark: nata nel 1988 a Detroit, Michigan, è un’artista contemporanea e scrittrice. Lavora utilizzando diversi media, tra cui scultura, pittura e video. E’ rinomata per la creazione di opere legate al food packaging, in particolare per i lavori che riproducono gli orsetti gommosi della Haribo. Ha esposto le sue opere in tutto il mondo, tra cui Shanghai Biennale in 2013, Frieze Art Fair nel 2014, the Museum of Modern Art in NYC, Montreal's Division Gallery nel 2015, Frieze New York and The Armory Show nel 2016. La sua prima mostra personale è stata presentata nel 2016 alla Breeder Gallery di Atene. Nel 2017 ha esibito i suoi lavori presso la Golborne Gallery di London, Green Gallery a Milwaukee, Wisconsin and at Dio Horia a Mykonos. Vive e lavora a New York.

Antonia Marsh: nata nel 1988 a Londra, è una curatrice britannica il cui lavoro si concentra su opere di giovani artisti emergenti. Dopo la laurea in storia dell’arte all’Università di Bristol, ha completato il master in Curatorial Practice al California College of the Arts in San Francisco. Da quel momento ha organizzato oltre trenta mostre come independent curator a Londra, New York, San Francisco, Copenhagen, Mumbai e Tokyo. Ha fondato il programma di residenze per artiste donne “Girls Only”, in cui lavora dal 2014. Al momento gestisce il project space Soft Opening nel cuore di Londra, e sta lavorando a un secondo programma di residenze d’artista. Lavora e vive a Londra.