Carlo Roselli – Inconsapevolmente

Roma - 04/10/2013 : 19/10/2013

A quaranta anni esatti dalla prima personale tenuta nel 1973 alla Galleria Nuova Figurazione 1, Carlo Roselli torna ad esporre presso la galleria Edarcom Europa un nuovo ciclo di trenta dipinti raffiguranti le sue tipiche atmosfere, dalle folle alle strutture urbane, passando per le sale da gioco e i fumosi caffè di inizio '900.

Informazioni

Comunicato stampa

Dal 4 al 19 ottobre 2013, presso la galleria d’arte contemporanea Edarcom Europa in via Macedonia n. 12/16, si terrà la mostra “Inconsapevolmente” dedicata al lavoro di Carlo Roselli. A quaranta anni esatti dalla prima personale tenuta nel 1973 alla Galleria Nuova Figurazione 1, Carlo Roselli torna ad esporre presso la galleria Edarcom Europa un nuovo ciclo di trenta dipinti raffiguranti le sue tipiche atmosfere, dalle folle alle strutture urbane, passando per le sale da gioco e i fumosi caffè di inizio '900



In tutte le opere si coglie il senso dell'inconsapevolezza dell'uomo moderno stordito dal continuo cambiamento di una società che non cambia mai. L'ironia e il gioco sono i binari saldi su cui l'artista fa correre i pennelli di un'immaginazione legata solo figuratamente a epoche passate.

Ida Mitrano, nella presetazione della mostra Ubi Minor scriveva “Carlo Roselli. Personaggio tra i personaggi. O meglio ancora un replicante di se stesso tra le “abbondanti” figure femminili, anch'esse sempre identiche, che caratterizzano le sue opere. E' un elemento di lettura sul quale riflettere, proprio perchè così sfacciatamente ovvio, palesemente ossessivo nella fissità dei luoghi, delle scene e dei suoi protagonisti”.

E Andrea Romoli Barberini, introducendo la mostra Palco-Scenico ammoniva che “questa tendenza all'iterazione, alla rappresentazione di quelli che con le stesse parole dell'artista potremmo definire “i luoghi dell'abitudine”, avviene non solo per la vocazione analitica del pittore qui considerato, uomo di scienza oltre che d'arte ma perchè ogni artista, e Roselli non fa eccezione, a prescindere dai codici che adotta, esprime sempre se stesso, la propria esperienza, la propria visione del mondo”.