Carlo Albertini – Horror vacui

Torre Annunziata - 31/05/2015 : 20/06/2015

Per colmare il suo horror vacui, la sua paura del vuoto, Carlo Albertini architetta disegni in cui, a partire da un punto d'origine perduto nell'infinito, il tratto genera altro tratto, e poi altro tratto ancora, fino a giungere a una figura riconoscibile.

Informazioni

  • Luogo: SPAZIO ZERO11
  • Indirizzo: Via Vittorio Veneto 514 Liceo artistico G. de Chirico - Torre Annunziata - Campania
  • Quando: dal 31/05/2015 - al 20/06/2015
  • Vernissage: 31/05/2015 ore 18,30
  • Autori: Carlo Albertini
  • Generi: personale, disegno e grafica

Comunicato stampa

SPAZIOZERO ODERZO è felice di invitarti all'inaugurazione della mostra di illustrazioni HORROR VACUI.
Ti aspettiamo alle ore 18.00 di domenica 31 maggio, per brindare immersi nel mondo barocco e oscuro scaturito dalla fantasia di Carlo Albertini.
Vediamoci a SpazioZero Oderzo, in via Piave 2 - Oderzo (TV) (edificio ex IPSIA).

Per colmare il suo horror vacui, la sua paura del vuoto, Carlo Albertini architetta disegni in cui, a partire da un punto d'origine perduto nell'infinito, il tratto genera altro tratto, e poi altro tratto ancora, fino a giungere a una figura riconoscibile

Il bianco e il nero delle grafiche rimandano a un ancestrale dualismo tra vita e morte, che nei disegni di Horror Vacui si scambiano spesso di segno: ciò che è inanimato prende vita, e ciò che è vivo giace morto. I disegni di Carlo Albertini provengono da gesti automatici, sono non-pensati: scaturendo dall'inconscio, si concretizzano in forme statuarie, scultoree ma dinamiche. Riemergono così gli archetipi, i totem, le maschere che abitano gli strati al di là della coscienza. Simbolista e neoclassico, barocco e crepuscolare, Carlo Albertini tratteggia, e quindi evoca, divinità antiche che assumono le forme nuove del contemporaneo. L'elemento mitologico si fonde con quello tribale, il tribale col post-bellico, il post-bellico col cyberpunk, in una coesistenza di tempi e di piani in cui l'organico sposa il tecnologico, i corpi si combinano e i confini si annientano nella continuità del tratto del disegnatore. Con le sue creature inquietanti, Carlo Albertini scatena una nuova cosmogonia in cui insetti, animali, uomini e i loro scheletri si fronteggiano al cospetto di esseri superiori che li sovrastano e li giudicano. L'immaginario è sincretico e diacronico, va dai fratelli Chapman a Bosch e Bruegel, guarda al surrealismo di Max Ernst e al simbolismo dei Preraffaelliti, ed è filtrato attraverso l'esperienza grafica di illustratori a cavallo tra fine '800 e inizio '900 quali Aubrey Beardsley, Harry Clarke e Wallace Smith, di cui Carlo Albertini è avido collezionista. Albertini chiama i suoi disegni “illustrazioni”: sono l'accompagnamento per immagini alle pagine di libri perduti, che non esistono e forse mai esisteranno, gli inserti grafici di volumi sepolti in un futuro nero e misterioso.
Marco Duse