Caravaggio – L’urlo e la luce

Brindisi - 12/01/2013 : 03/02/2013

La mostra “Caravaggio. L’urlo e la Luce” racconta il percorso creativo del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) negli anni della svolta epocale – tra gli esordi romani e gli ultimi giorni napoletani, dal 1592 circa al 1610 – attraverso la riproduzione a grandi dimensioni e ad alta definizione digitale di 31 opere, disposte in un percorso non cronologico, bensì tematico, dentro cinque ideali stanze.

Informazioni

Comunicato stampa

l percorso della mostra
PRIMA STANZA opere 1-3 • Le pitture ethicae
La commedia fa ridere e insieme contiene un insegnamento morale. Un po’ come le antiche favole. Così sono le pitture ethicae (o “comiche” ) del primo Caravaggio: “Dipinti che pur non essendo di soggetto devozionale esercitano una funzione morale esortando alla virtù”; “Opere che nascondono allusioni morali relative alle esperienze e alle insidie cui va incontro la giovinezza”. C’è sempre una “morale della favola” che però non pesa, perché viene suggerita quasi sorridendo.
1. Bacco • 2. La buona ventura • 3

Ragazzo morso da un ramarro
SECONDA STANZA opere 4-8 • L’urlo
Una pittura “urlata”, all’insegna del fortissimo contrasto chiaroscurale. Occhi sbarrati, con bulbi oculari che sembrano esplodere fuori dalle orbite, bocche che si aprono a dismisura, sangue che fluisce copioso da capi mozzati.
Sangue, tanto sangue. La Decollazione del Battista è l’unica che il Nostro abbia firmato. E lo ha fatto col sangue che scorre dalla gola squarciata di san Giovanni: il rosso rivolo forma le lettere “f michelangelo”.
4. Giuditta che taglia la testa a Oloferne • 5. Decollazione del Battista • 6. Sacrificio di Isacco • 7. Davide con la testa di Golia • 8. Medusa
TERZA STANZA opere 9-16 • La Madre e il Bambino
Pittore “carnale”, Caravaggio. Pittore dell’Incarnazione: dall’Annunciazione, all’Adorazione dei pastori, alla Fuga in Egitto. Nel ventre gonfio della Morte della Vergine c’è la lontana eco del Bambino, portato per nove mesi. Gesù bambino è sempre con lei – con la Chiesa – a schiacciare il serpente antico, ad accogliere i pellegrini mendicanti sulla soglia di Loreto, a generare dall’alto la carità cristiana, a indicare il gesto della consegna del santo rosario.
9. L’Annunciazione • 10. Adorazione dei pastori • 11. Riposo durante la fuga in Egitto • 12. Morte della Vergine •13. Madonna dei Palafrenieri • 14. Madonna dei pellegrini (Madonna di Loreto) • 15. Le sette opere di misericordia • 16. Madonna del Rosario
QUARTA STANZA opere 17-21 • Il Redentore
The Passion: come Mel Gibson, Caravaggio non racconta i tre anni, ma i tre giorni, il Triduo pasquale. Poco dopo il grande miracolo della resurrezione di Lazzaro, Cristo viene catturato e flagellato; il suo corpo morto viene deposto nel sepolcro. Ma lui, proprio lui, viene riconosciuto risorto dai discepoli di Emmaus.
Risorto nella carne. E permarrà carnalmente: il sacrificio eucaristico è evocato dal pane, dal vino e dall’acqua, lì sulla mensa.
17. Resurrezione di Lazzaro • 18. Cattura di Cristo • 19. Flagellazione di Cristo • 20. Deposizione nel sepolcro • 21.Cena in Emmaus
QUINTA STANZA opere 22-30 • I testimoni
Colui che si è manifestato nella carne di bambino, poi di uomo crocifisso e risorto, decide di permanere attraverso i testimoni: coloro che hanno vissuto quei tre anni con lui come Pietro, Matteo, la Maddalena;poi Paolo e i santi e le sante martiri, su su fino a Francesco alter crucifixus. Cristo chiama e conduce a dare la vita, il sangue; ma le facce dei martiri non sono stravolte e urlanti, bensì composte e colme di pace.
22. Conversione di san Paolo • 23. Vocazione di san Matteo • 24. San Matteo e l’angelo • 25. Martirio di san Matteo• 26. Crocifissione di san Pietro • 27. Seppellimento di santa Lucia • 28. Santa Caterina d’Alessandria • 29. San Francesco in estasi • 30. Maddalena penitente
EPILOGO opera 31
Con uno straordinario effetto di verità carnale, Cristo risorto afferra energicamente la mano di Tommaso e ne guida l’indice ben dentro la piaga gloriosa del costato. Cristo è risorto nella carne: non è un fantasma, una fantasia, ma è un uomo che si vede, si tocca, si sente. Corrugata nell’eccezionale tensione è la fronte di Tommaso; e l’occhio ha un’intensità tale che sembra “bucare” la piaga ed entrarvi a una insondabile profondità.
31. L’incredulità di san Tommaso
Il curatore della mostra
Roberto Filippetti, marchigiano di origine e padovano di adozione, è studioso d’arte e letteratura.
Da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, letteraria e pittorica. A tutti comunica il suo sguardo di studioso, etimologicamente colui che è appassionato, e guida a guardare con occhio intelligente e affettivo l'opera d'arte che, resa familiare, riacquista il suo pieno valore: ridestare il desiderio della Bellezza infinita.
Da tale opera divulgativa sono nati i suoi libri, editi da Itaca, attraverso i quali ha raccontato la grande pittura: L’Avvenimento secondo Giotto (20014; edizioni in inglese, francese, tedesco e spagnolo), Il vangelo secondo Giotto (20025), Caravaggio. L’urlo e la luce (20052; 2011 nuova edizione rivista e aggiornata), S. Francesco secondo Giotto (2006), Van Gogh. Un grande fuoco nel cuore (2008), Pietro, mi ami tu? Lo sguardo di Gesù secondo Giotto (2009).
Non meno significativi i suoi lavori dedicati alla poesia e alla narrativa. Ha pubblicato presso le edizioni Itaca: Il per-corso e i per-corsi. Schede di revisione di letteratura italiana ed europea (20002)in tre volumi, Leopardi e Manzoni. Il viaggio verso l’infinito (2008), Educare con le fiabe. Andersen, Collodi, Saint-Exupéry, Lewis (20082), L’io spezzato e la domanda di assoluto. Percorso di letteratura italiana ed europea (2012) in due volumi (vol. I L’Ottocento – vol. II Il Novecento).
Ha curato per Itaca Eventi quattro mostre itineranti: «Il Vangelo secondo Giotto. La cappella degli Scrovegni», «San Francesco secondo Giotto. La vita del Santo attraverso gli affreschi della basilica superiore di Assisi», «Caravaggio. L’urlo e la luce», «Van Gogh. Un grande fuoco nel cuore».
www.filippetti.eu
Il promotore della mostra
Itaca è una società editoriale e di promozione culturale sorta nel 1989 per iniziativa di Eugenio Dal Pane, approdato al mondo dell’editoria dopo anni di insegnamento, con l’intento di pubblicare e diffondere prodotti editoriali espressivi della ricerca di verità, di bellezza, di bene, di senso, propria dell’uomo, che potessero essere per ciascuno preziosi “compagni di viaggio”.
Negli ultimi anni Itaca ha registrato una significativa crescita che ha reso riconoscibile a livello non solo nazionale il proprio marchio editoriale e l'attività commerciale. Percorso personale e mission insoliti, ma è questa originalità che spiega la paziente e costante crescita di Itaca, una realtà oggi consolidata e operante su più versanti: editoria, e-commerce, rete di librerie, eventi.
Eventi
Nel campo delle mostre itineranti, Itaca ha prodotto la mostra Sulla via di Damasco. L’inizio di una vita nuova, dedicata a san Paolo, in collaborazione con il Progetto Culturale della CEI, che ha toccato 139 città
italiane ed è stata vista da oltre 300.000 visitatori accompagnati da 2.500 guide volontarie. È stata tradotta in russo, inglese, spagnolo, croato, olandese, arabo, ebraico, per esposizioni in diversi Paesi nel mondo (Russia, Malta, Croazia, Olanda, Perù, Uganda, Siria) e in alcune città della Terra Santa (Gerusalemme, Nazareth, Acri, Betlemme).
Per dare continuità a tale significativa esperienza di comunicazione dei contenuti della fede, Itaca ha ideato due mostre: Oggi devo fermarmi a casa tua. L’Eucaristia, la grazia di un incontro imprevedibile, in collaborazione con il Comitato Organizzatore del XXV Congresso Eucaristico Nazionale, e Videro e credettero. La bellezza e la gioia di essere cristiani, d’intesa con il Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione che ha concesso il logo dell’Anno della fede 2012-2013.
Itaca annovera tra i suoi eventi le quattro mostre didattiche d’arte curate da Roberto Filippetti: Il Vangelo secondo Giotto. La cappella degli Scrovegni, San Francesco secondo Giotto. Gli affreschi della basilica superiore di Assisi, Caravaggio. L’urlo e la luce e Van Gogh. Un grande fuoco nel cuore.
www.itacaeventi.it
Itaca
società editrice e di promozione culturale
via dell’Industria 249
48014 Castel Bolognese (RA)
tel. 0546 656188 fax 0546 652098
[email protected]
www.itacalibri.it

Scheda di presentazione
La mostra Caravaggio. L’urlo e la luce racconta il percorso creativo del pittore lombardo Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) negli anni della svolta epocale – tra gli esordi romani e gli ultimi giorni napoletani, dal 1592 circa al 1610 – attraverso la riproduzione a grandi dimensioni e ad alta definizione digitale di 31 opere, disposte in un percorso non cronologico, bensì tematico. Ne viene la possibilità di dare uno sguardo panoramico e sincronico sui capolavori di quegli anni, nella forma di un racconto scandito in cinque capitoli.
Emblematico è già il titolo – L’urlo e la luce –, a sottolineare icasticamente la “cifra” di un percorso creativo segnato da una sempre più profonda e drammatica ricerca della verità ultima delle cose. Il visitatore è invitato a immedesimarsi in ciascuna scena e diventarne partecipe, perché in essa si mostra e accade il dramma dell’esistenza: l’urlo, ossia la problematicità del reale in cui tutto per natura precipiterebbe tragicamente nel nulla se non irrompesse la luce della Grazia a chiamare, convocare e ultimamente salvare.
Dopo la prima stanza, dal titolo “Le pitture etichae” (o comiche), si entra nella seconda, ’“L’urlo”: i quadri proposti mostrano fortissimi contrasti, sia nelle azioni (occhi sbarrati, teste mozzate) che nei colori (rossonero, bianco-nero, bianco-rosso, vita-morte). Nei dipinti delle altre tre stanze – “La Madre e il Bambino”, “Il Redentore”, “I testimoni” – entra invece, quasi con prepotenza, la luce: luce pittorica, assoluta novità del suo genio, e luce di Grazia, capace di risollevare l’uomo dal baratro disastrato della sua umanità.
Il “cuore” della mostra sono le tre scene che narrano la vicenda di san Matteo in San Luigi dei Francesi a Roma, uno spettacolo teatrale in tre atti: Matteo chiamato (Vocazione), per un compito (scrivere il Vangelo) e per un destino di gloria (attraverso il martirio).
La mostra è curata dal professor Roberto Filippetti, già noto al grande pubblico perché da anni percorre l’Italia per introdurre bambini, giovani e adulti all’incontro con la grande arte, letteraria e pittorica.
Questa esposizione si aggiunge alle altre mostre didattiche itineranti prodotte da Itaca, società editrice e di promozione culturale, di cui Filippetti è curatore: Il Vangelo secondo Giotto. La cappella degli Scrovegni (oltre 70 allestimenti); San Francesco secondo Giotto. Gli affreschi della basilica superiore di Assisi e Van Gogh. Un grande fuoco nel cuore. Si completa così la possibilità di incontrare un ideale trittico di pittori – Giotto, Caravaggio e Van Gogh – che, in altrettanti momenti di svolta epocale, hanno piegato il proprio genio artistico alla “messa in scena” della realtà totale, amorosamente guardata nella sua consistenza fisica e insieme metafisica.