BOOMing 2026
La parola chiave della sesta edizione di BOOMing sarà “RICONCILIAZIONE”. Apertura all’incontro, al riconoscersi nell’altro e al comprendere se stessi attraverso il confronto di idee, pensieri che possono somigliarsi oppure dividersi ma rimanere parte di un’unica realtà.
Comunicato stampa
Dal 5 all'8 febbraio 2026 BOOMing ritorna a Palazzo Isolani per 4 giorni imperdibili. La parola chiave della sesta edizione di BOOMing sarà "RICONCILIAZIONE". Quest'anno apriremo le porte all'incontro, al riconoscersi nell'altro e al comprendere se stessi attraverso il confronto di idee, pensieri che possono somigliarsi oppure dividersi ma rimanere parte di un'unica realtà.
In contemporanea all'apertura della fiera, il 5/02 alle ore 19 nella sala dell'Archivio verrà inaugurata una mostra speciale "IO e TU", affermazione di Martin Buber del 1923 che definisce il principio dialogico come fondamento dell'esistenza.
All’interno della mostra Io e Tu gli/le artist* Eva Fruci, Nadia Tamanini & Francesco Mina, Samira Mosca, Leonardo Pniazza, Stefania Rossi, Chiara Sugaroni, Elia Valeo e Maria Neve Vallone apriranno uno spazio di dialogo, ognuno con la propria poetica e cifra stilistica. Verremo ipnotizzati dalla materializzazione del concetto di Palcoscenico del due, il momento in cui il soggetto singolare si apre a una dimensione plurale. Il Due non è una somma, ma una scena in cui l’Io si trasforma in un Noi. Gli artisti della Generazione Z, cresciuti in un contesto segnato da crisi globali, iperconnessione e trasformazioni identitarie, sviluppano pratiche che non cercano soluzioni definitive, ma forme di co-esistenza.
Le loro opere esplorano il passaggio dall’Io al Noi come processo fluido, comunità temporanee, relazioni ibride, spazi condivisi che non eliminano il conflitto ma lo traghettano. Io e Tu si configura così come uno spazio dialogico, un luogo in cui l’opera, l’artista e il pubblico sono coinvolti in una relazione non risolta, ma che ambisce all’attivazione.
Affermazione chiave della mostra è "Ogni vera vita è incontro", da intendere non come enunciato ideale, ma come possibilità concreta di “riattivare il presente”.