Bertille Bak – Voci dalla terra
Il Museo Vincenzo Vela inaugura la sua stagione primaverile con una mostra dedicata a Bertille Bak (*1983), prima personale dell’artista francese in un’istituzione museale svizzera.
Comunicato stampa
Il 25 aprile 2026, alle ore 17.00, il Museo Vincenzo Vela inaugura la sua stagione primaverile con una mostra dedicata a Bertille Bak (*1983), prima personale dell’artista francese in un’istituzione museale svizzera. Il progetto conferma l’attenzione del Museo verso le pratiche artistiche contemporanee e il dialogo tra linguaggi attuali e patrimonio storico.
Realizzata in stretta collaborazione con Bertille Bak e curata dalla direttrice del Museo Antonia Nessi, l’esposizione pone in dialogo opere recenti dell’artista con la collezione del museo, in particolare con Le vittime del lavoro (1882-83) di Vincenzo Vela. Attraverso video, disegni e installazioni, Bertille Bak mette in luce alcune delle problematiche più urgenti del mondo del lavoro contemporaneo. Le sue opere esplorano fenomeni legati allo sfruttamento e alle contraddizioni della globalizzazione: dal lavoro minorile nelle miniere (Mineur Mineur, 2022) alle logiche paradossali del commercio mondiale (Boussa from the Netherlands, 2017) fino alle implicazioni ecologiche e sociali dell’industria floricola (Nature Morte, 2023). Al centro della ricerca di Bertille Bak vi è l’essere umano e l’incontro con comunità spesso marginalizzate o rese invisibili. L’artista sviluppa i suoi progetti instaurando una relazione empatica con gruppi sociali specifici, condividendone temporaneamente la quotidianità e coinvolgendoli nel processo creativo. La pratica di Bak si distingue per una particolare combinazione di realismo e invenzione. Attraverso strategie visive che combinano assurdità, parodia e immaginazione, l’artista costruisce vere e proprie “favole contemporanee”: racconti in cui il quotidiano viene reinventato e in cui emergono, accanto alla durezza di alcune realtà, forme di resistenza poetica. Lontana da ogni atteggiamento pietistico o didascalico, la sua opera offre alle persone coinvolte la possibilità di raccontare sé stesse in modo inatteso, talvolta sovversivo o autoironico.
Le opere di Bertille Bak trovano una particolare risonanza con la celebre opera Le vittime del lavoro di Vincenzo Vela che lo scultore ticinese realizzò come uno dei primi monumenti europei dedicati alla classe operaia, commemorando i lavoratori morti durante la costruzione del traforo del Gottardo (1872– 1882). «A più di un secolo di distanza, e nonostante la conquista di alcuni fondamentali diritti sociali, troppe “vittime del lavoro” sono ancora drammaticamente strette negli ingranaggi della macchina sfruttatrice e nel sistema globalizzato e digitalizzato del mondo contemporaneo» (Antonia Nessi, dal testo introduttivo della pubblicazione).
In parallelo alla mostra, il museo propone un approfondimento dedicato al traforo del San Gottardo. Il focus presenta opere, testimonianze e materiali legati sia all’altorilievo veliano sia alla costruzione della galleria alpina, provenienti da musei e archivi pubblici e privati. Il percorso è arricchito da una selezione di fotografie storiche dedicate alla ferrovia del Gottardo, tra cui le celebri Photographische Ansichten der Gotthardbahn (ca. 1881-82) di Adolphe Braun.
In occasione della mostra è edita una pubblicazione, a cura di Antonia Nessi, con testi (in italiano, francese, inglese) dell’artista Mohamed El Khatib e della curatrice.
La mostra è accompagnata da diverse attività di mediazione, visite guidate ed incontri pubblici transdisciplinari.
Biografia
Nata ad Arras nel 1983, Bertille Bak vive e lavora a Parigi. Si forma all’École nationale supérieure des beaux-arts di Parigi, dove è allieva di Christian Boltanski (2002-07), e presso lo Studio National des Arts Contemporains Le Fresnoy a Tourcoing (2007-08). Suoi lavori fanno parte di rinomate collezioni internazionali, pubbliche e private, tra cui quelle del Centre Pompidou, del Musée d’art moderne de la Ville de Paris, del Fonds national d’art contemporain (FNAC), della Fondazione Merz e della Collection François Pinault. Bertille Bak è stata insignita di numerosi premi e riconoscimenti, quali l’Edward Steichen Award Luxembourg (2009) e il Mario Merz Prize (2019); nel 2023 è stata selezionata tra gli artisti nominati per il Prix Marcel Duchamp promosso dal Centre Pompidou. Nel 2025 le è stato conferito il titolo di Chevalière des Arts et des Lettres, attribuito dalla Repubblica francese.
Pubblicazione
Bertille Bak. Voci dalla terra
Pubblicazione a cura di Antonia Nessi. Testi di Antonia Nessi, Mohamed El Khatib; pp.84. Editore:
Museo Vincenzo Vela - Ufficio federale della cultura, Berna.
Grafica di CCRZ, Balerna.
CHF 20.-
Informazioni
Museo Vincenzo Vela
Inaugurazione 25 aprile ore 17.00
Con interventi di
Marina Carobbio Guscetti, consigliera di Stato del Canton Ticino e direttrice del Dipartimento
dell’educazione, della cultura e dello sport
Giorgio Zanchetti
professore ordinario di Storia dell’arte contemporanea e direttore del Dipartimento di Beni culturali
e ambientali dell’Università degli Studi di Milano
Antonia Nessi, direttrice e curatrice della mostra
La mostra beneficia del patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Svizzera e Lichtenstein