Berlinde de Bruyckere

Palermo - 16/06/2018 : 30/06/2018

Galleria Continua presenta Berlinde de Bruyckere come parte del programma 5x5x5 galleries.

Informazioni

  • Luogo: CHIESA DI SANTA VENERA
  • Indirizzo: sulle Mura della Pace - Palermo - Sicilia
  • Quando: dal 16/06/2018 - al 30/06/2018
  • Vernissage: 16/06/2018 ore 18
  • Autori: Berlinde De Bruyckere
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Fino al 30 giugno, da martedì a domenica, dalle 12:00 alle 20:00 Luglio-settembre, venerdì-domenica dalle 16:00 alle 20:00 Da ottobre a novembre, da venerdì a domenica dalle 10:00 alle 18:00 o su appuntamento, cellulare +39 3386327461
  • Sito web: www.galleriacontinua.com
  • Email: info@galleriacontinua.com

Comunicato stampa

Galleria Continua in occasione di Manifesta 12 ha il piacere di presentare, all’interno del programma 5x5x5, il nuovo progetto dell’artista Berlinde De Bruyckere nel cuore della città di Palermo, dentro le antiche mura della Chiesa di Santa Venera.
Durante la sua straordinaria carriera Berlinde De Bruyckere è riuscita a tracciare una linea precisa all’interno del suo corpus di opere, rileggendo e stravolgendo di volta in volta elementi che per lei sono diventati fondanti


I due lavori che verranno presentati a Palermo, intitolati Mantel I e Mantel II, sono il risultato di una nuova ricerca dell’artista, iniziata nel 2016 con la serie It almost seemed a lily, che combina riferimenti alla simbologia cristiana e coppie pulsive antinomiche legate ai fondamenti dell’esistenza umana: maschile – femminile, eros - thanatos, vita - morte.
L’ispirazione principale arriva dal ritrovamento di sette Horti Conclusi all’interno di un convento di monache agostiniane a Mechelen, in Belgio. Questi piccoli altari in legno fabbricati nel XVI secolo sono tutti pezzi unici e molto rari, che contengono ricostruzioni di giardini dell’Eden con al loro interno miniature di santi e patroni, pezzi di tessuto, vetro, metalli preziosi, cera e addirittura ossa. De Bruyckere invece, mostra una coperta, oggetto-simbolo già inserito nei suoi lavori a partire dalla metà degli anni ‘90, periodo del tragico genocidio in Ruanda; in queste prime sculture ha creato corpi che si coprivano per trovare calore, proteggersi, combattere la paura, grazie a coperte integre e avvolgenti. In Mantel I e II l’artista compie però una rivoluzione, lasciando il tessuto esposto alle intemperie per mesi, facendolo deteriorare e decomporre, ritornando a formare un binomio esistenziale: ciò che proteggeva, ora è strappato e usurato.
Di nuovo, è possibile trovare un riferimento nella storia dell’arte: in Mantel (lett. mantello in olandese), la coperta marrone strappata si riferisce al saio di San Francesco, dipinto dal maestro spagnolo Francisco de Zurbaran (1598-1664). Il santo di Assisi è una figura che ha interessato molto il pittore spagnolo, raffigurato secondo la sua iconografia tradizionale del saio e del teschio, sempre in una posizione di raccoglimento in cui incamerare la morte e la finitezza per ricongiungersi al divino.
L’apertura della mostra ospitata tra le suggestive mura della Chiesa di Santa Venera, sulle Mura della Pace, sarà l’occasione per ammirare lo stato dei lavori di restauro alla chiesa, rimasta chiusa a lungo a causa della sua inagibilità. Gli interventi di salvaguardia, cominciati nel giugno 2016 e commissionati dalla Venerabile e Nobile Compagnia di Maria SS. della Consolazione sotto il titolo della Pace, sono stati di tipo conservativo e hanno coinvolto il volume interno della chiesa, recuperato interamente nella sua essenzialità.
La chiesa, la cui costruzione è iniziata nel 1493, è stata voluta dai cittadini di Palermo come ringraziamento a Santa Venera per la sua intercessione durante l’epidemia di Peste di quell’anno. Restaurata per la prima volta già nel 1580 per volere del viceré Marcantonio Colonna, ha subito le ultime modifiche strutturali alla fine del 1700 per adattarla ai dettami dello stile neoclassico. Durante l’ultimo secolo è rimasta a lungo abbandonata e inagibile, per questo la sua riapertura sarà una vera e propria sorpresa.

Berlinde De Bruyckere è nata nel 1964 nella città di Gent, in Belgio, dove vive e lavora. Nella sua attività di scultura, l’artista utilizza cera, legno, lana, piombo, ferro, pelle e crine, modellando gure di grande intensità che riportano deformità dei corpi umani e animali. Spesso queste gure sono anonime e frammentarie. La so erenza, l’universo carico di dolore di alcuni lavori dell’artista ha rapito l’attenzione del mondo dell’arte contemporanea n dai primi anni Novanta. Nella prima fase della sua carriera, De Bruyckere ha costruito rifugi, precari strutture realizzate con drappi di lana e pile di letti di metallo e coperte, invitando a una ri essione sulla situazione disperata di coloro che cercano riparo e protezione. Il suo lavoro è stato esposto in numerosi musei internazionali e molte sue opere sono entrate nelle collezioni del MoMa; Collezione Gori, Fattoria di Celle, Pistoia; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; La Maison Rouge, Fondation Antoine da Galbert, Parigi e della De Pont Foundation, Paesi Bassi.