Be lost in the ether

Salerno - 16/11/2014 : 18/12/2014

I due artisti, che utilizzano materiali e tecniche differenti, hanno in comune una sperimentazione artistica che privilegia il recupero del passato e della storia.

Informazioni

  • Luogo: GALLERIA PAOLA VERRENGIA
  • Indirizzo: Via Fieravecchia 34 - Salerno - Campania
  • Quando: dal 16/11/2014 - al 18/12/2014
  • Vernissage: 16/11/2014 ore 11.30
  • Autori: Maria Elisabetta Novello, Filippo Centenari
  • Generi: arte contemporanea, doppia personale
  • Orari: lunedì/venerdì: 16.30 - 20.30; sabato: 10.30 – 13.00; 17.00 – 21.00

Comunicato stampa

La Galleria Paola Verrengia inaugura domenica 16 novembre 2014 alle ore 11:30 la mostra “BE LOST IN THE ETHER ” di Filippo Centenari e Maria Elisabetta Novello.
I due artisti, che utilizzano materiali e tecniche differenti, hanno in comune una sperimentazione artistica che privilegia il recupero del passato e della storia. Attraverso l'uso della tecnologia (computer, fotografia e neon), Centenari rovescia le logiche strutturali di oggetti comuni, come reti da pesca, specchi, strumenti musicali, per creare nuove forme e nuovi spazi intrisi della luce fredda del neon


Materiale privilegiato dalla Novello è la cenere, ottenuta dalla combustione del legno - residuo ultimo di materia - con la quale genera forme, nuove presenze, tracce segnate dalla memoria.
Un intrigante percorso espositivo è stato pensato dai due artisti per la Galleria, e la relazione che si crea tra le loro opere realizza una sorta di contrasto tra la materia e la non materia - la cenere e la luce - suggerendo la percezione di nuovi rapporti e differenti equilibri.

Il lavoro di Filippo Centenari (1978) ha come protagonista la luce. L'artista predilige infatti, l'utilizzo del neon e della videoproiezione. Tra le opere in mostra si segnala “Domande in sospeso”, una grande installazione composta da una rete da pesca e da 24 neon a forma di punto di domanda. Sul pavimento "dei cerchi concentrici si dipanano animando questa scultura … È una rete da pesca viva e riflessa dove la sospensione e ancora una volta l’attesa diventano elementi di pensiero e ascesi". (F. Centenari)

Maria Elisabetta Novello (1974) attraverso l'uso della cenere compie "un'operazione rituale, precisa, pensata, un atto di memoria" (M. Cavallarin), una re-declinazione del già accaduto. Con questo elemento effimero, carico di valenze simboliche, l’artista dà forma ai suoi Paesaggi e a notturni attraversati da sciami di meteore (Liridi notturno) o disegna raffinate geometrie di ricami. Le opere realizzate dall'artista per la mostra BE LOST IN THE ETHER, esaltano ed accentuano "la sostanziale fisicità irrisolta della cenere, polvere in costante trasformazione", elemento che traduce qualcosa in qualcos'altro.


Di Filippo Centenari, nato a Cremona nel 1978, si segnalano: “Art Jungle”, Venaria Reale, Torino (2013); “Polaroid Easy Art”, Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci, Milano (2012); “Senza Rete”, Loft Project ETAGI, San Pietroburgo (2011); “Under Italian Eyes”, Museo Mahmoud Khalil, El Cairo; “Domande In Sospeso”, Museo Diocesano, Milano (2010); “The Solo Project”, Galleria Paola Verrengia, Basilea; “Premio Guglielmo Marconi dal 1988 al 2009”, Palazzo d’Accursio, Bologna; “Filiberto Menna: La linea analitica dell’arte contemporanea”, Complesso Monumentale di S. Sofia, Salerno (2009); “Qui Vive?”, Biennale Internazionale di Mosca, Mosca; “Energie sottili della materia”, China National Academy of Painting, Beijing (2008); “Scambio III/ Een uitwisseling van kunst III,” Galleria Rem, Jabeek, Maastricht; “Cowparade”, Milano (2007); “L’occhio Iperteso”, Premio Internazionale Guglielmo Marconi per l’arte elettronica, Bologna (2005); “Radiance & Resonance / Signals of time”, DIAF, Dashanzi International Art Festival of Bejing, Pechino (2004).

Di Maria Elisabetta Novello, nata a Vicenza nel 1974, si segnalano: “Data on Imperfection”, Factory-Art, Berlino, a cura di Martina Cavallarin; “Andata e ricordo. Souvenir de voyage”, Mart, Rovereto. (2013); “WOP works on paper”, FABBRI.c.a. contemporary art, Milano; “Liridi”, Galleria Fumagalli, Bergamo, a cura di Annamaria Maggi (2012); “Round the clock”, Evento collaterale alla 54a Biennale di Venezia, Spazio Thetis, a cura di Martina Cavallarin (2011); “Disegnar sui muri”, Fabbrica del vapore, Milano, a cura di Marina Mojana; “The Goldberg’s Variations 2”, Mya Lurgo Gallery, Lugano, a cura di Martina Cavallarin (2010); “Il più profondo è la pelle”, MUD Art Foundation, Milano (2009); “I labirinti della bellezza”, Museo Michetti, Francavilla al mare Chieti (2008); “Maninfesto”, Villa Manin Passariano Codroipo, Udine, a cura di Sarah Cosulich Canarutto (2007); “Retrovie Avanguardia, 1918-2000 dalle trincee all’Europa 2005”, Forte Kluze di Bovec, SLO, a cura di Museo Casabianca di Malo e della regione alta Austria di Linz (2005).