Bato – Geografia del Risorgimento

Roma - 16/11/2011 : 30/11/2011

L’accostamento di un lieve cromatismo alla forza di linee fluide offre allo sguardo dello spettatore volti di uomini e donne che hanno combattuto con forza e determinazione per gli ideali unitari.

Informazioni

Comunicato stampa

Palazzo Valentini apre le sue porte alla personale di pittura - Geografia del Risorgimento - del giovane artista romano Bato, curata da Claudio Cremonesi, direttore artistico della galleria Diffusione Cultura.

L’iniziativa si inserisce nell’intenso programma celebrativo del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, che vede impegnata, Roma attraverso le sue istituzioni e associazioni culturali, con l’obiettivo di riaccendere i riflettori sulla straordinaria conquista storica, sostenuta da ideali di democrazia, di progresso sociale e di solidarietà

Impedire che si calpestino le speranze che si sono accese nel Risorgimento, salvaguardare i valori che l’Italia Unita incarna, risulta indispensabile per far fronte alle nuove sfide che ci attendono. La memoria degli eventi che condussero alla nascita dello Stato nazionale unitario e la riflessione sul lungo percorso successivamente compiuto, possono risultare preziose nella difficile fase che l’Italia sta attraversando, in un epoca di profondo e incessante cambiamento della realtà mondiale.

L’arte italiana rappresenta da sempre la trama connettiva della coesione nazionale, sia in Italia che nel mondo. Geografia del Risorgimento si propone di restituire vigore all’arte, che deve essere riconosciuta come uno dei maggiori pilastri della nostra storia.

Con il patrocinio della Prefettura di Roma, dell’Assessorato alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale e della Provincia di Roma, Geografia del Risorgimento tratteggia la storia del processo di unificazione italiana. La mostra, che ha, inoltre, ottenuto il logo ufficiale delle celebrazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri, rievoca alcuni dei personaggi che hanno “fatto” l’Italia, senza dimenticare l’illustrazione di episodi chiave, come la Partenza da Quarto e lo Sbarco in Sicilia.

L’accostamento di un lieve cromatismo alla forza di linee fluide offre allo sguardo dello spettatore volti di uomini e donne che hanno combattuto con forza e determinazione per gli ideali unitari.

Così, al fianco di personaggi maschili ampiamente resi celebri dalla storiografia ufficiale, come Camillo Benso conte di Cavour, Giuseppe Mazzini, Massimo d’Azeglio, scorgiamo anche il carismatico eroe popolare romano, Angelo Brunetti, detto Ciceruacchio.

La mostra, inoltre, valorizza il ruolo svolto, in quel travagliato quanto fondamentale periodo storico, dalle donne. Eroine che, senza rinunciare alla loro femminilità, con intelligenza e sensibilità, diedero un fondamentale contributo alla battaglia per l’unità, combattendo con coraggio al fianco degli uomini. Attraverso le tele esposte riscopriremo allora l’irrequietezza della Contessa di Castiglione, l’instancabile entusiasmo di Cristina Belgioioso, lo spirito ribelle dell’inglese Jessie White Mario, l’anima colta e raffinata di Luisa d’Azeglio Blonded Maumary.

Ovviamente nella ricca e suggestiva esposizione non possono mancare i due eroi risorgimentali per definizione, Anita e Giuseppe Garibaldi, intrisi dalle stesse idee patriottiche e libertarie, vissero un’avventura umana, storica e sentimentale, combattendo insieme, l’uno a fianco dell’altra, fino alla prematura morte della giovane Anita.

La presenza dell’opera La rosa dei venti di Mario Ceroli consentirà allo spettatore di intraprendere un percorso geografico immaginario nello spazio espositivo che ricostruisce i volti e i luoghi del Risorgimento.



In Geografia del Risorgimento ritroviamo significativi frammenti di un passato percepito e rielaborato attraverso spunti e suggestioni. L’irrequietezza dello sguardo e la ricerca di aspetti episodici della vita dei personaggi rappresentati, conducono Bato ad una rivoluzionaria purezza formale. Le opere esposte, prive di accenti celebrativi, di superflui elementi accessori, rappresentano la partecipazione collettiva all’ideale risorgimentale, pur nelle diversità dei ruoli sociali e delle storie personali.