BaseTools – video installation program

Informazioni Evento

Luogo
BASE - PROGETTI PER L'ARTE
Via Palazzuolo, n.87, Firenze, FI, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al

Mercoledì 25 febbraio 2026: Driant Zeneli
Venerdì 27 febbraio 2026: Stefania Galegati
Domenica 1 Marzo 2026: Kamilia Kard
ore 18-20

Vernissage
25/02/2026

ore 18

Generi
video

Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space. Il programma prevede una serie di proiezioni video concepite come eventi singoli e site-specific.

Comunicato stampa

Base / Progetti per l’arte
BaseTools – video installation program

Mercoledì 25 febbraio 2026: Driant Zeneli
Venerdì 27 febbraio 2026: Stefania Galegati
Domenica 1 Marzo 2026: Kamilia Kard

Ciclo BaseTools
18,00 – 20,00
Via Palazzuolo N.87 A/R, Firenze

Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce nel percorso di riflessione sul concetto di comunità e di creazione di appartenenze, ma anche sull'idea di rigenerazione e riqualificazione di aree urbane per mezzo dell'intervento dell'arte.

Base / Progetti per l’arte presenta nel mese di febbraio 2026 un nuovo appuntamento del ciclo BaseTools, ospitato nel Base Temporary Space di via Palazzuolo 87 A/R a Firenze. Il progetto si inserisce in un percorso di riflessione sul concetto di comunità e sui processi di costruzione di un senso di appartenenza, affrontando al contempo i temi della rigenerazione urbana e della riqualificazione dei territori attraverso l’intervento artistico.

Il programma prevede una serie di proiezioni video concepite come eventi singoli e site-specific, ciascuna accompagnata dalla presentazione di un manifesto realizzato appositamente per l’occasione. Ogni appuntamento sarà pensato come un momento autonomo e temporaneo, capace di attivare, di volta in volta, una diversa configurazione dello spazio, in dialogo con il contesto e con le pratiche degli artisti invitati, proponendo al contempo una riflessione critica sul formato espositivo tradizionale, oggi spesso ridotto a un’esperienza concentrata nel solo momento dell’opening.

Il progetto, nel mese di febbraio, coinvolge artisti che lavorano sul rapporto tra immagine in movimento, spazio sociale e costruzione di comunità, tra cui Driant Zeneli, Stefania Galegati e Kamilia Kard. Le opere selezionate affrontano temi legati alla trasformazione dei territori, alle economie dell’attenzione e alle forme di relazione che attraversano oggi quegli spazi considerati di confine o liminali. Accanto alle proiezioni, un manifesto – prodotto per ciascun evento – fungerà da traccia visiva e concettuale del progetto.

Nella nuova dimensione itinerante di Base / Progetti per l’arte, ogni appuntamento attiverà una relazione differente tra video, spettatore e spazio, evidenziando il carattere processuale dell’iniziativa e la sua natura di piattaforma aperta. Con questo nuovo capitolo di BaseTools, Base prosegue la propria ricerca sulle pratiche artistiche come strumenti di relazione, formazione informale e costruzione di reti, riaffermando il ruolo dello spazio non profit come laboratorio attivo di confronto tra artisti, pubblico e città.

Driant Zeneli, per BaseTools, presenta la video-installazione No Wise Fish Would Escape Without Flying (2019), realizzata a Pristina in collaborazione con i giovani membri di Bonevet, istituzione non profit fondata nel 2014 che promuove l’apprendimento attraverso tecnologia e immaginazione. Il film è stato presentato nel contesto di Manifesta 14 Prishtina (2022), la biennale europea itinerante che in quell’edizione ha attivato un dialogo diretto con l’architettura e la memoria urbana del Kosovo. L’opera restituisce una visione in cui la saggezza è affidata ai più piccoli e lo spazio pubblico si configura come un campo di possibilità condivise. La Biblioteca Nazionale — edificio segnato da una storia complessa di trasformazioni, occupazioni e perdita di patrimonio culturale — viene riletta come una struttura aperta all’immaginazione, capace di accogliere nuove prospettive. Il lavoro si inserisce in una più ampia ricerca dell’artista sulle architetture simboliche dei Balcani — tra cui la Piramide di Tirana e l’Ufficio Postale Centrale di Skopje — intese come luoghi in cui memoria, potere e immaginazione si intrecciano. Driant Zeneli (Shkodër, Albania, 1983; vive e lavora tra Milano e Tirana) incentra la sua pratica attraverso video, installazione e performance, indagando temi legati all’utopia, alla vulnerabilità e alla trasformazione dei contesti sociali. Ha partecipato a Manifesta 14 Prishtina (2022), alla Biennale di Venezia (Padiglione Albania, 2019) e ha esposto in istituzioni internazionali tra cui MAXXI Roma, ZKM Karlsruhe e GAM Torino. Il suo lavoro combina narrazione poetica e riflessione politica, spesso coinvolgendo comunità locali nei processi di produzione.

Stefania Galegati, per Base tools, presenta il video dal titolo L’isola deserta (2026) che restituisce, attraverso la voce narrante dell’artista, i pensieri e i dialoghi emersi durante un laboratorio realizzato con un gruppo di donne detenute presso il carcere Pagliarelli di Palermo. Il progetto immagina un’isola deserta come spazio simbolico da cui ripartire, un luogo sospeso in cui riscrivere la propria storia attraverso pratiche artistiche e narrative. L’opera si configura così come un dispositivo di ascolto e restituzione. L'opera video si inserisce in un percorso più ampio avviato nel 2017 intorno al desiderio di ripensare simbolicamente l’Isola delle Femmine – un isolotto naturale al largo di Palermo – come dispositivo di riflessione su temi ecologici, sociali e di condivisione, ponendo al centro l’idea di riappropriazione collettiva. Stefania Galegati (Bagnacavallo, 1973; vive e lavora a Palermo) ha studiato arti visive all’Accademia di Belle Arti di Bologna e a Brera con Alberto Garutti. Ha fatto parte di Via Fiuggi, un gruppo di giovani artisti che viveva a Milano alla fine degli anni novanta. Lavora con diversi media innestando meccanismi di spostamento semantico nelle cose e nelle persone. Ha esposto per la prima volta nel 1994 nello spazio milanese Viafarini. Nel 2003 ha vinto l’International Studio Program al PS1 MoMA di New York, dove ha risieduto sino al 2007. Nel 2008 si trasferisce a Palermo dove tutt'ora vive e insegna pittura all'Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 2024 vince il primo premio BPER di Arte Fiera, Bologna e il finanziamento della tredicesima edizione dell'Italian Council promosso dal DGCC con cui porta il progetto l'Isola delle Femmine in Indonesia e Tanzania.

Kamilia Kard, per Base Tools, presenta l'installazione interattiva dal titolo A Rose by Any Other Name (2021) che si configura come un esperimento di critica visuale, ponendo in discussione l'autorità e i limiti intrinseci della capacità di lettura di un'intelligenza artificiale. In questo lavoro l'artista crea una serie di oggetti/soggetti ibridi 3D destinati a mandare in crisi i sistemi di visione artificiale. Tali soggetti sono formalmente delle rose, ma che esibiscono un movimento da piccoli pesci; la loro epidermide non è vegetale, bensì possiede una texture simile alla pelle umana, decorata con motivi tatuati di impronta girly, tra i quali si legge l'affermazione fuorviante: "I’m a Daisy". A cementare l'ambiguità e a sabotare definitivamente la categorizzazione algoritmica, l'artista aggiunge una dimensione comportamentale. Le rose non sono semplici oggetti in movimento, ma agiscono in maniera relazionale, scambiandosi gesti affettuosi, baci e tenerezze. Questa coreografia ripetitiva di affettività umana spinge l'ibrido oltre la sua natura materiale, ponendolo in uno spazio liminale che l'AI non può assimilare. Kamilia Kard (un'artista e accademica nata a Milano) esplora come l'iperconnettività e le nuove forme di comunicazione online abbiano cambiato e influenzato la percezione del corpo umano, dei gesti, dei sentimenti e delle emozioni. Lavora usando vari media, tra cui stampa, videogiochi, siti web, stampa 3D, performance e ambienti virtuali. Le sue opere sono state esposte in gallerie, festival e istituzioni a livello nazionale e internazionale. Ha un dottorato in Digital Humanities presso l'Università di Genova ed è professoressa di Realtà Virtuali e Paradigmi della Complessità presso l'Accademia di belle arti di Brera a Milano.

BASE / Progetti per l’arte è un’idea di artisti per altri artisti. BASE è un luogo unico per la pratica dell’arte in Italia, la cui attività iniziata nel 1998, viene curata da un collettivo di artisti che vivono e operano in Toscana e che si fanno promotori di presentare a Firenze alcuni aspetti, tra i più interessanti dell’arte del duemila. BASE è un dialogo sulla contemporaneità aperto ad un confronto internazionale. Attualmente fanno parte del collettivo di BASE / Progetti per l’arte: Mario Airò, Marco Bagnoli, Massimo Bartolini, Vittorio Cavallini, Yuki Ichihashi, Paolo Masi, Massimo Nannucci, Maurizio Nannucci, Paolo Parisi, Remo Salvadori, Enrico Vezzi. Fino adesso si sono tenute a BASE mostre di Sol Lewitt, Marco Bagnoli, Alfredo Pirri, Cesare Pietroiusti, Jan Vercruysse, Niele Toroni, Michael Galasso, Luca Pancrazzi, John Nixon & Marco Fusinato, Heimo Zobernig, Ingo Springenschmid, Paolo Masi & Pier Luigi Tazzi, Antonio Muntadas, Robert Barry, Luca Vitone, Gino De Dominicis, Liliana Moro, Claude Closky, Remo Salvadori, Pietro Sanguineti, Liam Gillick, Massimo Bartolini, Mario Airò, Eva Marisaldi, Rainer Ganahl, François Morellet, Bernhard Rüdiger, Nedko Solakov e Slava Nakovska, Olaf Nicolai, Giuliano Scabia, Kinkaleri, Steve Piccolo & Gak Sato, Rirkrit Tiravanija, Matt Mullican, Michel Verjux, Elisabetta Benassi, Pedro Cabrita Reis, Pietro Riparbelli, Simone Berti, Jeppe Hein, Gerwald Rockenschaub, Jonathan Monk, Peter Kogler, Carsten Nicolai, Surasi Kusulwong, Franz West, Tino Sehgal, Nico Dockx, Grazia Toderi, Armin Linke, Davide Bertocchi, Pierre Bismuth, Olivier Mosset, Stefano Arienti, Erwin Wurm, Thomas Bayrle, Hans Schabus, Maurizio Mochetti, Lawrence Weiner, BASETALKS(!) (Gum Studio, Brown Project Space, 26cc, Sottobosco, Trastevere 259), Amedeo Martegani, Gianni Caravaggio, Piero Golia, David Tremlett, Franco Vaccari, RADICALTOOLS (UFO, Gianni Pettena, Archizoom, Zziggurat, Remo Buti, 9999, Superstudio), Koo Jeong-A, Christian Jankowski, Giuseppe Gabellone, Martin Creed, Ken Lum, BASEOPEN (Margherita Moscardini, Francesco Fonassi, Giuseppe Stampone, Giulio Delvé, Gaia Geraci, Marcello Spada, Jacopo Miliani, Riccardo Giacconi, Jaya Cozzani/Marco Andrea Magni/Agostino Osio), Jirí Kovanda, Nicole Miller, Luca Trevisani, Richard Long, Roman Ondak, Ryan Gander, Gerhard Merz, Ian Kiaer, vedovamazzei, Karin Sander, Francesco Arena, Michael Snow, Cesare Viel, Patrick Tuttofuoco, Jose Dávila, Deimantas Narkevičius, Francesco Iodice, Pavel Büchler, Mircea Cantor, Loris Gréaud, Ceal Floyer, Runo Lagomarsino, Paolo Masi, Christane Löhr, Mario Dellavedova, Luisa Lambri, OneDayExhibition che hanno presentato progetti inediti pensati per BASE. Da Novembre 2025 Base ha adottato una dimensione itinerante invitando gli artisti a pensare a nuove strategie espositive con l'intento della riattivazione di luoghi cittadini inusuali. In questo dinamica sono da citare: Jason Dodge, MCA (Mario Cucinella Architecs).

BASE / Progetti per l’arte è uno spazio non profit la cui attività, coordinata da Lorenzo Bruni, è promossa e sostenuta dagli artisti fondatori con il contributo della Regione Toscana / Toscanaincontemporanea 2025 e per le attività per il 2025/2026 in Via Palazzuolo N.87 A/R dal progetto Recreos di Fondazione CR Firenze con il Comune di Firenze e l’Associazione BASExBASE.