Augusto Cantamessa – Varia umanità senza ipocrisia

Pinerolo - 08/03/2014 : 13/04/2014

Un percorso nel tempo che il suo occhio e il suo obiettivo hanno indagato senza finzione o simulazione. Un viaggio attraverso il tempo con cui Cantamessa si è confrontato e si confronta tutt’ora, attraverso scatti che vanno dagli anni 50’ ad oggi.

Informazioni

Comunicato stampa

Inaugura l’ 8 marzo a Pinerolo un’importante mostra fotografica dal titolo “Varia umanità senza ipocrisia” di Augusto Cantamessa, un percorso nel tempo che il suo occhio e il suo obiettivo hanno indagato senza finzione o simulazione. Un viaggio attraverso il tempo con cui Cantamessa si è confrontato e si confronta tutt’ora, attraverso scatti che vanno dagli anni 50’ ad oggi



La mostra nata dalla collaborazione tra la Collezione Civica d’Arte di Palazzo Vittone e la Galleria Losano Associazione Arte e Cultura, sarà articolata su due sedi per esporre una vasta selezione dell’immenso patrimonio di immagini che il fotografo possiede: uno spaccato di vita sociale, economica e culturale dagli anni del dopoguerra sino ad oggi, sia nei suoi risvolti felici, sia nelle pieghe più inconsuete, ponendo sempre al centro l’uomo e la sua dignità.

Torino, Milano e il Pinerolese il suo territorio di caccia a portata di mano, il mondo che ci circonda fatto di natura all’aria aperta, di spazi urbani configurati nelle architetture del tempo, profili di periferie, la sua riserva preferita di immagini ed emozioni è lì, guardando il cielo con i piedi per terra, scrutandone l’alba e il tramonto, la luce e le ombre.

Un osservazione sempre puntuale e profonda, attenta ed originale sul mondo intorno a sé, quasi mai avvenimenti principali, ma piccoli e casuali momenti, a volte cercati o ricreati, apparentemente insignificanti, ma densi di vita, “attimi decisivi” che vedono protagonisti della mostra donne, uomini, bambini, cultori della terra e delle tradizioni, costituiscono i viaggi antropologici di Cantamessa.

Varia umanità, che vive la sua spontaneità in dimensione intima od estroversa. Un gesto è già di per sé un racconto, uno sguardo lo stato d’animo. Difficile non essere coinvolti da questa capacità narrativa, uno stile che è proprio di Cantamessa e del suo modo di operare non banale. Negli scatti presentati in mostra, si coglie sempre un punto di impalpabile equilibrio, frutto di una sapienza rara, meticolosamente perseguita in oltre sessant’anni di passione.

Un catalogo di 50 pagine, illustra ampiamente una selezione significativa delle fotografie esposte.

Brevi note biografiche

Augusto Cantamessa è nato a Torino nel 1927.
Attualmente vive e lavora a Bricherasio.
Da sempre è presente nel mondo espositivo della fotografia d’autore, nazionale ed internazionale: la Fédération Internationale de l’Art Photographique de Berne gli ha conferito un importante riconoscimento per meriti fotografici e la Bibliothèque Nationale de Paris conserva una sua opera.
In tempi recenti ha allestito significative mostre personali per invito, presso la Collezione Civica d’Arte di Pinerolo, presso la Galleria Losano di Pinerolo, presso la Galleria Fiaf di Torino e alla “Soggettiva” di Collegno.
Sue opere vengono esposte e trattate dalla Keith De Lellis Gallery di New York, nonché battute dalla Christie’s Photographs.
Nel 2009 ha esposto su invito dell’Ambasciata Italiana in Romania una sua Personale presso le sale del Museo della Città di Bucarest.

Testo di Mario Marchiando Pacchiola

Sarebbe riduttivo tentare una definizione univoca dell’opera di Augusto Cantamessa.
Il suo occhio, il suo obiettivo hanno indagato “senza ipocrisia”, che vuol dire senza finzione o simulazione, il mondo che ci circonda fatto di natura all’aria aperta, di spazi urbani configurati nelle architetture del tempo, profili di periferie, guardando il cielo con i piedi per terra, scrutandone l’alba e il tramonto, la luce e le ombre.
Protagonista la terra, si direbbe. Ma la sua è terra abitata dalla gente, anonima a volte, ben individuata spessissimo.
La donna, l’uomo, il bambino nelle stagioni della vita, cultori della terra, della tradizione, costituiscono i viaggi antropologici e geografici di Cantamessa. Gente che lavora, passeggia, si diverte, contempla e recita, meglio dire, vive la sua spontaneità in dimensione intima od estroversa. Un gesto è già di per sé un racconto, uno sguardo lo stato d’animo. Difficile non essere coinvolti da questa capacità narrativa, uno stile che è proprio di Augusto e del suo modo di operare non banale. C’è quindi una grande pulizia tecnica e formale coniugata con la cultura umanistica e scientifica che veicola i suoi discorsi di immagini, concerto visuale giocato su diversi registri.
Incisività, nettezza e precisione sono le virtù di Cantamessa nelle sue attentissime esplorazioni, saziate dalla fame di immagini che cresce con la sete di comunicare, registrando il reale che si lascia catturare al sole o tra i vapori delle nebbie, in controluce o nella penombra di un interno o nello splendore puro e semplice dell’aria aperta.
Guardiamo ancora negli occhi quel bambino o quell’anziano orgogliosi di essere fotografati, disponibili a raccontare con lo sguardo e con la pelle l’avvenire o il passato. Guardiamoli, ci restituiscono lo sguardo per “nuovi cieli e nuova terra”.
Mario Marchiano Pacchiola