Attila Szucs – Ritratti dagli inizi del XXI secolo

Milano - 24/01/2018 : 29/03/2018

Dopo il successo riscosso dalla personale presso il Ludwig Museum di Budapest nel 2016, Attila ritorna a Milano con una nuova selezione di dipinti: ritratti di personaggi sconosciuti del XXI secolo.

Informazioni

  • Luogo: FL GALLERY
  • Indirizzo: Viale Sabotino, 22 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 24/01/2018 - al 29/03/2018
  • Vernissage: 24/01/2018 ore 18,30
  • Autori: Attila Szucs
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: su appuntamento

Comunicato stampa

Federico Luger (FL GALLERY) è lieto di presentare la seconda mostra personale in Italia dell’artista ungherese Attila Szucs ”Ritratti dagli inizi del XXI secolo”. Dopo il successo riscosso dalla personale presso il Ludwig Museum di Budapest nel 2016, Attila ritorna a Milano con una nuova selezione di dipinti: ritratti di personaggi sconosciuti del XXI secolo. La mostra è un complesso dialogo tra una serie di piccoli dipinti distribuiti sulla parete della galleria e una grande tela raffigurante una bellissima donna con un gatto: uno “specchio” che riflette la condizione umana e il nostro destino


Con i suoi nuovi dipinti, Attila Szucs rivolge a se stesso, come al pubblico, un quesito kantiano: cos’è l’uomo? qual’è il suo scopo? Szucs che non è di certo un profeta, non crea un’utopia, ma cerca di trovare diverse risposte a queste fondamentali domande.
L’artista si concentra ora su ritratti, volti di donne, uomini e bambini di diverse culture. La base delle immagini, come in passato, deriva dai mass media o da vecchie fotografie, prese comunque dai loro contesti originali e messe in un vuoto, in una deriva universale. I volti e le figure fluttuano attraverso luci fredde e fragili colpite da un singolo fascio di luce che va a sottolineare un tratto particolare, una caratteristica unica. L’intensità di queste immagini, l’applicazione ricorrente di un singolo colore è sempre stato un tratto distintivo dell’artista, come se lui stesse ancora aspettando di mostrarci cosa si cela dietro un gesto, un’espressione, come lui vede gli uomini oggi.
Fin dai primi anni novanta l’artista ha realizzato dipinti attraverso il tradizionale olio su tela. Come punto di partenza, usava spesso immagini mediatiche, ritagli di giornale, cartoline, fotogrammi cinematografici. Mentre dipingeva, si concentrava sulla resa di momenti di alta densità nei quali le nostre esperienze quotidiane e le pratiche di visualizzazione diventano obsolete. Crea spazi vuoti intorno agli oggetti del pensiero e delle immagini, senza definirli in una nozione prevenuta.
Attila Szucs è nato a Miskolc (Ungheria) e attualmente vive e lavora a Budapest. I suoi lavori sono stati esposti in diverse mostre sia personali che collettive (KW Institute for Contemporary Art, Berlino; Ludwig Museum, Budapest; Ku¨nstlerhaus Bethanien, Berlino; Teylers Museum, Haarlem, nei Paesi Bassi). Le sue opere fanno parte di alcune collezioni permanenti di rilievo: Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum di Graz (Austria), Hungarian National Gallery, Ludwig Museum di Budapest.


ENGLISH:
Federico Luger (FL GALLERY) is pleased to present the second solo show in Italy by the hungarian artist Attila Szucs “Portraits from the beginning of the XXI century”.
After his successful exhibition in the gallery and his personal exhibition at the Ludwig Museum in Budapest in 2016, Attila is coming back to Milan with a selection of new paintings: portraits of strangers from the beginning of the XXI century. The exhibition is a complex dialogue between the series of small singles portraits distributed on the wall of the gallery and a big painting of a beautiful women with a cat. This “mirror” creates a reflection on human conditions and our destiny.
With his new paintings, Attila Szucs seems to be asking a kantian question: what is man? where is he going to? Szucs of course is not a prophet, he does not create an utopia, but tries to find different answers to some fundamental questions.
He now concentrates on portraits, faces of woman, man and children from different cultures. The base of images, as in the past, comes from mass media or old photograps, however, taken from their original environments, put in a void, in a universal drift. His faces and figures flow through cold and brittle lights, pointed with a single glow to underline a particular trait, a unique attribute. The richness of these images, the recurring applications of a single color has always been his trade marks, as he is yet attempting to show us what is behind an expression, how he sees today’s human.
Since the early 90’s he has been making traditional oil on canvas paintings. As a starting point, he often uses media images, newspaper cut-outs, postcards, film-stills. While painting, he concentrates on such high density moments, when our everyday experiences and viewing practices become obsolete while decoding. He creates empty spaces around the objects of thoughts and figures without defining them in a preconceived notion.
Attila Szucs was born in Miskolc, Hungary and currently lives and works in Budapest.
His work has been shown in numerous solo and group exhibitions (KW Institute for Contemporary Art, Berlin; Ludwig Museum, Budapest; Künstlerhaus Bethanien, Berlin; Teylers Museum, Haarlem, The Netherlands). His works are also held in permanent collections such as Neue Galerie am Landesmuseum Joanneum in Graz (Austria), Hungarian National Gallery, Ludwig Museum in Budapest.