Aste 21 e 22 aprile 2015

Firenze - 21/04/2015 : 22/04/2015

Un’asta, due giornate, tre cataloghi: così si concentra l’attività dei dipartimenti di “antico” di Pandolfini per la sessione primaverile 2015.

Informazioni

Comunicato stampa

Un’asta, due giornate, tre cataloghi: così si concentra l’attività dei dipartimenti di “antico” di Pandolfini per la sessione primaverile 2015.
A palazzo Ramirez-Montalvo il 21 e 22 aprile saranno battuti circa 400 lotti: 80 descritti nel catalogo di Dipinti Antichi, 70 in quello dei Dipinti del XIX secolo e 250 nel catalogo dedicato agli arredi nella loro eterogeneità.
Fil rouge di queste giornate di vendita sono gli arredi di una dimora veneta che, suddivisi per appartenenza nei tre cataloghi, hanno il nucleo centrale di circa 120 lotti in quello della vendita di mobili, argenti e oggetti d'arte



21 APRILE 2015
I Dipinti sono l’oggetto di questa prima giornata di vendita, come detto circa 70 per l’Ottocento e 80 per gli antichi, dai quali partiamo.
Il catalogo Importanti dipinti antichi propone opere dal XV al XVIII secolo, un excursus in quattro secoli di pittura che parte dai dipinti di alta epoca, come una tavoletta fondo oro nata come opera di devozione privata di Maestro dell’Italia centrale, della prima metà del sec. XV, raffigurante un SAN GIOVANNI BATTISTA la cui stima è di € 8.000/12.000 e una grande tavola sagomata a fondo oro riferita al Maestro di Popiglio, verso il 1360, raffigurante una MADONNA COL BAMBINO E QUATTRO ANGELI, stima di € 60.000/80.000.
Quest’ultima tavola è parte del nucleo di dipinti provenienti da una Dimora veneta che comprende altre importanti opere come DUE NATURE MORTE CON SELVAGGINA E CACCIAGIONE di Jacob van den Kerckhoven (Anversa (?) 1636/37-Venezia 1712 ca.) la cui stima è € 20.000/30.000, un dipinto ad olio su tavola attribuito a Willem van Herp (Anversa 1614-1677), FUCINA DI VULCANO, stimato € 8.000/12.000 e un dipinto di Alberto Carlieri (Roma 1672-1720), CAPRICCIO ARCHITETTONICO CON FIGURE FEMMINILI E PUTTINI, valutato € 15.000/20.000.
Fra le altre opere proposte in asta si segnala, sempre nell’alta epoca, una tavola centinata in cornice a tabernacolo attribuita a Domenico di Francesco detto di Michelino (Firenze 1417-1491), raffigurante MADONNA CON BAMBINO IN TRONO stimata € 70.000/90.000.
Per il Seicento è da porre l’accento su una grande tela di Simone Pignoni, BETSABEA AL BAGNo, proveniente da una collezione fiorentina e in catalogo a € 50.000/70.000, un dipinto di Pier Dandini (Firenze 1646-1712) raffigurante ERMINIA E I PASTORI, la cui stima è di € 22.000/28.000, un CRISTO SPOGLIATO di Fabrizio Boschi (Firenze 1572-1642) pubblicato sulla monografia del pittore, stima € 30.000/40.000 e una grande tela di Rutilio Manetti (Siena 1571-1639), SAN SEBASTIANO CURATO DALLE PIE DONNE, proveniente da una collezione senese e valutato € 80.000/120.000.
Le opere del XVII secolo annoverano, inoltre, alcune nature morte come quella di Cecco Bravo (Firenze 1601-Innsbruck 1661) raffigurante una FIGURA VIRILE CON NATURA MORTA ESTIVA IN UN PAESAGGIO, a catalogo per € 25.000/35.000 e una coppia di dipinti con VASI DI FIORI di Giovanni o Nicolò Stanchi (Roma 1608-dopo il 1673; 1623-1690 circa), valutati € 40.000/60.000.
Per il Settecento occorre ricordare un dipinto di Giovanni Paolo Panini (Piacenza 1691-Roma 1765), PROSPETTIVA ARCHITETTONICA DI ROVINE CON DEDALO E ICARO, stima € 40.000/60.000, e un importante dipinto di Giovanni Domenico Ferretti (Firenze 1692-1768) raffigurante I COMMENTATORI DI CICERONE, firmato e datato, che sarà alienato come unico lotto insieme ad altri dieci dipinti tutti provenienti dallo storico Palazzo Sansedoni di Siena, con una stima di € 35.000/40.000.


Nel catalogo di dipinti dell’800 spicca l’opera di Giovanni Segantini PASTORA ADDORMENTATA, un olio su tela (cm 30x50,5) stimato € 150.000/200.000. La tela, databile tra il 1883 e 84, fu esposta a Berna tra il ’44 e il ’45, per poi sparire e ricomparire sul mercato negli anni ’90 connotandosi, come chiarisce la dottoressa Quinsac nella scheda che accompagna il dipinto, quale ritrovamento importante per il catalogo dell’artista. Pastora addormentata, riconducibile a uno dei filoni tematici più cari all’artista e con un’iconografica che ne costituisce il pregio maggiore, nella resa pittorica regge il confronto con altre opere che hanno stabilito la notorietà di Segantini, ad esempio il coevo Giornata fredda di Novembre - oggi al Museo Segantini di Saint Moritz e in precedenza parte della mitica collezione Drucker di Londra - nel quale riappare lo stesso bambino.
Tra i top lots dell’asta anche un interessante INCONTRO IN GIARDINO di Giuseppe De Nittis, è un olio su tela (cm 51x31,5) firmato in basso a sinistra e stimato € 50.000/70.000. Il dipinto è ascrivibile al periodo italiano, forse ipotizzabile il periodo romano, dell’artista barlettano. Non meno interessante è la bellissima veduta di grandi dimensioni (cm 119x162) del CORTILE DEL PALAZZO DUCALE DI VENEZIA di Federico Moja, un olio su tela firmato e datato 1843, in catalogo a € 40.000/60.000. La tela rientra nella serie di vedute della città lagunare che in breve lo portarono a essere considerato il moderno erede della grande tradizione del vedutismo veneziano settecentesco.
Gli “Arredi di una dimora veneta”, fil rouge delle tre vendite, sono in catalogo con l’opera di Emma Ciardi THE GOLDEN SEDAN CHAIR, un olio su tela (cm 69x76) firmato e datato "Venezia 1923", la cui stima è di € 10.000/15.000.
Poi un olio su tela (cm 80 x 45), firmato e datato 1909, di Vittorio Matteo Corcos, è un bello e luminoso RITRATTO DI SIGNORA SUL LAGO, in catalogo a € 12.000/18.000.
Per quanto riguarda la produzione di primo Novecento occorre porre l’evidenza su Lorenzo Viani, in catalogo con due inediti eseguiti durante il soggiorno parigino; uno è l’olio su compensato (cm 69,5x89,5) PARIGI, FUORI DELLA RUCHE (UOMO, DONNA, PANCHINA) stimato € 20.000/30.00.

22 APRILE 2015
Focus dell’asta di Arredi è, per qualità e numero di lotti, il nucleo di mobili e arredi provenienti da una dimora veneta.
Fra questi in evidenza una coppia di grandi specchiere veneziane in legno intagliato e dorato con applicazioni in vetro verde smeraldo della fine del secolo XIX, della manifattura di Michelangelo Moisé Guggenheim.
Michelangelo Guggenheim (Venezia 1837 - ivi 1914) fu antiquario, imprenditore, collezionista, progettista di allestimenti e oggetti d’arte decorativa, promotore dell’istruzione artistico-industriale e direttore di numerosi cantieri di restauro. Un confronto diretto con la coppia di specchiere presentate in asta può essere istituito con gli arredi del cosiddetto “Salotto dell'imperatore di Germania”, a Monza, realizzati nel 1890 dal Guggenheim e oggi conservati presso il palazzo del Quirinale.
I mobili di alta epoca comprendono, tra gli altri, un cassone veneto degli inizi del secolo XVI in legno dipinto a motivi fitomorfi nei toni dell'avorio e del rosso, centrato da stemma in campo azzurro. Questa ornamentazione si ritrova anche su un cassone, ora conservato presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano, datato 1510.
Nella selezione di mobili del Settecento verrà presentata una coppia di cassettoni napoletani e un importante bureau-plat francese, in palissandro e bois de violette, firmato Migeon.
Pierre Migeon IV (Parigi 1696 - 1758), faceva parte di una famiglia di maestri ebanisti attivi a Parigi dalla prima metà del ‘600 alla seconda metà del ‘700. La sua attività, documentata sino dal 1721, è stata testimone di una imponente produzione dovuta alla richiesta di una selezionata clientela, fra cui membri della corte reale, esponenti del Parlamento e rappresentanti del mondo dell’alta finanza.
Infine tra le arti applicate sono da segnalare un importante albarello di Montelupo databile al 1480, in maiolica con decoro a “Foglia di prezzemolo” proveniente dalla collezione Imbert, una coppia di bottiglie Castelli del secolo XVIII in maiolica policroma, un interessante nucleo di porcellane di manifattura Napoli, Ginori e Meissen, e una preziosa coppa inglese della metà secolo XIX in Blue John e bronzo dorato.
Rappresentativi della produzione Ginori sono una placca in porcellana bianca con raffigurazione dell’Inverno della seconda metà del XVIII secolo, derivata dai modelli di Soldani Benzi, e una caffettiera in porcellana bianca con manico dipinto a finto legno databile al primo periodo della produzione di Doccia.
Di particolare interesse anche una collezione di busti in marmo del secolo XVIII raffiguranti imperatori romani.