Arte orientale e reperti archeologici

Firenze - 21/11/2011 : 22/11/2011

Due importanti appuntamenti, nel mese di novembre, alla Casa d’Aste Pandolfini. Lunedì 21 si terrà la vendita di Arte orientale e Reperti archeologici, martedì 22 di Argenti, gioielli e orologi da polso.

Informazioni

  • Luogo: CASA D'ASTE - PANDOLFINI
  • Indirizzo: Borgo Degli Albizi 26 - Firenze - Toscana
  • Quando: dal 21/11/2011 - al 22/11/2011
  • Vernissage: 21/11/2011 ore 15
  • Generi: asta
  • Orari: Lunedi 21 novembre 2011, ore 15 Arte orientale e reperti archeologici Martedì 22 novembre 2011, ore 15 Argenti, gioielli e orologi da polso

Comunicato stampa

Due importanti appuntamenti, nel mese di novembre, alla Casa d’Aste Pandolfini. Lunedì 21 si terrà la vendita di Arte orientale e Reperti archeologici, martedì 22 di Argenti, gioielli e orologi da polso.

21 novembre

La tornata d’asta di Reperti archeologici presenta una selezione di oltre 200 oggetti di varia produzione che, partendo dai più remoti fossili preistorici, giunge fino ad opere altomedioevali. Aprono il catologo preziosi sigilli, amuleti e pendenti in pietre dure e paste vitree che documentano il passaggio delle civiltà egizie, fenice e del vicino Oriente

Il settore delle antichità etrusche vanta numerosi reperti di notevole importanza tra i quali si segnalano una kelebe volterrana del IV sec. a.C., tra gli esemplari più rappresentativi di un sistema iconografico conosciuto finora solo da pochissimi rinvenimenti e stimata 15/20.000 euro; una grande olla ceretana del VII sec. a.C., che conserva ancora oggi il suo coperchio originale (stima 5/7.000 euro) ed una rara urnetta cineraria in pietra del IV sec. a. C. raffigurante un cavaliere nell’atto di sconfiggere il nemico. Sempre molto apprezzata dal pubblica e ricorrente in numerosi lotti è la ceramica apula a figure rosse che, in questa sessione d’asta, sarà presente con alcuni oggetti di interesse assolutamente eccezionale per rarità e qualità esecutiva, fra questi: un grande cratere a volute della metà del IV sec. a.C., dipinto da un atelier vicino al pittore di Baltimora e giunto integro fino ai nostri giorni, con una stima di 30/40.000 euro; due grandi anfore panatenaiche ci ricordano la ricchezza dei corredi funerari delle tombe apule che sono considerate fra le più opulente dell’intera Magna Grecia. La seconda parte dell’asta sarà dedicata ai beni provenienti dalla collezione di Salvatore Romano (1875 – 1955), uno dei più illustri antiquari attivi a Firenze nella prima metà del Novecento, amico personale di personaggi quali Longhi, Venturi, Toesca, Pope-Hennessy e Brandi. Nel 1946 Romano donò al Comune di Firenze, che la espose presso l’antico Cenacolo del convento di Santo Spirito, una cospicua parte della sua collezione di sculture, affreschi e arredi, tra i quali figurano un Angelo e una Cariatide di Tino di Camaino, due frammenti di rilievi attribuiti a Donatello e una Madonna con Bambino della cerchia di Jacopo della Quercia. La passione per la scultura emerge da molti degli oggetti della raccolta archeologica: infatti anche se spesso si tratta di frammenti, si intuisce che la scelta del collezionista è sempre stata rivolta alla qualità plastica del reperto piuttosto che alla sua interezza. La collezione occupa un ampio spazio cronologico a partire dall’Egitto faraonico per arrivare al Medioevo, spaziando in classi di materiali estremamente eterogenei dalla ceramica all’avorio, dalle paste vitree ai materiali lapidei fino alla piccola scultura in bronzo. Pezzo di eccellenza è la statua egiziana Djed-Hor figlio di Tared, un sacerdote vissuto agli inizi del periodo Tolemaico, scolpita in granito nero e fittamente iscritta con numerose colonne geroglifiche in corso di notifica per la sua importanza da parte della Soprintendenza Archeologica della Toscana e stimata 20/25.000 euro.
Sempre ol primo giorno di vendita saranno proposti circa 150 lotti di Arte Orientale; arte cinese soprattutto, con piccole sculture in giada e pietra dure. Tra gli altri, segnaliamo un bellissimo cofanetto in avorio intagliato degli inizi del XIX secolo (stima 3/4.000 euro), un vaso in giada bianca traslucida, sempre del XIX secolo, con draghi sagomati sulle prese laterali e sul coperchio (stima 2.500/3.500 euro) e un contenitore in lacca rossa, dello stesso periodo, finemente intagliato con scene di ambientazione (stima 2.500/3.000 euro).

22 novembre

Il giorno successivo, martedì 22, sarà la volta della vendita di Argenti, gioielli e orologi da polso. Il catalogo degli Argenti presenta 120 lotti, tra i quali sono da segnalarsi, in particolare, gli argenti di produzione russa, fra tutti l’uovo di Pavel Akimov Ovchinnikov, cesellato e decorato da smalti cioisonnè bianchi, rosa, azzurri e verde e da quattro pietre semipreziose cabochon (stima 2.200-3.000 euro). Ben rappresentati sono anche gli argenti di manifattura italiana, inglese e nord europea. Fra quelli di produzione francese è senza dubbio di grande interesse il servito di posate dell’argentiere Aucoc, attivo a Parigi alla metà del XIX secolo: 305 pezzi coi manici cesellati a piccoli boccioli, volute e stemma nobiliare sormontato di cimiero (12.000-15.000 euro).
Il catalogo dei Gioielli è invece composto da 250 lotti circa, tra cui segnaliamo tre lotti ascrivibili alla categoria di gioielli ‘animalier’, genere al quale la produzione orafa ha sempre dedicato un grande spazio generando un folto pubblico di appassionati collezionisti del settore: una spilla in oro giallo realizzata a foggia di leone, il corpo fatto da una grande perla barocca montata su un supporto in oro giallo realisticamente modellato, il muso, le zampe anteriori, quelle posteriori e la coda eseguiti in oro giallo cesellato e decorato nella parte superiore da un pavè in brillanti (stima 2.000/3.000 euro); una spilla in oro giallo modellata come un pappagallo appoggiato su un ramo, disegnata dall’orefice Jean ClaudeChampagnat negli anni '50, la parte anteriore del corpo realisticamente cesellate a riprodurre l'effetto del piumaggio, il dorso decorato con turchesi cabochon, parte delle ali e della testa impreziosite da linee di brillanti, l'occhio in rubino, il ramo formato da un rametto di corallo (stima 4.500/6.000 euro); un bracciale in oro giallo, oro bianco, diamanti, rubini e perla modellato come un serpente fantastico, il corpo cesellato ad imitazione delle scaglie e decorato in brillanti e rubini, la testa impreziosita da un diamante a goccia di ct 5 circa, nelle fauci una piccola perla, g 95 (stima 9.000/12.000 euro).
Il catalogo degli Orologi, infine, propone circa 70 lotti suddivisi fra pezzi vintage e di produzione attuale. Tra gli altri segnaliamo l’orologio da polso Patek Philippe per Hausmann & Co., ref. 130, in oro giallo a 18 kt, secondo molti l’essenza stessa del cronografo (stima 35/45.000 euro) e l’ orologio da polso Audemars Piguet Royal Oak Offshore Rubens Barrichello Chrono Limited Edition, Ref. 26078, in platino. Creato in onore del campione di F1 Rubens Barrichello, l’orologio, pur mantenendo intatte le caratteristiche che fanno del Royal Oak Offshore uno degli orologi più amati dai collezionisti, evoca con le sue forme il mondo della F1 (stima 20/30.000 euro).