Armida Gandini – In buone mani

Varese - 14/12/2014 : 10/01/2015

Il lavoro di Armida Gandini ruota da sempre intorno al tema dell'identità - nella relazione con l'altro e con il mondo - e attinge a molti ambiti della cultura, dal cinema alla letteratura. Con un'attenzione particolare ai caratteri, all'uomo, ai suoi gesti e alle sue reazioni.

Informazioni

Comunicato stampa

Il lavoro di Armida Gandini ruota da sempre intorno al tema dell'identità - nella relazione con l'altro e con il mondo - e attinge a molti ambiti della cultura, dal cinema alla letteratura. Con un'attenzione particolare ai caratteri, all'uomo, ai suoi gesti e alle sue reazioni. Per l'occasione espone la prima fase del progetto In buone mani (work in progress), una serie di 7 fotografie nelle quali rende omaggio agli uomini importanti per la sua formazione con il semplice gesto di una carezza


In buone mani (2014), è un'installazione fotografica la cui prima serie comprende: Giovanni Gandini, Piermarco Gandini, Mario Galperti, Luigi Paracchini, Pierangelo Prestini, Piero Cavellini, Marcello Venturini.


Con Siamo i nostri incontri ho realizzato un lavoro coinvolgendo le donne della mia vita. Ho sentito poi l'esigenza di individuare alcune figure maschili che sono state importanti punti di riferimento per il bene che mi hanno manifestato. In buone mani è un progetto iniziato nel 2013 con l'immagine di mio papà e che continua cercando nella realtà quotidiana dei mentori, incontrati concretamente nella mia esperienza di vita. Nell'epoca dell'evaporazione del padre (Massimo Recalcati), ho avvertito il bisogno di elaborare un percorso sull'importanza delle figure dei padri, sull'arte che attinge all'arte, sul dialogo con i propri maestri e sulla gratitudine. Le mani del titolo non sono solo le mie che accarezzano, ma soprattutto quelle delle persone che ho scelto come figure guida e alle quali mi affido.
Come diceva Jean Cocteau mi sento Un uccello che canta nel suo albero genealogico.
Armida Gandini


Armida Gandini (Brescia, 1968)
Da sempre il tema dell’identità è al centro dell'indagine di Armida Gandini e occupa un posto di primo piano nei suoi lavori, che si sviluppano mediante linguaggi diversi come la fotografia, il disegno, l’installazione e il video.
Le sue opere sono state presentate in gallerie e istituzioni pubbliche come Pianissimo Contemporary Art (Milano), Fabio Paris artgallery (Brescia), 41 artecontemporanea (Torino), l’Ozio (Amsterdam), Galerie KOMA (Mons), Galeria Mà Arte (Aveiro), Art Centre della Silpakorn University (Bangkok), Mart (Rovereto), Biennale di video fotografia ( Alessandria). Sono presenti in alcune collezioni private e pubbliche tra cui la Fondazione Boccaccio (Certaldo), Premio Combat (Livorno), MAC (Lissone). Il progetto Noli me tangere viene selezionato per il Premio Gallarate, entrando a far parte della collezione del MAGA, e l'opera Mi guardo fuori vince il premio Visible White del Celeste Prize 2014 nella sezione Best single work.