Ariel Orozco – Detras del cristal

Roma - 09/02/2012 : 25/03/2012

La seconda personale di Ariel Orozco a Roma consiste in una riflessione essenziale e dinamica su alcune delle contraddizioni, anomalie e paradossi che caratterizzano la nostra esistenza quotidiana e la nostra realtà neoliberale. Confondendo i binari della abbondanza con quelli della scarsità, così come quelli della supremazia con quelli dell’impotenza, la mostra trasmette un senso di suspense proprio della precarietà, suscitando un effetto al contempo comico e inquietante.

Informazioni

Comunicato stampa

La seconda personale di Ariel Orozco a Roma consiste in una riflessione essenziale e dinamica su alcune delle contraddizioni, anomalie e paradossi che caratterizzano la nostra esistenza quotidiana e la nostra realtà neoliberale. Confondendo i binari della abbondanza con quelli della scarsità, così come quelli della supremazia con quelli dell’impotenza, la mostra trasmette un senso di suspense proprio della precarietà, suscitando un effetto al contempo comico e inquietante



Questioni di fragilità, di un lusso decaduto e di un’antica abbondanza, sono affrontate ironicamente in Untitled, una scatola di cioccolata i cui cioccolatini sono totalmente stati consumati, così come in Untitled, una bottiglia di champagne dal vetro così pieno di crepe che sarebbe davvero incauto usarla. Paradossi su carenza e abbondanza assumono un ulteriore significato in Untitled (Sed). L’opera consiste in un’installazione di grandi dimensioni composta da mille bicchieri di vetro colmi di sabbia e disposti sul pavimento della prima stanza a comporre tante pozzanghere. In questo caso, la totale assenza di acqua è controbilanciata dall’abbondanza di qualcos’altro, inutile ma attraente: la sabbia. Allo stesso modo, la vicina Untitled (Problema) complica e semplifica le cose. Questa installazione è infatti composta da una sessantina di pilette di scarico di varie dimensioni montate nel pavimento di una stanza con un unico tappo che dovrebbe fermare ogni potenziale perdita. Il centro del lavoro è la vanità della soluzione offerta al problema, il quale se dovesse manifestarsi rimarrebbe irrisolto e sarebbe allarmante; ad ogni modo, data l’apparente carenza di acqua non abbiamo nulla di cui preoccuparci (oppure dovremmo?). Una vicina palla da spiaggia, colma d’acqua di mare, rischia di sconvolgere questo strano equilibrio ma, a causa della piccola parte di vastità che essa contiene, quest’oggetto ci lascia così perplessi che qualsiasi minaccia sollevi sembra virtualmente dissolversi nel suo enigma.

Fortunatamente e sfortunatamente non siamo estranei a una logica così straordinariamente sbagliata. Nell’attuale contesto di perpetua crisi manageriale, tali metodi accidentali, ed inevitabilmente incerti, di risoluzione dei problemi, risultano infatti di un’inquietante familiarità. Il potenziale rischio che accompagna questi metodi può essere esperito, almeno in parte, in Untitled, l’installazione con cui la mostra si chiude. L’opera è composta da un fascio di luce che illumina un singolo fuoco artificiale disposto suo pavimento; questa associazione semi-tautologica sembra essere di cattivo auspicio inducendo lo spettatore a non indugiare troppo ma ad andarsene immediatamente. Tenendo a mente tutto questo, l’installazione di piccole dimensioni, Gris, collocata nell’ufficio della galleria, già incisiva introduzione, propone ora una conclusione adeguata a una mostra da vedere “in punta di piedi”. Questo intervento consiste in una matita di colore grigio disposta verticalmente in equilibrio su se stessa sull’angolo estremo di una scrivania. Il piccolo miracolo messo in scena da quest’oggetto simbolicamente interstiziale (“area grigia”), diventa qui particolarmente significativo, dichiarandosi come una metafora del virtuosismo necessario per negoziare la crescente precarietà della vita quotidiana contemporanea.

Chris Sharp, Por detrás del cristal

Ariel Orozco è nato a Sancti Spiritus, Cuba, nel 1979. Vive e lavora e lavora a Città del Messico. Dopo la laurea all’Instituto Superior de Arte, La Habana, Cuba, ha studiato presso la Escuela Profesional de Artes Plásticas a Trinidad, Cuba.
Tra le sue mostre personali: Selma Feriani Gallery, London, 2011; Pinta Art Fair, London, 2011; Red Line, Trolebos Galeria, México DF, 2009; Federica Schiavo Gallery, Roma, 2009; Suzanne Tarasieve, Parigi, 2007; 50 acts of luck, Sala de Arte Público Siqueiros, México DF, 2006; What happens but cannot be seen, Myto, México DF, 2005; Art Basel Miami Beach, Art Positions, Myto, 2005. Le sue mostre collettive includono: Under destruction, Swiss Institute New York, 2011 and Museum Tinguely, Basel, Switzerland, 2010, curata da Chris Sharp e Gianni Jetzer; Ibrido. Genetica delle forme d’arte Pac, Padiglione d’Arte Contemporanea, Milano, 2010, curata da Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti; Esférico. Una visión del fútbol a través del arte. Museo de Arte de la Secretaría de Hacienda y Crédito Público, Mexico DF, 2010; Hecho en Casa, Museo de Art Moderno, México DF, 2009; Urban Stories, The X Baltic Triennal of International Art, Vilnus, Lithuania, 2009; Animal roto (Broken animal), Museum of Modern Art. Mexico City, 2008; Disarming Matter, Dunkers kulturhus, Helsingborg, Sweden, 2008, curata da Chris Sharp; Terapia de grupo (Arte cubano actual), Galería Fernando Pradilla. Madrid, 2008; The Desobedients, Annet Gelink Gallery, Amsterdam, 2008; Das phantastische geheimnis des exotischen universums Contemporary Art from Mexico, Galerie Birgit Ostermeier. Berlin, 2007; War and Nature, Virgil de Voldere Gallery, New York, 2006; Passion / Provocation – photography and video in the collection Teofilo Cohen, Centro de la Imagen, México DF, 2006; Salon of the Rewarded, Centro de Desarrollo de las Artes Visuales, La Habana, 2005; II Festival of Ephemeral Sculpture, Experimental Center of Plastic Arts 23 and C., La Habana, 2004; Cultural Exposition Center ICAI, La Habana, 2002; Contemporary Cuban Art Salon, Centro de Desarrollo de las Artes Visuales, La Habana, 2001.




FEDERICA SCHIAVO GALLERY @ ART FIRST – PADIGLIONE 21 STAND A75


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ARIEL OROZCO
DETRÁS DEL CRISTAL
curated by Chris Sharp

OPENING THURSDAY FEBRUARY 9, 18.00 – 21.00

EXHIBITION FEBRUARY 10 – MARCH 25, 2012
FEDERICA SCHIAVO GALLERY
PIAZZA MONTEVECCHIO 16 ROMA



Ariel Orozco's second solo exhibition at Federica Schiavo Gallery is a stark and dynamic reflection on some of the contradictions, anomalies and paradoxes that have come to characterize our neoliberal reality and everyday existence. Blurring binaries of plenitude and scarcity, as well as pre-emption and impotence, the exhibition deftly plays a sense of suspense off that of precariousness to disquieting and comic effect.

Issues of fragility, blighted luxury, and bygone plenitude are wryly broached in Untitled, a box of chocolate, whose chocolates have all been consumed and Untitled a bottle of champagne, whose glass container is so riddled with fissures that it would be truly unwise to try to drink it. Paradoxes of lack and abundance take on an even greater amplitude in Untitled (Sed). This work consists of a large-scale installation of thousands of sand-filled drinking glasses scattered across a floor as if they were so many puddles. Here, the expansive absence of a hydrating resource is counterbalanced by the abundance of another, as useless as it is beautiful: sand. Meanwhile, the nearby Untitled (Problema) at once complicates and simplifies things. This installation is comprised of some odd sixty drains of varying colors and sizes, which are scattered haphazardly in the ground of a room with only one plug to stop up any potential loss. The vanity of the solution it offers for a problem, which, it just so happens is perfectly unresolvable, would be alarming, however given the apparent dearth of water, we no longer have anything to worry about (or do we?). A nearby beach ball, full of sea water, is liable to upset this odd reversal of fortune, but so perplexing is this object, by virtue of the tiny parcel of vastness it contains, that any threat it poses seems to virtually dissolve in its enigma.

Fortunately and unfortunately, we are no strangers to such impressively flawed logic. Indeed, in the context of the current moment of perpetual crisis management, these accidental and inevitably provisional methods of problem solving are disturbingly familiar. The potential peril that attends these methods can be experienced, at least in part, in the exhibition's final, large-scale installation, Untitled. Composed of a spot-light that encircles an outsized, single firework lying on the ground, this quasi-tautological conjunction of illumination does not bode well, inclining us to not linger on the order of our going, but to go at once. With this in mind, the small-scale installation Gris located in the office of the gallery, which already functioned as an incisive introduction, now proposes a fitting coda to an exhibition best seen on the tips of one's toes. This intervention consists of a gray coloring pencil vertically balanced on its point on the extreme corner of a desk. The tiny miracle performed by this symbolically interstitial object ("gray area") assumes a particular poignance here, ultimately registering as a metaphor for the virtuosity required to negotiate the growing precariousness of contemporary everyday life.
Chris Sharp, Por detrás del cristal


Ariel Orozco was born in Sancti Spiritus, Cuba, in 1979 and lives and works in Mexico City. After his graduation from the Instituto Superior de Arte, La Habana, Cuba, he studied at the Escuela Profesional de Artes Plásticas in Trinidad, Cuba.
Among his solo exhibitions: Selma Feriani Gallery, London, 2011; Pinta Art Fair, London, 2011; Red Line, Trolebos Galeria, México DF, 2009; Federica Schiavo Gallery, Rome, 2009; Suzanne Tarasieve, Paris, 2007; 50 acts of luck, Sala de Arte Público Siqueiros, México DF, 2006; What happens but cannot be seen, Myto, México DF, 2005; Art Basel Miami Beach, Art Positions, Myto, 2005. His group shows include: Under destruction, Swiss Institute New York, 2011 and Museum Tinguely, Basel, Switzerland, 2010, curated by Chris Sharp and Gianni Jetzer; Ibrido. Genetica delle forme d’arte Pac, Padiglione d’Arte Contemporanea, Milan, 2010, curated by Giacinto Di Pietrantonio e Francesco Garutti; Esférico. Una visión del fútbol a través del arte. Museo de Arte de la Secretaría de Hacienda y Crédito Público, Mexico DF, 2010; Hecho en Casa, Museo de Art Moderno, México DF, 2009; Urban Stories, The X Baltic Triennal of International Art, Vilnus, Lithuania, 2009; Animal roto (Broken animal), Museum of Modern Art. Mexico City, 2008; Disarming Matter, Dunkers kulturhus, Helsingborg, Sweden, 2008, curated by Chris Sharp; Terapia de grupo (Arte cubano actual), Galería Fernando Pradilla. Madrid, 2008; The Desobedients, Annet Gelink Gallery, Amsterdam, 2008; Das phantastische geheimnis des exotischen universums Contemporary Art from Mexico, Galerie Birgit Ostermeier. Berlin, 2007; War and Nature, Virgil de Voldere Gallery, New York, 2006; Passion / Provocation – photography and video in the collection Teofilo Cohen, Centro de la Imagen, México DF, 2006; Salon of the Rewarded, Centro de Desarrollo de las Artes Visuales, La Habana, 2005; II Festival of Ephemeral Sculpture, Experimental Center of Plastic Arts 23 and C., La Habana, 2004; Cultural Exposition Center ICAI, La Habana, 2002; Contemporary Cuban Art Salon, Centro de Desarrollo de las Artes Visuales, La Habana, 2001.