Arianna Pace – Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio

Informazioni Evento

Luogo
MUSEO DIDATTICO LUIGI BOMBICCI
Via Sant'Isaia, 20, Bologna, BO, Italia
(Clicca qui per la mappa)
Date
Dal al
Vernissage
04/02/2026

dalle 17 alle 19 presso il Museo Bombicci;
dalle 18 alle 21 presso Officina Artierranti.

Artisti
Arianna Pace
Curatori
Bianca Basile
Generi
arte contemporanea, personale

In occasione di ART CITY Bologna 2026 Artierranti e Bianca Basile presentano Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, una mostra personale di Arianna Pace (Pesaro, 1996) articolata tra il Museo didattico Luigi Bombicci e l’Officina Artierranti.

Comunicato stampa

In occasione di ART CITY Bologna 2026 Artierranti e Bianca Basile presentano Le cose non parlano perché non sanno cosa farsene del linguaggio, una mostra personale di Arianna Pace (Pesaro, 1996) articolata tra il Museo didattico Luigi Bombicci e l’Officina Artierranti.

La ricerca di Arianna Pace si basa sull’interesse per il vivente: si concentra sull’osservazione del mondo naturale come pratica di archiviazione, che diventa per lei una forma di conoscenza e scoperta. La scelta di coinvolgere il Museo didattico Luigi Bombicci apre a diversi percorsi di approfondimento: la pratica di Arianna Pace, i cui progetti nascono spesso dall'osservazione collettiva del naturale per dare luogo a workshop esperienziali; Luigi Bombicci, il cui Museo didattico circolante trasgredisce la staticità dell'organismo Museo per dare vita a un'educazione basata sull'osservazione empirica della realtà; il museo come parte del Sistema Museale d'Ateneo, quindi luogo di ricerca. Le opere, inserite nelle teche espositive del museo, permettono una rilettura delle collezioni costruendo un dialogo tra passato, presente e futuro, mentre lo spazio di Artierranti raccogli lo sguardo dell'artista sul mondo.

Durante ART CITY Bologna 2026, Arianna Pace terrà un laboratorio per bambini e bambine presso il Museo didattico Luigi Bombicci.

Sempre nel Museo sarà poi inaugurata la nuova sala dedicata alla collezione di giochi prestata da Maurizio Marzadori.