Antonio Massarutto – La scultura prêt-à-porter

Venezia - 22/03/2014 : 22/03/2014

Le ultime collezioni dello scultore Antonio Massarutto vengono presentate durante una piacevole serata tutta dedicata al gioiello contemporaneo e alla scultura.

Informazioni

Comunicato stampa

Le ultime collezioni dello scultore Antonio Massarutto vengono presentate al pubblico il 22 marzo alle ore 18.30 durante una piacevole serata tutta dedicata al gioiello contemporaneo e alla scultura.

Due linguaggi che comunicano messaggi diversi ma che spesso sono fatti della stessa materia e raccontano storie simili saranno i protagonisti di un evento che anticipa la mostra in programma per la Biennale Architettura 2014, dedicata esclusivamente alla produzione scultorea recente di Antonio Massarutto

I collezionisti di gioielli e di arte contemporanea potranno cogliere l’occasione per conoscere questo scultore che solo da poco ha aperto il suo punto vendita a Venezia ed è attivo a Cortona dal 2010.



“La scultura che più d'ogni altra tesse un rapporto intimo con il corpo, è il gioiello. Non più distanze, non più interdizioni al tatto, non più vincoli dettati da soglie immaginarie tra l'osservatore e l'opera scolpita ma contatto fisico assoluto. Il corpo diventa l'architettura sulla quale operare un'orchestrazione ornamentale sulla quale porre arabeschi cromatici e luminosi dai molteplici risvolti simbolici e passionali. I gioielli mobilitano lo sguardo, indicano dove guardare, accentuano posizioni e gesti, danno vita al corpo con riflessi, sono catalizzatori visivi di tutto un sistema comunicativo il cui centro è un corpo che si esprime con ciò che veste e nei modi in cui si muove.

Sculture indossabili, i gioielli sono da sempre progettati per dialogare con i movimenti del corpo di chi li porta. Se posti negli arti e nelle articolazioni, i gioielli trovano una loro posizione in un corpo-architettura, un corpo-ambiente, cadenzandosi alle sue forme e ai suoi ritmi diventando così ornamento organico fino al punto da entrare nel corpo come accade per gli orecchini.

L'oreficeria è stata l'arte barbara per eccellenza, le filigrane, i rivestimenti dorati o argentati ornavano un corpo nomade come spazio ospitante. L'arte sciita, attaccata anch'essa a una economia nomade e guerriera, si interessava a questa arte decorativa e lussuosa, facilmente trasportabile, che funzionava da memoria, da documento. La scrittura runica pare abbia origine proprio nei gioielli in quanto scrittura magica. I forgiatori ambulanti, scultori di pietre preziose e d'oro si dedicavano all'oreficeria e all'arte delle armi: decoravano anche ciò che serviva solo un'unica volta, la punta d'una lancia ad esempio, oppure creavano amuleti, monili condensati di potere propiziatorio, la cui nascita si perde nella notte dei tempi, prima d'ogni altra forma scultorea.

I gioielli sono anche un grande gesto calligrafico di molti artisti contemporanei. Da Frank Gehry a Giò Pomodoro, da Salvador Dalì a Yves Klein. Scultori, pittori e architetti che nei giochi di scala trasformano le loro opere in piccoli oggetti preziosi. Le proprietà plastiche e simboliche rendono i gioielli in grado di celebrare un valore che a volte si vuole eterno. Svolgono funzioni religiose, rituali e onorifiche, incarnano un potere dal valore altamente sociale. Il corpo decorato viene così celebrato nella sua onorifica ufficialità, chi lo indossa diventa re, regina, sposo, papa; il gioiello diviene “mnema”, presenza di un'assenza, simbolo di una promessa, luogo del valore di uno scambio e di un giuramento. La funzionalità compressa ad esempio nel simbolismo di una pietra, che da opaca si fa brillante grazie ad un taglio sapiente, è il potere del gioiello d'ogni tempo.

Antonio Massarutto conosce tutte queste potenzialità del gioiello e della scultura. Ne plasma le capacità espressive e comunicative, sfrutta il valore simbolico di oggetti che raccontano una storia: quella fatta dalle sue ipotesi poi trasformate in qualcosa di indossabile. La serie Organica ci parla della naturalità dei materiali che si fanno plasmabili e diventano ornamento dai tratti aridi, rudi, come la terra. Eclissi raffigura le parti in luce di quei satelliti momentaneamente oscurati; Bauhaus è un omaggio alla corrente artistica che Massarutto sintetizza nelle forme elementari del cerchio, del quadrato e del triangolo; la serie Cortona, come accedeva per le scritture runiche e le tradizioni medio-orientali, è dedicata all’alfabeto etrusco di cui Cortona preserva straordinari documenti; B Olive è la collezione che rende omaggio all’olio di oliva come trattamento di finitura dei bronzi oltre che come pregiato prodotto della terra.

Il bronzo, materiale prediletto da Massarutto per la sua duttilità e per la sua tradizione scultorea, cambia aspetto e si adatta ai colori di chi lo indossa. Il temperamento di una persona è ravvisabile nei mutamenti di colore del bronzo. Nella concezione ippocratica si riteneva che gli elementi fondamentali dell'organismo fossero costituiti da quattro umori cardinali: il sangue che proviene dal cuore, il flemma derivante dal cervello e che si diffonde a tutto il corpo, la bile gialla che rappresenta l'asciutto e viene secreta dal fegato e la bile nera che dalla milza va allo stomaco e corrisponde all'umido. Lo stato di salute, secondo Ippocrate, risultava dalla giusta commistione dei quattro umori mentre lo stato di malattia dal difetto o da una irregolarità di questi equilibri.

Le grandi sculture di Massarutto parlano invece di animali che hanno abbandonato le caratteristiche selvagge naturali per rivestirsi di pregiati tessuti e decorazioni. Teste di cervo che sorpassano la tassidermia per la loro ricchezza cromatica, corna fatte di rami e occhi gioiello si accostano a cinghiali di rete dove la maestosità e la pesantezza hanno lasciato il posto alla leggerezza e alla delicata presenza in spazi inconsueti.”

[testo di Chiara Casarin tratto dal catalogo in preparazione per giugno 2014]




BIOGRAFIA DELL’ARTISTA

Antonio Massarutto è un artista “esploratore” che vive e lavora a Cortona. Scultore poliedrico, trova nel gioiello un modo di espressione completo e poliforme, dalla ricerca plastica delle forme alla realizzazione di un concetto sia esso relativo al gioiello che alla scultura intesa in senso più ampio e tradizionale.
I suoi gioielli in bronzo sono opere da indossare e rappresentano il modo più intimo e immediato di possedere una scultura.
Le superfici, sottoposte a sperimentazioni continue, ossidazioni naturali, abrasioni o incisioni, permettono di indagare il metallo rendendo unico ogni oggetto. Nel 2010 apre il suo showroom a Cortona e nel 2013 a Venezia dove espone le sue sculture in ferro, pietra, marmo, alternate a gioielli in bronzo e pietre naturali.