Antoni Tàpies

Roma - 04/03/2013 : 21/06/2013

Dell’artista catalano scomparso un anno fa a Barcelona, saranno esposte una serie di opere comprese tra gli anni 1960 e 2006, che ripropongono la frequente poetica di questo artista che, insieme a Picasso, Miró, Dalí, Gonzales, Gris, Chillida, è senz’altro uno dei più grandi pittori spagnoli del XX secolo.

Informazioni

  • Luogo: GALLERJA
  • Indirizzo: Via della Lupa 24 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 04/03/2013 - al 21/06/2013
  • Vernissage: 04/03/2013 ore 18
  • Autori: Antoni Tàpies
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Email: info@gallerja.it

Comunicato stampa

A partire dal 4 marzo 2013, si apre a Roma presso gli spazi di Gallerja di via della Lupa 24 (Fontanella Borghese) la mostra di Antoni Tàpies.
Dell’artista catalano scomparso un anno fa a Barcelona, saranno esposte una serie di opere comprese tra gli anni 1960 e 2006, che ripropongono la frequente poetica di questo artista che, insieme a Picasso, Miró, Dalí, Gonzales, Gris, Chillida, è senz’altro uno dei più grandi pittori spagnoli del XX secolo


Tra le opere in mostra, alcune fanno riferimento al corpo, alla testa, alle mani, ai piedi, soggetto ricorrente nell’iconografia di Tàpies insieme con il segno cruciforme ma anche con oggetti come la finestra o la sedia, chiari richiami antropomorfici. Quasi tutti i lavori esposti sono su carta o cartone e accanto all’impiego d’inchiostri, di matite, nei disegni è presente spesso anche la pittura acrilica, la vernice, il frottage, il collage e la tempera.
L’arco temporale delle opere in mostra, assai vasto – quasi mezzo secolo –, pone l’osservatore di fronte a momenti molto diversi tra loro della produzione dell’artista catalano. Nel disegno di Tàpies si evidenzia il gesto e la materia impiegati : significativi sono i disegni Senza titolo, 1960 e il Disegno per il catalogo dell’esposizione Tàpies, 1966, presso Stadler, ma anche Deux volets, 1984 per la radicalità dell’uso della superficie, con pochi decisi segni e cifre che animano da soli quel dittico.
Non è così frequente in Italia la possibilità di osservare le opere di Tàpies e l’episodio romano, dopo la grande mostra di Prato al Museo Pecci (1997), si presenta dunque come un’occasione di riflessione sul lavoro di un protagonista di grande valore della pittura europea.
Nato nel 1923 a Barcellona, in Spagna, da una famiglia di librai e politici catalanisti, Tàpies ha il primo contatto con l’arte durante l’adolescenza, in cui osserva le opere di Picasso, Braque, Gris, Mondrian, Brancusi, Duchamp, Miró nella rivista d’arte D’Ací i d’allà (1934. Durante la guerra civile spagnola (1936-1939) studia al liceo e, autodidatta, si dedica al disegno e alla pittura. Negli anni Quaranta, ammalatosi ai polmoni, è curato in vari sanatori mentre si iscrive alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università dei Barcellona, senza però poter finire gli studi. Continua intanto a dedicarsi alla pittura, mentre legge autori come Nietzsche, Mann, Spengler, Ibsen , Proust, Gide e la filosofia esistenzialista di Sarte; la conoscenza di poeti come Johan Brossa e Johan Prats lo introduce nell’ambiente delle riviste e alcuni suoi disegni vengono pubblicati su Destino, Nel 1948 espone con Brossa, Cuixart, Tharrats e Puig, fondando la rivista Dau al Set. Si interessa la Surrealismo e alla psicoanalisi e conosce Miró. Nel 1950 fa la sua prima mostra personale alla Galleria Laietanes di Barcellona. Con una borsa di studio si sottrae alla situazione politica del franchismo e compie un viaggio a Parigi, cominciando invece a interessarsi al marxismo e visitando Picasso che incontra insieme a Zervos e Sabartés (1951). Dopo aver esposto alla Biennale di Venezia (19562) e al Carnegie Institute di Pittsburgh viaggia a New York, dove espone nella galleria di Martha Jackson e dove incontra la comunità artistica statunitense. Nel 1954 sposa Teresa Barba Fàbregas, con cui trascorrerà il resto della sua vita. Il suo lavoro trova interesse e si espande in tutta Europa partecipando a molte rassegne internazionali. Nel 1956 gli nasce il figlio Antoni e nel 1958 la figlia Chiara. Durante tutti gli anni Cinquanta e metà anni Sessanta la sua opera è invitata nelle edizioni della Biennale di Venezia e di Documenta a Kassel, nonché nei maggiori musei del mondo. Durante il franchismo partecipa a una riunione degli studenti e degli intellettuali che discutono la costituzione del primo sindacato universitario democratico e per questo viene arrestato e condannato al pagamento di un’ammenda. Nel 1967 esce la sua prima monografia italiana a cura di Giuseppe Gatt, con saggi di Argan, Barilli, Calvesi, Menna, Ponente, Tomassoni. Trascorso il franchismo, negli anni Ottanta il re Juan Carlos I gli conferisce la Medaglia d’oro di belle arti e il Royal College of Art di Londra la laurea honoris causa. Nel 1983 realizza il monumento a Picasso a Barcellona per incarico pubblico della città. L’anno successivo istituisce la Fondació Antoni Tàpies, mentre continua a realizzare mostre personali nelle maggiori capitali europee e nel resto del mondo. Gli innumerevoli premi e riconoscimenti ricevuto ne fanno uno degli artisti più noti internazionalmente e la sua opera è presente in mostre, in musei, ovunque. Nel 1990 in Giappone riceve il premio dell’Imperatore per la pittura. Nel 1997 il Centro per l’Arte contemporanea di Prato gli dedica una mostra retrospettiva di vasto respiro storico. La Galleria Lelong, in Francia e negli USA, ne cura assiduamente l’attività con mostre e proposte in vari paesi oltre che nelle proprie sedi. Il 6 febbraio 2012 Tàpies, all’età di 89 anni si spegne a Barcellona.