Andrea Liberni – Facce di bronzo

Roma - 06/02/2022 : 19/02/2022

In mostra a distanza di quattro anni da “inermi” (2018), il nuovo intervento di Andrea Liberni.

Informazioni

  • Luogo: STORIE CONTEMPORANEE
  • Indirizzo: Via Alessandro Poerio, 16/B 00152 - Roma - Lazio
  • Quando: dal 06/02/2022 - al 19/02/2022
  • Vernissage: 06/02/2022 ore 11.30
  • Autori: Andrea Liberni
  • Curatori: Anna Cochetti
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: Domenica 6 Febbraio 2022 dalle 11.30 alle 13.30 dalle 16.00 alle 17.30 Fino a Sabato 19 Febbraio 2022* da Martedì a Venerdì : dalle 17.00 alle 19.30 su appuntamento: 3288698229

Comunicato stampa

Domenica 6 Febbraio 2022, alle ore 11.30 il Progetto STORIECONTEMPORANEE, a cura di Anna Cochetti, nello spazio Studio Ricerca e Documentazione di Via Poerio 16/B ospita, a distanza di quattro anni da “inermi” (2018), il nuovo intervento di Andrea Liberni che con il titolo di “facce di bronzo” presenta un ciclo compatto e coerente di sculture in bronzo e ottone, inscatolate per associazione e opposizione a reperti di materiali altri, che compongono il progetto ideato per lo spazio romano



“j’accuse!”: potrebbe essere questa “la divisa” sotto cui Andrea Liberni chiama artisti, scrittori, intellettuali e spettatori a testimoniare, per immagini o parole, nell’ipotetico processo civile che intenta contro gli “inerti” delle facce di bronzo portando a prova di colpevolezza i “reperti”, in una collettiva assunzione di responsabilità nei confronti del disastro ecologico immanente e imminente, cui non si sottrae l’artista stesso.

Nelle parole di Andrea Liberni poste a presentazione del progetto: “Sette testine in bronzo, appese a una parete e associate a un nome fittizio, formano il gruppo degli "inerti". Copie delle stesse, in ottone lucido, sono protagoniste di sette diverse scatole in plexiglass, identificate da un numero e contenenti anche plastiche oceaniche, ritrovate sulle spiagge dell'arcipelago della Maddalena: i “reperti”. I visitatori sono considerati come testimoni in un ipotetico processo civile, per il quale compiono un riconoscimento facciale, associando agli “inerti” imputati le singole scatole di “reperti”. Nel complesso, si tratta di un invito ad acquisire una maggiore consapevolezza rispetto al degrado ambientale, di cui le plastiche oceaniche sono solo la punta dell'iceberg. Dare un nome a un colpevole sottende il riconoscimento di un reato, troppo spesso non visto come tale, che solo da pochi anni si sta cercando di arginare. Una colpa della quale tutti siamo responsabili, anche se per semplice noncuranza o inconsapevolezza. L'artista, che con il suo autoritratto diventa un reo confesso, non si esclude dal giudizio”.

Sabato 19 Febbraio 2022, in occasione del finissage, verrà presentato il Libro d’Artista “facce di bronzo”, edito in 20 copie numerate e firmate, realizzate in stampa digitale su carta da scansioni dirette.

Andrea Liberni, nato a Padova, laureato all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, vive e lavora a Milano. Nella sua ricerca artistica sul tema dell’identità umana si muove in maniera trasversale in diversi campi, interessandosi principalmente di scultura, pittura e videoarte. Con l’installazione “Guide to Man(i)kind”, presentata nella mostra “Therapy of Living”, nel 2016 ha partecipato alla XVI Biennale di Architettura di Venezia. Principali mostre: 2021 "Eden", a cura di Diletta Borromeo, AOC F58 - Galleria Bruno Lisi, Roma; 2019 “Corpora”, a cura di Angela Madesani, Il Pomo da DaMo, Contemporary Art Gallery, Imola (BO); 2018 “Spatium”, a cura di Angela Madesani, “Le stanze del contemporaneo”, Castello di Pagazzano (BG); 2018 “…inermi…”, a cura di Anna Cochetti, Storie Contemporanee, Roma; 2017 “memor(i)ae”, Civico Museo Archeologico, Bergamo; 2016 “Step Milano Scultura”, Fabbrica del Vapore, Milano; 2016 “Arkhipélagos”, Palazzo Comunale, La Maddalena (OT); 2016 “Venezia-Dakar”, Laboratorio VI.P., Milano; 2016 “Therapy of Living”, Biennale di Architettura di Venezia; 2015 “Step Milano Scultura”, Fabbrica del Vapore, Milano; 2014 “Doppio d’ombra”, Laboratorio VI.P., Milano