Ana Lupas – Armature
Dopo le grandi retrospettive dello Stedelijk Museum (2024) di Amsterdam e del Kunstmuseum Liechtenstein (2024-2025), questa esposizione offre un’occasione inedita per rileggere il lavoro di una delle figure più radicali dell’avanguardia concettuale dell’Est Europa.
Comunicato stampa
P420 è lieta di annunciare Armature, la prima personale di Ana Lupas in una galleria privata, dal 5 febbraio al 28 marzo 2026. Dopo le grandi retrospettive dello Stedelijk Museum (2024) di Amsterdam e del Kunstmuseum Liechtenstein (2024-2025), questa esposizione offre un’occasione inedita per rileggere il lavoro di una delle figure più radicali dell'avanguardia concettuale dell'Est Europa.
Il titolo della mostra, volutamente in italiano, gioca su una specificità linguistica fondamentale e su una doppia valenza semantica. Il termine “armatura” evoca qui simultaneamente due concetti chiave per l'artista: la struttura portante (il sostegno interno, scheletrico, assimilabile all'inglese armature) e la corazza (la protezione esterna, in inglese armor).
L’intera esposizione ruota attorno a questa necessità di sostenere e proteggere ciò che è fragile. Che si tratti della memoria collettiva o dell'identità individuale, Ana Lupas risponde alla minaccia della cancellazione dell’io, con dispositivi di protezione solidi e duraturi.
Questo atteggiamento difensivo si manifesta, da un lato, in opere monumentali in metallo, usate da Lupas per incapsulare e sostenere la materia organica e rurale. Qui l'armatura è struttura portante, in grado di preservare l'effimero e trasformare la tradizione, fragile e deperibile, in un monumento eterno. Allo stesso modo, in serie come Self-Portrait, 200, intervenendo graficamente sui propri tratti e alterando la ripetizione meccanica, Lupas erige una barriera contro l'omologazione. L'identità non è offerta come merce standardizzata, ma appare corazzata dal segno grafico: un’immagine pubblica che, pur moltiplicandosi, difende l’irriducibilità del sé privato, attraverso la variazione e la manipolazione.
Questa mostra è dunque un percorso attraverso le strategie di resistenza che Ana Lupas ha concentrato nella sua ricerca, che celebra la capacità dell'arte di farsi rifugio, corazza e armatura, per sopravvivere alla storia.