*ambiente

Catania - 06/08/2020 : 31/10/2020

Si tratta di una mostra strutturata per stratificazione, o meglio per “innesto” di un progetto espositivo nell’altro, allo scopo di generare una connotazione dell’insieme, nuova rispetto a un contesto iniziale “definito” sul piano concettuale e spaziale.

Informazioni

  • Luogo: ON THE CONTEMPORARY
  • Indirizzo: Piazza Manganelli, 16 - Catania - Sicilia
  • Quando: dal 06/08/2020 - al 31/10/2020
  • Vernissage: 06/08/2020 ore 19
  • Generi: arte contemporanea, collettiva
  • Orari: visitabile solo per appuntamento

Comunicato stampa

in ambiente*



6 agosto—31 ottobre 2020

opening h 19.00



On the Contemporary

Piazza Manganelli 16, Catania



Luca Caccioni

Alessandro Costanzo

Iginio De Luca

Flavio Favelli

Anna Guillot

Loredana Longo

Luca Vitone



*ambiente

Michel Couturier, Alessandro Costanzo

Anna Guillot, Domenico Mennillo

Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw

Ampelio Zappalorto



testi Anna Guillot, Patrizio Peterlini

coordinamento Emanuela Nicoletti





[in ambiente*



Certamente un’indicazione più esplicita avrebbe orientato meglio il lettore verso la metodologia costruttiva del progetto, ma il titolo [in ambiente* ne dà il senso concreto.



Si tratta di una mostra strutturata per stratificazione, o meglio per “innesto” di un progetto espositivo nell’altro, allo scopo di generare una connotazione dell’insieme, nuova rispetto a un contesto iniziale “definito” sul piano concettuale e spaziale. Come si legge in nota al titolo, tale contesto era già connotato da interventi di Michel Couturier, Alessandro Costanzo, Anna Guillot, Domenico Mennillo, Zygmunt Piotrowski-Noah Warsaw, Ampelio Zappalorto, riconducibili al progetto Rĕlĭquĭae in atto da gennaio.



L’innesto attuale – anticipatorio di ulteriori, distinti sviluppi – è costituito dall’immissione di cinque autori, Luca Caccioni, Iginio De Luca, Flavio Favelli, Loredana Longo, Luca Vitone, più due, Costanzo e Guillot, già presenti già nel primo progetto, ma per l’occasione con opere nuove.

Ciò che si vuole ne derivi è naturalmente un contesto le cui parti intessano nuove dinamiche relazionali, problematiche e dialoganti, nell’ambito di una certa eterogeneità di linguaggi.



Lo spazio On the Contemporary in quanto luogo di verifica sul contemporaneo è sede di sperimentazione e collaudo di pratiche espositive, oltre che naturalmente di proposizione di linguaggi e tematiche.



Come per Rĕlĭquĭae, il nuovo progetto, l’innesto, è incentrato in senso lato sul sacro, un sacro inteso in accezione laica. Esso si configura anche per questa seconda tranche di artisti come il segmento della propria ricerca filosofico-esistenziale ed estetica maggiormente caratterizzato da un carattere etico.

Molto c’è da dire e molto è stato scritto sulla complessa relazione e sul contagio tra sfere alte e basse della cultura, tra la cultura d’élite e la popolare, di stampo antropologico. Sullo specifico, un’attenta disamina è quella di Patrizio Peterlini nei saggi “Indici dell'oggetto: opere d'arte, ex voto, reliquiari” e “Il reliquiario contemporaneo. Arte, religione e psicoanalisi” (2008-2012). Considerazioni sull’argomento sono anche quelle di Anna Guillot per un suo progetto analogo (Relics, 2017). Lo scandaglio autorevole che Luciana Rogozinski fa dell’argomento nel catalogo di Rĕlĭquĭae editato di recente da Tyche, la sua relativamente concisa analisi teorico-critica, orienta bene la lettura della mostra iniziale – nonché quella di questo “rinnovato” ambiente* – in riferimento ad un tema attuale del contemporaneo quale è quello della reliquia.



Così, nella mostra Rĕlĭquĭae intervengono nuove esplicitazioni sacro-profane come il collage Evviva il papa di Flavio Favelli o l’inquietante oggetto Forever yours di Loredana Longo, per trovare un qualche dialogo linguistico con le opere preesistenti di Guillot e Zappalorto, mentre la fotografia Hypnosis di un insolito Luca Caccioni e l’installazione Indagine sulla curvatura di Alessandro Costanzo sembrano veicolare una certa dimensione popolare del sacro contrapponendosi alla visione “alta” che dell’argomento pone Zygmunt Piotrowski, o alla dimensione etica che l’opera oggettuale e video di Iginio De Luca, Sono l’automa e l’ordigno, potrebbe restituire attraverso un’imprevista sintonia con la memoria e mitologia dei luoghi espressa dalle carte di Michel Couturier, o, lateralmente, dalle operazioni di Luca Vitone e di Domenico Mennillo.



La mostra, visitabile solo per appuntamento, si concluderà il 31 ottobre con la presentazione di un catalogo con testi di Anna Guillot e Patrizio Peterlini.