Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş – Public Collection – Bologna #2

Bologna - 24/01/2015 : 24/01/2015

In occasione di ON - Do elephants ever forget? Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş sono stati invitati, in collaborazione con la Fondazione del Monte, a concepire un progetto performativo per Bologna, legato in parte alla storia e alla tradizione artistica della città.

Informazioni

Comunicato stampa

In occasione di ON - Do elephants ever forget? Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş sono stati invitati, in collaborazione con la Fondazione del Monte, a concepire un progetto performativo per Bologna, legato in parte alla storia e alla tradizione artistica della città


Da questo invito nasce Public Collection - Bologna, il progetto che il duo di artisti - già rappresentanti del Padiglione Romania alla Biennale di Venezia del 2013 - ha concepito ad hoc per l'Oratorio San Filippo Neri, l’ex Oratorio dei Filippini (acquisito e ristrutturato dalla Fondazione del Monte) con il significativo intervento d’armatura in legno della cupola barocca distrutta durante la guerra, realizzato dall'architetto Pier Luigi Cervellati. L’Oratorio di via Manzoni si propone come luogo ideale per un'azione performativa pensata come un ongoing show, in cui entrare e uscire quando si vuole. Non esiste inizio né fine. Una mostra in continua trasformazione durante le tre giornate del 23, 24 e 25 gennaio 2015, in occasione di Art City Bologna 2015.

Public Collection-Bologna è pensato come una serie di azioni fisiche che mettono in scena alcuni dei capolavori più significativi della storia dell'arte antica e recente, attraverso la sola combinazione dei corpi di cinque performer. La mostra è una collezione di opere “in vita” che si formano e si sciolgono sotto i nostri occhi e che a tratti ci troviamo improvvisamente a riconoscere.
Public Collection affronta la storia dell'arte e la assume fisicamente, incarnando la fondazione del museo pubblico come patrimonio collettivo, un’istituzione che dovrebbe funzionare come un organismo: si nutre di oggetti culturali, li accumula, li colleziona, processa e storicizza, restituendo un ritratto e una riflessione sulla società stessa.
La strategia adottata da Alexandra Pirici e Manuel Pelmuş è quella dell’enactment, la diretta messa in atto di opere angolari della storia dell’arte con l’intento di rivendicarne la storia e la sostanza, solo e sempre umana. Quadri, sculture e monumenti vengono de-scalate o de-monumentalizzate utilizzando solo corpi umani, inscenando composizioni che non fanno uso di scenografia né di oggetti, e prescindono anche dagli indumenti. Le nuove opere sono emanazioni delle opere originali, ma nel riprodurle i performer rimangono in equilibrio tra alleanza con il referente e tensione critica.

Public Collection utilizza strategie simili a quelle di opere precedenti, come “Immaterial Retrospective of the Venice Biennale” o “Just Pompidou It. A Retrospective of Centre Pompidou”. Nel primo caso, ad esempio, il gruppo di performer metteva in scena la storia della Biennale di Venezia in un padiglione vuoto.
Per Public Collection - Bologna gli artisti prendono in considerazione il luogo specifico e le rappresentazioni dominanti in un ampio spazio-tempo, includendo opere significative per la storia dell'arte della città e ponendo la storia globale in dialogo con quella locale. Partendo dall'iconografia con cui la città di Bologna si ritrae ed è stata ritratta, Public Collection – Bologna passa attraverso opere come il Compianto di Niccolò dell’Arca e la Fontana del Nettuno del Giambologna per arrivare a La Nona Ora di Maurizio Cattelan e la Ragazza con l’orecchino di perla di Vermeer, recentemente transitata a Bologna, a due passi dall’Oratorio San Filippo Neri.

Public Collection – Bologna è realizzato in collaborazione e con il supporto della Fondazione del Monte.

L'opera è parte di Do elephants ever forget? ON 2014, progetto realizzato grazie a fUNDER35, con il contributo di Fondazione del Monte, della Regione Emilia-Romagna e del Comune di Bologna nell'ambito di BO ON Bologna si Accende e in collaborazione con l’Istituzione Bologna Musei | Residenza per artisti Sandra Natali, Art City Bologna 2015.

Do elephants ever forget? è il titolo scelto per l’edizione 2014 di ON, un progetto di arte contemporanea che invita artisti italiani e internazionali a realizzare opere site specific, azioni e performance in luoghi pubblici della città di Bologna.

Il primo appuntamento di ON - Do elephants ever forget? inaugurato il 13 dicembre 2014 ha visto la realizzaizone di Souvenir d'Italie (lumières), installazione luminosa di Luca Vitone, visibile fino al 30 gennaio sul Ponte Galliera a Bologna.


Le opere commissionate da ON si prefiggono lo scopo di immettere visioni, contrasti, narrazioni e suggestioni dentro al contesto urbano adottando prospettive inusuali, utilizzando piazze, strade, edifici, monumenti o dettagli architettonici come elementi di ricognizione geografica, politica e civile e contribuendo a definire l’identità della città come luogo sensibile e determinante nella formazione del Contemporaneo, inteso come espressione e interrogazione del presente.
La caratteristica di non avere una sede né uno spazio espositivo fisso, ma di lavorare direttamente sulla città, nello spazio urbano e nei luoghi pubblici, rende il progetto ON naturalmente orientato ad ampliare costantemente la dimensione del pubblico, a intrecciare sinergie tra luoghi e persone, singoli oggetti e comunità di abitanti, dimensione pubblica e privata, storia e immaginazione.

Dal 2007 ON ha prodotto e promosso numerose installazioni, performance multimediali e workshop.
Una delle sculture luminose realizzata da ON nel 2009 è diventato patrimonio collettivo della città di Bologna, ed è ora esposta come installazione permanente nel quartiere della Manifattura delle Arti, grazie all'acquisizione nella Collezione del Museo MAMbo, in collaborazione con la Cineteca di Bologna. Il lampadario Casa Grande di ZimmerFrei è acceso ogni sera in via Azzo Gardino 65.