Alessandro Quaranta – I non illusi errano

Milano - 13/05/2014 : 27/05/2014

Tile Project Space inaugura la propria attività espositiva con un progetto di Alessandro Quaranta, iniziando così la sua ricerca sull'odierna produzione artistica italiana che ha lo scopo di ragionare sulle resistenze tra fare artistico e spazio espositivo.

Informazioni

  • Luogo: TILE PROJECT SPACE
  • Indirizzo: Via Garian 64 - Milano - Lombardia
  • Quando: dal 13/05/2014 - al 27/05/2014
  • Vernissage: 13/05/2014 ore 18,30
  • Autori: Alessandro Quaranta
  • Generi: arte contemporanea, inaugurazione, personale
  • Orari: martedì-venerdì 15.00-19.00 sab-dom-lun su appuntamento

Comunicato stampa

Tile Project Space inaugura la propria attività espositiva il 13 maggio 2014 con un progetto di Alessandro Quaranta, iniziando così la sua ricerca sull'odierna produzione artistica italiana che ha lo scopo di ragionare sulle resistenze tra fare artistico e spazio espositivo.

Partendo dal video per sconfinare nella perfomance, la pratica artistica di Alessandro Quaranta utilizza il media come elemento di relazione tra il pubblico e il mondo esterno

Con il fine di analizzare i meccanismi della visione, l’artista re-veicola lo sguardo dello spettatore attraverso l’occhio meccanico della macchina da presa, modificando in un continuo riposizionamento del sé, gli abituali filtri visivi.
Per Tile, Quaranta presenta I non illusi errano, opera site-specific nata per creare un ponte fra esterno e interno dello spazio espositivo. In questo dialogo lo spettatore è inserito in un processo di spaesamento in cui la visione è costantemente alterata e lo sguardo viene artificiosamente messo in gioco.

Affianca la mostra, il progetto editoriale che seguirà l’intera produzione espositiva. Tile/zine si presenta come una fanzina che mira a ricostruire il processo artistico e curatoriale della mostra, basandosi su concetti come l’appropriazione, il recupero delle fonti, la libera associazione di immagini e testi.


Alessandro Quaranta 
nato nel 1975 vive e lavora a Torino. 
Tra le sue principali mostre personali vi sono: Traccia 01, con Driant Zeneli, Galleria Martano, Torino 2010; la soglia dello sconosciuto, spazio Boccioni, Liceo Artistico Statale U. Boccioni, Milano 2007; www.gagio.org/stare sul confine, CareOf, Milano 2005; Da Gadjò, project room, Luigi Franco Arte Contemporanea, Torino 2003;. Ha preso parte in mostre collettive come: Press Play, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Sotto la strada la spiaggia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino 2012, Living, Louisiana Museum of Modern Art, Danimarca 2011, Private Garden, PAV Parco Arte Vivente, Torino 2010; 
Route tournante en sous bois, Upload project, Trento 2010; X Biennale de Lyon - T.A.M.A. side effects Musée d’art contemporain de Lyon 2009; Hydromemorias Museo de Arte Contemporaneo, Caracas, Venezuela, 2009; Public Improvisation, DOCVA-CareOf, Milano 2008.













Tile Project Space è uno spazio espositivo e di produzione attivo a Milano nato dall’esigenza di sperimentare e concretizzare la pratica curatoriale.

Tile è uno spazio in potenza, un luogo critico e di confronto, aperto alla sperimentazione e alla crescita dei giovani artisti italiani. L’intenzione è di condurre una ricerca sull’odierna produzione artistica individuando caratteri comuni, momenti di contatto, fratture e zone d’urgenza. Il lavoro proposto sarà frutto non solo di un board curatoriale, ma di una costante collaborazione con artisti, docenti, intellettuali e curatori esterni.

Il tiling è l’elemento predominante e caratterizzante dello spazio, ne costituisce un limite e un potenziale presentandosi come “incidente” da cui partire. Lo scopo è di aprire un dibattito sulle contingenze e sulle resistenze tra fare artistico e spazio espositivo, chiedendo all’artista una rilettura del suo lavoro attraverso un processo di riattivazione o produzione site-specific.

L’intera attività dello spazio espositivo è accompagnata da Tile/zine, un progetto editoriale che basandosi su concetti come l’appropriazione, il recupero delle fonti, la libera associazione di immagini e testi, mira a ricostruire il processo artistico e curatoriale della mostra. All’interno della fanzina curatore e artista s’incontrano per la raccolta di materiali presentati come gli appunti visivi e critici di cui la mostra è la costruzione finale.

Tile nasce da un’idea di Roberta Mansueto, Caterina Molteni e Denise Solenghi, durante il biennio specialistico Visual Cultures e pratiche curatoriali dell’Accademia di Belle Arti di Brera.