Alessandro Di Giugno / Giacomo Rizzo – Enter

Palermo - 09/01/2015 : 09/02/2015

C’è azione quando si da senso a un movimento, perché muoversi nel mondo significa determinare confini che diventano il punto di orientamento per le nostre azioni future; punti di appoggio per nuove visioni e conoscenza del nostro perimetro del mondo. Si entra nel mondo perché siamo invitati ad entrarci, si entra nel mondo per legami.

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Comunicato stampa

C’è azione quando si da senso a un movimento, perché muoversi nel mondo significa determinare confini che diventano il punto di orientamento per le nostre azioni future; punti di appoggio per nuove visioni e conoscenza del nostro perimetro del mondo. Si entra nel mondo perché siamo invitati ad entrarci, si entra nel mondo per legami.
Probabilmente l’interesse artistico per il paesaggio nasce da un più generale interesse sentimentale per la natura, conseguenza del progressivo distanziarsi dell’uomo moderno da essa e da una sofferenza per la sua perdita o per la perdita del suo mistero

Quando parliamo di paesaggio dovremmo soffermarci però su quanto vi siano elementi di esso che non tutti riescono a vedere, se non gli abitanti stessi dei luoghi, ed a riconoscere cose, elementi del paesaggio che vengono trascurati da “stranieri”, in quanto riflesso di un esperienza intima. Lo sguardo, l'esperienza, tutto ciò contribuisce a caratterizzare, individualmente, un paesaggio come un linguaggio distribuito sul mondo con simboli, simboli da ritrovare nel mondo.
Lo spazio del paesaggio non è uno spazio indifferente, ma è uno spazio vissuto, limitato e aperto, in cui ordini temporali diversi si uniscono, come quello della natura con le sue trasformazioni di lungo periodo, ma anche con i ritorni ciclici e quello della storia umana. In questo senso infatti un paesaggio è sempre diverso, in quanto formato dai vissuti, da una diversità di spazio e di tempo, legato per esempio a delle storie personali a delle sorgenti che diramano sensazioni.
All’immagine di permanenza si contrappone quindi l’immagine di variabilità di ciò che è visibile e percepibile del paesaggio attraverso i sensi, di ciò che si sente attraverso l’animo e l’intelletto, come in una sorta di eterna contrapposizione tra essenza ed apparenza, tra contenuto e forma. Tracciare un'immagine con delle linee, prospettarsi, presentarsi alla natura.