Alessandra Pioselli – Lezione a Firenze

Firenze - 06/07/2017 : 06/07/2017

Johan & Levi annuncia la lezione scenica ispirata al volume L’arte nello spazio urbano. L’esperienza italiana dal 1968 a oggi di Alessandra Pioselli.

Informazioni

Comunicato stampa

Alessandra Pioselli, autrice del volume L'arte nello spazio urbano. L'esperienza italiana dal 1968 a oggi, edito da Johan & Levi, tiene una lezione-performance sull'arte urbana nell’ambito del progetto di teatro-architettura "Chiostro delle geometrie" in collaborazione con DIDA - Dipartimento di Architettura dell'Università di Firenze e Teatro Studio Krypton.

Arte pubblica: termine che evoca esperienze molto diverse fra loro, dalle operazioni politiche ad altre più ludiche, progetti di trasformazione effimera di luoghi e paesaggi, azioni partecipa­tive, piccoli gesti quotidiani portati all’aperto, forme di esplorazione attiva dei territori

Ma qual è stata la via italiana a questa pratica arti­stica? Gli artisti hanno seguito molteplici stra­de reinventando il rapporto con lo spazio e con il pubblico all’interno della dimensione urbana.

Alessandra Pioselli sceglie come punto di par­tenza il 1968, con il suo peculiare bagaglio critico ed espressivo, e lo colloca sullo sfondo delle vicende politiche ed economiche italiane. Gli artisti escono nella città, contestano, iro­nizzano, si calano nel sociale e si fanno voce di un’incalzante energia collettiva. Dai temi del­la lotta per la casa e per il lavoro discende una mappatura fatta di luoghi forse periferici ma nevralgici, di azioni militanti e di riletture “al­tre” del concetto di bene culturale. Lungo gli anni settanta, poi, il ruolo di animatori quali Enrico Crispolti, Riccardo Dalisi, Ugo La Pietra e altri fa da contrappunto a quello di gruppi come il Collettivo Autonomo di Porta Ticinese o il Laboratorio di Comunicazione Militante a Milano, che declinano in chiave non autoriale il tema della protesta e della militanza: la scul­tura ambientale si diffonde con una rinnovata funzione civica.

Tramontata la stagione della partecipazione popolare, con gli anni ottanta il fronte si fran­tuma e si differenzia: nascono i parchi arti­stici, si diffondono le esperienze di lavoro nei contesti più problematici e delicati, le ricerche sul territorio fanno i conti con la memoria col­lettiva in modo sempre più emozionale e sog­gettivo. I gesti, i segni e le relazioni assumono un valore simbolico, semantico: se Maria Lai, nella sua Sardegna, propone azioni collettive di poetica incisività, Maurizio Cattelan gio­ca con intelligente provocazione a mostrare le contraddizioni di una società multiculturale sempre più complessa. Nuove committenze e nuovi interlocutori, sullo sfondo di una città gentrificata che stenta a riconoscersi come co­munità, suggeriscono oggi una rilettura criti­ca del concetto di partecipazione: vero protago­nista di questo volume.