Alessandra Pierelli – Body’s Parts

Torino - 05/10/2019 : 26/10/2019

Nella mostra “Body’s parts” presentata per la prima volta alla “Fusion Art Gallery” di Torino l’intento di Alessandra Pierelli, artista marchigiana che attualmente vive a Trieste, è quello di condurre i visitatori attraverso un viaggio sentimentale, che metaforicamente si dipana nelle due sale espositive della galleria.

Informazioni

  • Luogo: FUSION ART GALLERY
  • Indirizzo: Piazza Amedeo Peyron 9G - Torino - Piemonte
  • Quando: dal 05/10/2019 - al 26/10/2019
  • Vernissage: 05/10/2019 ore 19
  • Autori: Alessandra Pierelli
  • Curatori: Walter Vallini
  • Generi: arte contemporanea, personale
  • Orari: dal giovedì al sabato dalle 16 alle 19.00

Comunicato stampa

Nella mostra “Body’s parts” presentata per la prima volta alla “Fusion Art Gallery” di Torino l’intento di Alessandra Pierelli, artista marchigiana che attualmente vive a Trieste, è quello di condurre i visitatori attraverso un viaggio sentimentale, che metaforicamente si dipana nelle due sale espositive della galleria.

Nella prima sala l’opera con cui si apre la mostra “Malinconiche presenze” è una sagoma, appena accennata, di un corpo in movimento. Tutto parte dalla materia grezza della sagoma, che sembra quasi un essere sfuggente e spirituale “un’anima”

Questo percorso immaginario prosegue con un lavoro il cui linguaggio è declinato dalla cultura “POP”: i tre teschi. Realizzati con colori fluo e ricoperti di puntine, vogliono rappresentare la parte finale del ciclo della vita, ovvero ciò che resta del corpo dopo la morte, il teschio. I tre teschi sono l’ultimo lavoro dell’artista in cui la trasformazione dalla dimensione della materia grezza a quella apparentemente più ludica, colorata e spensierata della dimensione ”POP”, viene espressa dall’uso delle puntine.

Il protagonista della seconda stanza è il “Cuore”riprodotto in molteplici forme. Il cuore visto come simbolo di amore kitsch, oppure barocco e spinto agli eccessi, ma anche abusato e sfruttato fino alla banalizzazione. In ogni diversa rappresentazione dell'organo "cuore", c'è un continuo gioco di rimandi tra una gioia laica e spensierata e un dolore latente, che spinge verso tensioni spirituali. Sono delle costanti convogliate nel semplice simbolo del cuore, restituito tanto nella semplicità ludica di materiali plastici, quanto nella drammatica intensità di colori materici. È la fragilità dell’essere che interessa l’artista e che la spinge all’utilizzo di scotch industriale da imballaggio, per rendere più esplicito questo bisogno, come metafora del suo stato d’animo, manifestato senza negare l’evidenza di una condizione tormentata dal brivido delle emozioni ed espletata attraverso l’arte. Anche quando il cuore sembra più spensierato, perché colorato, lucido e levigato come un palloncino, esso presenta in realtà elementi stridenti e le puntine da disegno, che spesso lo rivestono, riaffermano questa doppia valenza: sono colorate e divertenti come smarties, ma la punta metallica che nascondono trafigge al di sotto la superficie su cui risiedono. Sono cuori apparentemente gioiosi, che nascondono all’interno innumerevoli cicatrici.

Il lavoro degli ultimi periodi è fortemente connotato dall’uso delle teste delle puntine che insieme alla resina e al polistirolo definiscono la dimensione tridimensionale delle opere. Attraverso l’accostamento di diversi colori, Pierelli ottiene un effetto visivo estremamente realistico cogliendo nell’oggetto non tanto la sua connotazione kitsch, bensì il suo significato positivo, rendendolo attuale, dirottandolo dalla significazione culturale o d’uso originaria