Agnieszka Polska – Everyone who reflects
Prima mostra personale in Italia di Agnieszka Polska, che inaugura nella sede milanese della galleria.
Comunicato stampa
Consonni Radziszewski è lieta di annunciare la prima mostra personale in Italia di Agnieszka Polska, che inaugura il 27 ottobre 2026 nella sede milanese della galleria.
Agnieszka Polska (nata nel 1985 a Lublino, Polonia) vive e lavora a Berlino. Ha studiato presso la Maria Curie-Skłodowska University di Lublino, l'Academy of Fine Arts di Cracovia e la University of the Arts di Berlino, sotto la guida di Hito Steyerl. Artista in residenza presso la Rijksakademie dal 2014 al 2015, nel 2017 ha ricevuto il prestigioso Preis der Nationalgalerie.
«Chi riflette è interessato allo specchio. Lo specchio è, per definizione, uno strumento che riflette, che specula (da speculum = specchio)». Vilém Flusser, Do Espelho, 1998
Per questa mostra, Polska presenta una serie di opere video proiettate su schermi rivestiti da una pellicola specchiante traslucida. Mentre osservano le animazioni, i visitatori si confrontano con la propria immagine riflessa, in un progressivo dissolversi del confine tra soggetto e opera d'arte. L'immagine non si separa mai completamente da chi guarda, trasformando immediatamente lo spettatore da osservatore passivo a partecipante attivo.
Questo sdoppiamento psicologico è centrale nella pratica artistica di Polska. Attraverso la narrazione cinematografica e le tecnologie affettive, l'artista esplora il rapporto mutevole e spesso disorientante tra esseri umani e macchine. La mostra interroga, in ultima analisi, la natura della responsabilità individuale in un'epoca segnata dal determinismo tecnologico, ricercando nuove forme narrative all'intersezione tra poesia e cinema.
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Nota per le sue installazioni video analitiche, ipnotiche e stratificate, Polska pone al centro della propria pratica artistica la complessa relazione tra individuo e collettività. Riflettendo frequentemente sul proprio ruolo di artista e sulla funzione sociale dell'arte, indaga le ambiguità etiche che emergono nel partecipare alla costruzione di una realtà condivisa. Il suo lavoro mette in luce le profonde oscillazioni metafisiche tra universalità ed essere, interrogando i meccanismi sottostanti - immagine, tecnologia, linguaggio, poesia, immaginazione e percezione - che ne determinano le dinamiche.
Le sue opere sono state esposte a livello internazionale, con recenti mostre personali presso il Centre of Contemporary Art, Vilnius (2026); Galeria Dawid Radziszewski, Varsavia (2025); 1646, L'Aia (2025); Museum of Contemporary Art Antwerp (M HKA) (2024); Georg Kargl BOX, Vienna (2024); Museum of Modern Art, Varsavia (2021); e Heide Museum of Modern Art, Melbourne (2021).
Ha inoltre partecipato a importanti mostre e proiezioni presso il Moderna Museet, Stoccolma (2024); la 24th Biennale of Sydney (2024); la 14th Shanghai Biennale (2024); MUDAM Luxembourg (2023); Kunsthalle Bratislava (2023); Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma (2023); Belvedere 21, Vienna (2022); la 14th Baltic Triennial, Vilnius (2021); Tokyo Photographic Art Museum (2019); la 6th Athens Biennale (2018); la 57th Venice Biennale (2017); New Museum, New York (2016); National Gallery Prague (2016); MoMA, New York (2015); e Tate Modern, Londra (2012).
Polska ha ottenuto importanti riconoscimenti nel panorama dell'arte contemporanea, tra cui il Preis der Nationalgalerie nel 2017, che ha portato alla realizzazione di una significativa mostra personale presso l'Hamburger Bahnhof di Berlino l'anno successivo.
Le sue opere fanno parte di prestigiose collezioni, tra cui San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA); Musée d'Art Moderne de Paris; Deutsche Telekom Art Collection, Berlino; National Museum of Contemporary Art (EMST), Atene; e Museum of Art, Łódź.